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Marziale: "Napoli non dovrebbe piegarsi alla politica". L'intervista

Il candidato sindaco: "La nostra agenda programmatica dettata dalle situazioni emergenziali di maggiori difficoltà presenti in città. Dunque lavoro, problema sociale e quello ambientale"

Giuseppe Marziale è un avvocato del lavoro che svolge questa professione da quasi trent’anni. Lo incontriamo nel suo studio a piazza Vanvitelli. “Mi occupo di vertenze di lavoro per i sindacati di base, singole o collettive - ci dice- contro il gruppo Fiat, e contro i maggiori gruppi industriali”.  Da sempre vicino ai gruppi della sinistra extraparlamentare: prima in ‘Avanguardia operaia’, poi in ‘democrazia proletaria’ e infine Rifondazione Comunista’, dalla quale è uscito alcuni anni fa. Adesso si candida a Sindaco di Napoli, ed è sostenuto da una lista ‘Napoli non si piega’.  Alla base della candidatura però, ci spiega, c’è la scelta collettiva. Sulle priorità per la città: lavoro, rifiuti e politiche sociali. Sul ballottaggio: “Faremo un’assemblea e decideremo”.

Avvocato Marziale, come nasce la sua candidatura a Sindaco di Napoli ?

La candidatura è l’ultimo passaggio. Si tratta di un’iniziativa collettiva che parte da tre piccole organizzazioni politiche: ‘sinistra critica’, la ‘rete dei comunisti’ e ‘sinistra popolare’. A fianco a queste tre organizzazioni si aggiungono alcune componenti dei movimenti e delle assise napoletane che si occupano di problematiche di lotta come sindacati di base, e alcuni comitati di base, comitati per l’acqua e contro le discariche. Da questo insieme e dai contenuti emersi si è deciso di veicolarli e di dare visibilità anche durante le elezioni. Quindi è stato espresso un candidato, ma l’aspetto più importante è la scelta collettiva.

La lista che sostiene la sua candidatura, ‘Napoli non si piega’ da chi è formata ? Ci spiega questo slogan: a chi Napoli non dovrebbe piegarsi?

Napoli non dovrebbe piegarsi alla politica che sia il centrodestra che il centrosinistra (che ha governato la città negli ultimi 18 anni) hanno realizzato e stanno realizzando. Ossia politiche che tendono alla sottoposizione degli interessi collettivi, del pubblico, agli interessi privati. Ma il sottoslogan chiarisce ancora meglio: ‘I nostri diritti, contro i loro profitti’. Noi riteniamo che ci debba essere una prevalenza del pubblico, sia nella gestione amministrativa che negli interessi perseguiti; rispetto ad un’affermazione, viceversa, di una logica di mercato, e di una prevalenza degli interessi imprenditoriali del capitale che ha investito e che investirà ancora in misura maggiore qua a Napoli, vista la pioggia di soldi che arriveranno. Nei prossimi 5 anni arriveranno infatti ben 4 miliardi di euro per i quattro grandi piani di riassetto urbanistico- territoriale della città. Sarà molto importante capire come verranno spesi e con quali strumenti di realizzazione degli appalti. Per quanto riguarda i candidati, sono tutte persone che nell’ambito delle loro professioni e competenze, intendono affermare  il principio di prevalenza del pubblico sul privato. Si tratta di sindacalisti di base, lavoratori delle aziende partecipate, architetti, persone impegnate nei comitati territoriali di lotta.

Passiamo ai programmi: quali le priorità per Napoli?

L’agenda programmatica è dettata dalle situazioni emergenziali di maggiori difficoltà presenti in città. Quindi sicuramente il lavoro, il problema sociale (diseguaglianza sociale e macro/micro criminalità), e quello ambientale. Per quanto riguarda il lavoro, noi siamo contrari alle politiche che hanno incentivato la deindustrializzazione. Napoli è una città a tradizione e vocazione fortemente industriale, e deve tornare ad esserlo. Oggi ha perso le industrie e con esse posti di lavori, il Comune può incentivare tali politiche. Non crediamo alla favola che il futuro occupazionale possa essere individuato nella promozione e nello sviluppo del turismo. Va sicuramente incentivato il turismo, ma occorre che partano politiche del lavoro di re-industrializzazione. Abbattere le diseguaglianze sociali, all’origine di gran parte dei problemi di questa città. Poi la questione ambientale. Noi siamo contrari a qualunque tipo di nucleare nella zona, siamo per la riaffermazione dell’acqua pubblica; per quanto riguarda il ciclo rifiuti ci atteniamo alle proposte dei comitati: separazione secco dall’umido, impianti di compostaggio e poi siamo contrari alla logica dell’inceneritore.

Che tipo di campagna elettorale sta facendo?

Diversa dagli altri. Noi non abbiamo tanti fondi e comunque quei pochi che abbiamo non li investiremmo in spot televisivi o manifesti murali, che tra l’altro deturpano parecchio la città e sui quali bisognerebbe porre un freno. E poi bisogna considerare che il nostro elettorato è un tipo di elettorato consapevole. Nessuno ci vota ‘per sbaglio’, nessuno ci vota perché il candidato che si presenta riesce ad essere più convincente dal punto di vista lessicale ed oratorio o motivazioni di questo tipo. Il nostro elettorato è formato da persone che già si interessano di politica e che sono interessate alle problematiche politiche e del sindacalismo di base. E quindi noi non facciamo altro che iniziative con associazioni, assemblee nelle zone e nei quartieri nelle quali ribadiamo le nostre posizioni, che nascono ben prima dell’indizione delle elezioni, e che sicuramente proseguiranno dopo le elezioni di maggio.

Che rapporto ha con gli altri candidati? Considerata la frammentazione, ben dieci candidati al primo turno, è plausibile che si possa arrivare al ballottaggio. In tal caso, voi chi appoggerete?

Non ho conoscenze dirette con nessuno, ho conosciuto solo Fico. Per quanto riguarda il doppio turno, non ce lo siamo ancora posto come problema. In ogni caso il candidato dovrà prendere precisi impegni, ad ogni modo faremo un’assemblea per decidere il da farsi.

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