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COMUNALI 2011 Ciro Alfano (Udc): "Pronti a correre da soli"

Il commissario cittadino dell'Unione di centro spiega a Napolitoday gli equilibri politici tra il suo partito e le altre forze in corsa per le prossime comunali. Alfano: "L'udc non è un satellite del Pdl"

alfanoSarà un mese ricco di appuntamenti e incontri per l'Udc napoletano. Dal 10 al 12 Settembre a Chianciano è in programma il meeting annuale, quest'anno proiettato verso il "Partito della Nazione", a fine mese invece, si terrà a Napoli l'assemblea generale provinciale.

Ciro Alfano è il commissario cittadino del partito. Ad Agosto fu lui a rivendicare per la candidatura a Sindaco di Napoli in quota Udc. Il Pdl non ha reagito bene ma "al momento- spiega Alfano- è una fase interlocutoria e di confronto". Molteplici sono stati gli incontri politici nell'ultimo periodo: con l'Api di Rutelli ("ci accomuna il progetto del Partito della Nazione") ma anche con il Pd "al momento ancora nessun presupposto per convergenze elettorali". Napolitoday lo ha intervistato per saperne di più.

On.le Alfano, qualche giorno fa, un autorevole esponente del suo partito, l'On.le Ciriaco De Mita ha affermato che "il PDL è attraversato da logiche di bande.." Dubbi sulle attuali alleanze?

No, da parte nostra nessun dubbio. Il problema semmai riguarda il PDL.

Si spieghi meglio…

Governiamo sia in Regione che in Provincia con il PDL in modo paritetico e non possiamo accettare nessuna prevaricazione da parte del Presidente, specialmente in Provincia. Noi non siamo un partito-satellite del PDL, bensì un soggetto autonomo. Qualche giorno fa ho incontrato il gruppo provinciale, mi hanno detto che il Presidente Cesaro continua a prendere decisioni in autonomia, senza tener conto della maggioranza che lo sostiene. Al Presidente Cesaro dico che non può pensare che l'UDC sia annessa al PDL. Noi siamo uomini leali e rispettiamo gli accordi. Se però qualcuno viene meno al rapporto, quello è il PDL.

 

In primavera ci saranno le elezioni comunali. Come vi muoverete?

Io ho rivendicato la candidatura a sindaco per un atto politico. L'UDC è una forza politica che ha determinato la vittoria alla provincia di Napoli e nelle altre province; inoltre con il 9,8% ottenuto alle regionali ha contribuito al successo di Stefano Caldoro. Adesso è chiaro che riteniamo di non essere una ruota di scorta, ma di avere pari dignità rispetto al Pdl. Il ragionamento è semplice: avendo loro dato indicazioni sia alla Provincia che alla Regione su candidati che sono espressione del Pdl, ritengo sia giusto e doveroso, con il presupposto di un programma vero di rilancio della città di Napoli, che spetti a noi l'indicazione del candidato Sindaco. Noi abbiamo una nostra dignità, vogliamo anche una legittimazione politica.

 

E i vostri alleati del PDL?

Certamente noi abbiamo un rapporto privilegiato con il Pdl in quanto nostro alleato nelle Giunte, ma siamo un partito autonomo non un loro satellite. Se il percorso di scelta non sarà condiviso noi non ci saremo.

Quindi siete disposti a correre da soli?

Oggi siamo impegnati nella realizzazione di un'area moderata, proprio nei giorni scorsi ho avuto un incontro con il segretario provinciale dell'Api, interlocutore primario per noi, ci unisce il progetto del "Partito della Nazione". Vorremmo innanzitutto consolidare e rafforzare quest'area politica. Se riusciremo anche ad esprimere un nostro candidato con una nostra coalizione moderata ben venga; del resto in molti comuni del napoletano tale scelta è stata vincente. Non ci spaventa tale scelta. Abbiamo nostro progetto politico, e di governo. Faremo appello alle liste civiche affinché ci sia convergenza sul nostro progetto.

Con il PD invece i rapporti come sono? Ci sono i margini per una convergenza?

Ho incontrato anche il segretario del PD, abbiamo fatto delle riflessioni di carattere generale. L'incontro è stato molto cordiale. È una forza politica con cui parliamo. Ci confrontiamo in un clima democratico, la democrazia porta ad un confronto con tutte le forze politiche. Il Pd ha degli uomini, faranno delle scelte. Staremo a vedere, ma allo stato attuale non esistono i presupposti per una convergenza.

Nel centro-destra circolano molti nomi, tra questi Marcello Taglialatela attuale Assessore Regionale. Invece i "finiani" hanno indetto le primarie, voi cosa pensate?

Il toto-nomine non mi interessa sinceramente. Ad ogni modo sono uomini già impegnati nelle istituzioni, e che io ritengo debbano continuare il loro lavoro nell'ambito delle istituzioni. Ad esempio Taglialatela, si è dimesso da Parlamentare e adesso è Assessore Regionale. Oggi la Regione ha bisogno di intelligenze e professionalità; è stato nominato consulente per la Sanità. Insomma, penso che Taglialatela abbia molto da fare in Regione ed è giusto che dedichi il suo tempo a quello che è il suo ruolo istituzionale. Le primarie non ci interessano, non è un metodo di scelta che ci appartiene.

A suo avviso la situazione nazionale potrebbe avere ripercussioni al livello locale?

Non voglio entrare nel merito dei problemi del PDL. Ricordo soltanto che Casini 2 anni fa disse che sarebbero esplosi sia il PD che il PDL. Oggi è sotto gli occhi di tutti: non è un partito il PD, che è ormai allo sbando; e il PDL vive un momento di grande difficoltà, in quanto non è un partito strutturato, bensì sono tanti colonnelli o tanti "piccoli Berlusconi" che ritengono di fare la politica attraverso la loro azione personale. Il quadro politico è in continua evoluzione. Non si sa ancora se Fini costituirà o meno un novo partito o se deciderà di restare. Fini ha fatto delle dichiarazioni che sono condivisibili, ha detto cose che Casini dice da molto tempo. Noi comunque miriamo a creare qualcosa di diverso rispetto allo scenario politico attuale. E la strada da percorrere è quella che porta al "Partito della Nazione".

Se volessimo tracciare un profilo del candidato sindaco. Quali caratteristiche dovrebbe avere?

Guardi, il profilo è secondario. La cosa principale che ci sta più a cuore è il progetto di governo che dovrà essere condiviso dai soggetti che compongono l'alleanza. Poi la fase finale sarà quella dell'individuazione del garante di una coalizione e del progetto di governo stesso.

Un nome che potrebbe essere attinto anche dalla società civile?

Chiaramente si, perché no.

Sta pensando ad esempio all'imprenditore Antonio d'Amato?

Sui nomi no comment!

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