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Maurino: "Occhi puntati sulla questione ambientale". L'intervista

Il candidato nella lista civica "Napoli è tua" a sostegno di Luigi de Magistris. "Non è più possibile che ogni tre mesi siamo nell'emergenza. Troveremo la munnezza anche nei seggi elettorali"

'Energie pulite per Napoli’, con questo slogan Arnaldo Maurino presenta la sua candidatura nella lista civica ‘Napoli e’ tua’, a sostegno di Luigi de Magistris. L’impegno politico di Arnaldo inizia nel 1994, con il movimento studentesco, poi 16 anni di militanza nei ‘Giovani Comunisti’, il movimento giovanile di Rifondazione Comunista. Nel 2001 Genova, al fianco del movimento no global. Nel 2002 diventa coordinatore provinciale del movimento, quindi nel coordinamento nazionale.  Nel 2006 anche una candidatura, (simbolica in verità ndr) nella lista di Rifondazione alla Camera dei Deputati. La nascita di SeL, il suo ingresso nella direzione provinciale. Questa e’ la prima volta dunque che Maurino dovrà misurarsi in prima persona con le preferenze.

Come nasce la sua candidatura al Comune di Napoli nella lista civica ‘Napoli è tua’?

Questa candidatura nasce dopo sei mesi di bilancio politico rispetto al lavoro svolto all’interno di Sinistra e Libertà, perché abbiamo costruito in questi ultimi mesi un’area interna legata ai movimenti che abbracciasse la generazione che ha partecipato a Genova, il movimento globale, ma anche il movimento dell’onda, sorto in questi ultimi anni. L’idea era quella di poter trovare all’interno di Sel uno spazio che potesse dare un respiro nuovo a queste esperienze rispetto alla politica. Sperimentare un percorso nuovo.

Qualcosa però è andata storto…

In realtà in  questi sei mesi non siamo riusciti a trovare terreno fertile nonostante i buoni intendimenti…e le parole su cui si fonda Sel ci siamo ritrovati  nella pratica in una situazione uguale  a quella dei partiti dell’area istituzionale    Non c’è sta nessuna innovazione, basta vedere le ultimi avvenimenti , la presenza di Sel nella giunta di Casalnuovo è in giunta col PDL e per finire, sulla vicenda Morcone- de Magistris si è consumata la frattura.

Come si è arrivati poi alla scelta di de Magistris ?

All’epoca della candidatura di Mancuso noi come sinistra in movimento l’abbiamo sostenuta.  Al di là dei brogli presunti o reali e della gestione delle primarie, ma anche di quello che si pensa sul bassolinismo, coi suoi lati chiari e oscuri. Noi  pensavamo che si fosse chiusa una fase, come le primarie del resto hanno dimostrato, e che  dovesse aprirsi  una fase nuova, che si potesse convergere su un nome forte, espresso dal PD, in grado di sparigliare, come ad esempio quello di Raffaele Cantone: infine il PD ha proposto Morcone.  In particolare  era interessante quello che si stava muovendo attorno a De Magistris appunto: i movimenti anti discarica, il comitato di Scampia contro l’inceneritore, i disobbedienti. Tutta una serie di movimenti napoletani  che hanno visto in questo candidato una figura nuova attorno alla quale costruire una nuova politica, fatta di buone pratiche di governo. E noi come area di  SeL non potevamo non capire questa novità, il popolo di  Sel voleva incarnare questa novità .

Poi Sel ha indetto le ‘sue’ primarie: consultazione interna sulla scelta Morcone - de Magistris, è così ?

Sul confronto  Morcone – De Magistris  c’erano differenti posizioni e spaccature nel partito. In realtà c’è stata un’evoluzione strana:  dopo l’ultima assemblea  provinciale avevamo deciso di fare un’assemblea programmatica, della durata di una settimana girando tutti i circoli sul territorio, ma a metà settimana ci fu comunicato che la domenica ci sarebbe stato un referendum tra gli iscritti. Questa decisione frettolosa ha comportato  disguidi amministrativi, io per esempio non risultavo nemmeno tra le liste degli aventi diritto al voto del referendum, questo non per segnalare malafede ma perché dalla fretta sono scaturite una serie di disorganizzazioni nel voto interno.

L’esito delle primarie interne a Sel ha però visto la vittoria di Morcone ai danni di de Magistris…

Decisivo si è rivelato il seggio di Barra, di orientamento  filo- bassoliniano, è il circolo di Dino Di Palma(ex presidente della provincia di Napoli ndr), che pur essendo una bravissima persona, porta avanti una linea divergente da questa cui prima facevo riferimento.  Ma al di là di questo, in un partito che fa delle primarie il suo cavallo di battaglia, se su 2300 iscritti  vanno a votare   in 600, ciò costituisce un campanello di allarme su come è stato organizzato il referendum e sul livello di partecipazione reale che mette in campo Sinistra Ecologia e Libertà. Sta di fatto che una serie di compagni e compagne, sia interni che esterni a SEL hanno provato a portare avanti una candidatura all’interno della lista civica che appoggia De Magisitris, e quindi la mia candidatura non è una candidatura individuale ma è frutto di una scelta collettiva, impegnata nelle periferie, di quest’area di impegno sociale e difatti stiamo incontrando tantissime persone.

