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Elezioni a Sant’Anastasia: parla Paolo Esposito

Paolo Esposito, ex vicesindaco della scorsa amministrazione di centrodestra, si presenta alle prossime elezioni amministrative di Sant'Anastasia con le liste civiche “Sant’Anastasia al Centro” e “Paolo Esposito sindaco”

Ci sono giovani che si affacciano per la prima volta alla scena politica cittadina e neolaureati desiderosi di impegnarsi attivamente per il futuro del proprio comune. Nelle liste civiche  “Sant’Anastasia al Centro” e “Paolo Esposito sindaco”, che appoggiano il medico Paolo Esposito, ex vicesindaco della scorsa amministrazione di centrodestra, c’è spazio per nuove e vecchie conoscenze della politica anastasiana.

Come mai questa scelta di correre da solo?

A volte le bandiere politiche finiscono per dividere piuttosto che unire. Abbiamo scelto di puntare sull’appoggio di due liste civiche e rinunciare ai simboli di partito per cercare di coinvolgere nelle nostre fila persone di centrodestra e centrosinistra che si riconoscano in un progetto civico e abbiano voglia di assumersi impegni concreti verso la comunità. E’ stata una scelta ponderata e i risultati ci sono stati: nessun candidato guarda a uno schieramento politico definito e io stesso appartengo all’area centrista: Dc prima, Democrazia europea poi, Udc e infine Mpa.

Qual è il suo progetto politico per Sant’Anastasia?
I primi interventi riguardano la vivibilità: una regolamentazione del traffico cittadino, la riqualificazione di strade e lo sgombero dei marciapiedi. Gli anastasiani si aspettano dalla nuova amministrazione un supporto per lo sviluppo del territorio. Non si può prescindere dal nuovo piano regolatore, che dovrà essere studiato e approvato nei prossimi mesi ed entrerà in vigore in un anno o due.

Quali sono le potenzialità del un nuovo piano urbanistico?
Non bisogna illudere i cittadini: la costruzione di edifici di edilizia residenziale è bloccata sia dalla legge sulla zona rossa che dai vincoli paesaggistici. La classe politica dovrà essere in grado di puntare sull’individuazione di aree per attività industriali e commerciali e, soprattutto, avere un occhio di riguardo per le periferie. E’ in quartieri come Ponte di Ferro, Capodivilla e via Romani che si riscontrano le carenze più gravi.

Quali interventi intende mettere in atto?
Le aree periferiche devono uscire da quella ghettizzazione che le ha contraddistinto. Penso alla creazione di strutture e aree pubbliche per il tempo libero, centri polifunzionali, poli attrattivi e, naturalmente, un miglioramento della viabilità. Noi abbiamo un debito nei confronti delle nuove generazioni e l’impegno dell’amministrazione che verrà dovrà essere rivolto essenzialmente ai giovani e alle famiglie disagiate. I ragazzi di Sant’Anastasia devono essere stimolati e guidati. C’è bisogno di sinergia tra ente pubblico e associazioni territoriali, perfezionando le intese tra pubblico e privato. La passata giunta aveva in programma la realizzazione di un palazzetto dello sport e di una piscina. Le possibilità di finanziamento ci sono. Il piano regolatore consente di individuare le aree di pubblica utilità su cui vanno costruite le opere pubbliche.  Il piano delle opere pubbliche per il 2010 è stato approvato dal commissario prefettizio Gioacchino Ferrer, ma non è detto che non possa essere ampliato.
 
Sant’Anastasia è stata tra i paesi vesuviani maggiormente colpiti dall’emergenza rifiuti. Secondo Carmine Esposito, candidato sindaco del Pdl, l’Amav, società che gestisce la raccolta di spazzatura e l’igiene urbano, andrebbe sciolta. Lei cosa ne pensa?
La società Amav è stata creata con una progettualità a lunga scadenza. Oggi la sua produttività non raggiunge le aspettative e, nonostante le spese, le percentuali di raccolta differenziata sono lontane dalle soglie previste. L’opera di miglioramento della raccolta rifiuti è incompiuta. Bisogna investire ancora sull’Amav, renderla competitiva sul mercato e in grado di offrire le proprie professionalità ai comuni vicini. E’ necessario puntare su persone competenti, in grado di gestirla al meglio, rivolgersi ai privati non è la sua soluzione ideale. Spesso, dietro le società che gestiscono il servizio di raccolta dei rifiuti, si annidano trappole serie e si rischia di finire tra le mani della criminalità organizzata.

Lei è ottimista sul futuro di Sant’Anastasia e sulla fine dell’immobilismo?
Gli anastasiani hanno tanti difetti, come tutti i popoli. Io sono per natura ottimista  e spero che si possa migliorare anche grazie all’apporto dei cittadini. Guai a pensare che non c’è futuro. La politica è anche utopia, senza sogni ci si limita a gestire l’ordinario.


LEGGI L'INTERVISTA A CARMINE ESPOSITO

I CANDIDATI E I RISULTATI

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