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Fli rompe con il Terzo Polo: sostegno a Lettieri. Possibile guerra interna

Annuncio choc del coordinatore campano Enzo Rivellini che abbandona Raimondo Pasquino. Bocchino: "Le dichiarazioni dell'onorevole rappresentano una posizione personale". È strappo nel partito

In Futuro e Libertà scoppia il caso Napoli. Il coordinatore campano Enzo Rivellini, tra gli adepti della prima ora al progetto finiano, annuncia a sorpresa il sostegno a Gianni Lettieri, candidato sindaco per il Pdl, rompendo di fatto l'alleanza del Terzo polo che corre per la poltrona di primo cittadino con Raimondo Pasquino.

Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, reagisce immediatamente delegando il coordinatore nazionale del partito, Roberto Menia, all'uso del simbolo per le amministrative in Campania: per Bocchino, quella di Rivellini - di fatto commissariato - è solo una posizione personale. Immediata la risposta del coordinatore campano in odore di commissariamento: "che fai?" dice rivolgendosi a Bocchino, "mi cacci?". Ma la scelta di Rivellini è piaciuta, e molto, a Berlusconi che in serata lo ha ricevuto a Palazzo Grazioli assieme al coordinatore campano del Pdl Nicola Cosentino per ringraziarlo. Il caso Napoli, quindi, diventa questione nazionale. Le "colombe" Adolfo Urso e Andrea Ronchi marcano ancora una volta le distanze dal "falco" Bocchino, esprimendo comprensione per le ragioni di Rivellini: "Non servono - sottolinea Urso - atti di imperio che possano ingenerare ulteriori strappi".

L'ex ministro incalza: "Bisogna rafforzare la linea chiara di alternativa alla sinistra". Proprio la questione delle future alleanze, secondo Rivellini, è il motivo di fondo della rottura: "Il cosiddetto terzo polo è una ipotesi irrealizzabile in molte città della Campania, dove i cittadini respingono ogni possibilità di fare da stampella alle sinistre. Ciò vale soprattutto per il Comune di Napoli, dove il terzo polo sembra essere un esperimento da laboratorio per allearsi al secondo turno con il centrosinistra, avendo l'obiettivo di gettare le basi per le prossime politiche".

Rivellini lo scorso 26 marzo era con Fini, Casini e Rutelli alla presentazione del candidato sindaco Pasquino. Da alcuni giorni però mostrava segni di fibrillazione, in particolare dopo l'ingresso in Fli di un'ottantina di esponenti locali provenienti dal Pdl, tra i quali il supervotato ex consigliere regionale Pietro Diodato: operazione avvenuta con la regia di Bocchino, e stigmatizzata dal coordinatore regionale "in quanto decisa dall'alto e senza alcun coinvolgimento del territorio e di chi rappresenta Fli a Napoli e in Campania". Oggi tuttavia Rivellini smentisce che sia stata quella la causa della rottura sul candidato sindaco.

Il Pdl esulta: il coordinatore vicario regionale Mario Landolfi ritiene che ora a Napoli si possa sperimentare "la ricomposizione di tutte le anime del centrodestra", in un clima che "rende ancora più arduo per l'Udc spiegare i motivi che ci vedono correre divisi alle elezioni comunali napoletane mentre insieme governiamo Provincia e Regione". Di tutt'altro avviso l'Udc: Mauro Libé, responsabile enti locali, consiglia a Rivellini "un periodo di riposo per rimettere ordine nelle proprie idee politiche". Giuseppe Maisto, coordinatore provinciale Api, parla di "scelta personale" di Rivellini che non incide sul progetto del Polo per la Nazione. L'annuncio di Bocchino sulla delega a Menia per l'uso del simbolo sembrerebbe chiudere la questione, ma il coordinatore regionale sembra intenzionato a dare battaglia per difendere la propria linea: resta da capire se ci siano margini di ricomposizione o se l'imminente incontro di Rivellini con Berlusconi porterà a un nuovo rientro nelle file del Pdl. (fonte Ansa)

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