Passiamo ai programmi: quali le priorità se diventa consigliere comunale? Il suo slogan è Energie Pulite. Ce lo spiega?

Il nostro motto ‘Energie Pulite’ vuole far partire la campagna referendaria, oltre quella elettorale, sul nucleare. Quella sull’acqua come risorsa pubblica e gioca sul nome Energie Pulite in politica, noi vogliamo portare un vento novo di rinnovamento e trasformazione dei processi che hanno governato questa città e il nostro paese. E’ una campagna porta a porta, verso i movimenti, le periferie, con le fasce deboli, che sono maggioranza nella nostra città. Mi vengono in mente le persone di Scampia e Pianura che mi stanno dando una mano, noi questo vogliamo portare in città. Le nostre priorità sono quattro: questione ambientale, questione giovanile, partecipazione alla politica contro l’esclusione sociale e dignità dei territori della periferia   Partiamo dalla questione ambientale. Ad esempio a  Bagnoli e ai Colli Aminei nelle isole ecologiche  la raccolta differenziata  è arrivata al 70%  in un anno. Bisogna ripartire da questo e con un nuovo impianto culturale diffondere porta a porta la differenziata  in ogni quartiere di Napoli. Non è più possibile che ogni tre mesi ci troviamo nell’emergenza, soprattutto in campagna elettorale e probabilmente ci troveremo la munnezza nei seggi elettorali. La mia è una candidatura generazionale, io stesso appartengo al precariato, l’intento è quello di irrompere nelle istituzioni, nel panorama politico della città, per recuperare ad esempio  spazi abbandonati di Napoli, per affidarli, sul modello dei beni confiscati alle mafie, alle tante associazioni sociali e culturali che prolificano nel territorio e non hanno luoghi dove sviluppare le loro attività , per dare un  respiro giovane a questa città. Vogliamo ridare la parola dignità alle periferie di questa città. Sto girando molto per le periferie, anche se già le conosco molto bene ma la campagna elettorale è un’altra cosa: bisogna monitorare i disagi, ad esempio i topi che entrano in casa a seguito della spazzatura. E allora dignità significa dare una speranza nuova ai ragazzi che sono costretti oggi a fare una scelta tra essere pezzi del sistema o emigrare.

Perché de Magistris?

Perché costituisce una discontinuità netta col passato remoto e anche quello più recente. Rappresenta la rottura rispetto a Bassolino da un lato, ma anche rispetto alla destra di Caldoro, Cosentino e Cesaro.

Nel 2001 ci siamo conosciuti, nel corso della prima campagna elettorale della Iervolino nel 2001, e all’epoca Rifondazione Comunista sosteneva questa candidatura. Come vede  oggi questa esperienza a cui tanta adesione RC ha dato?

Noi abbiamo lanciato dei segnali di allarme. C’è stata la  prima stagione, quella di Vezio De Lucia, fu caratterizzata da importanti scelte sulla città, direzionata a dare a Napoli il ruolo di grande capitale del Mezzogiorno, ma gradualmente la gestione del potere si è rivelata tradizionale così come è avvenuto al socialismo reale e alla chiesa , una volta consolidatesi al potere ci si omologa, mentre bisognerebbe costruire gli anticorpi, per non perdere i riferimenti della buona politica e dei deboli, tra di noi c’è chi ha scelto di entrare nei consigli di amministrazione e chi è rimasto dalla parte dei deboli…

Per molti c’e’ il rischio che la candidatura di de Magistris possa far vincere Lettieri sin dal primo turno. Nel caso si arrivasse ad un ballottaggio tra Morcone e Lettieri, quale sarebbe la vostra posizione?

Innanzitutto a mio parere senza  la candidatura di de Magistris, questa campagna elettorale sarebbe morta tra gli slogan di Lettieri e ‘l’onore senza pregiudizio’ di Morcone. Detto ciò, tutti i sondaggi dicono che De Magistris risulterebbe vincente se dovesse andare al ballottaggio con Lettieri. Naturalmente in caso in cui al ballottaggio non vada de Magistris bisognerebbe lavorare ad un fronte democratico per battere le destre, ricucendo le attuali frammentazioni  nel centro sinistra per un obiettivo assolutamente prioritario, anche perché la destra ha presentato in lista persino militanti di ‘casapound’, che inneggiano ad Hitler e accoltellano i ragazzi antifascisti.  

Anche eventualmente nell’ottica di un’ alleanza con il terzo polo?

Credo che le alleanze si facciano sui programmi e gli obiettivi piuttosto sui proclami. Non credo che al momento col terzo polo ci siano le premesse per un accordo: la gente tra un centrodestra mascherato e il centrodestra vero i cittadini votano quello vero. In tutti i casi dopo il primo  turno si potrà avere un quadro più chiaro e quindi se ne potrà ridiscutere.

 Il rapporto con Vendola è chiuso?

Al momento sono rimasto perplesso per la solidarietà data a Lettieri per la cosiddetta aggressione mentre non ha speso una parola per i ragazzi accoltellati di Lettere, come pure le posizioni su Israele e Palestina. Comunque il discorso rimane naturalmente aperto.

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