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De Magistris nel corso della trasmissione "Bersaglio Mobile"

De Magistris nel corso della trasmissione "Bersaglio Mobile"

De Magistris a La7: "Ecco qual è stato il momento decisivo in questi 5 anni"

Il Sindaco di Napoli ha rilasciato una lunga intervista ad Enrico Mentana nel corso della trasmissione "Bersaglio Mobile"

"Se le elezioni dovessero andare come credo, verso una forte riconferma, forse il momento più difficile, sul piano personale ed istituzionale, quello della sospensione, è stato il momento decisivo per la rigenerazione politica di questa avventura, perchè ho fatto per un mese integralmente il sindaco di strada, creando un rapporto molto stretto con la mia gente. Questo mi ha dato una grande forza, anche perchè le persone mi dicevano di non mollare e questa connessione sentimentale ha portato alla creazione di un vento che penso ci può condurre ad un risultato clamoroso di qui a qualche giorno". Così il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris nel corso di una lunga intervista rilasciata ad Enrico Mentana, nel corso della trasmissione "Bersaglio Mobile" in onda su La7.

"Io - ha proseguito de Magistris - non sono il sindaco di un movimento, di un recinto, di un'aggregazione tradizionale. Io mi sento il sindaco di un movimento popolare diffuso che attraversa un po' tutti i quartieri della città. Io sono un uomo di sinistra, l'ho sempre detto, ma in questi cinque anni si è andato molto oltre. Penso di essere stato il sindaco della città, di aver parlato a tutti, dalla fasce popolari alle fasce borghesi, ai giovani, agli intellettuali. Credo di essere vissuto oggi come il simbolo di una Napoli autonoma, dove la partecipazione dei cittadini alla vita della città è molto forte. Stiamo provando a sperimentare forme di autogoverno e autodeterminazione dal basso. Siamo totalmente alternativi alle candidature di sistema, che io identifico in Valente e Lettieri e penso di poter parlare anche al popolo dei 5 Stelle, perchè abbiamo fatto in questi anni tante cose che loro professano, ma che in alcuni comuni da loro governati non riescono a fare. Vedi l'acqua pubblica, il no agli inceneritori e le battaglie sulla questione morale".

"Noi ci ricandidiamo perchè siamo fermamente convinti che le cose da fare sono ancora tante - ha aggiunto il primo cittadino partenopeo - . Faccio una piccola fotografia: Napoli cinque anni fa era sommersa di rifiuti, non c'era un turista, era una città depressa dal punto di vista morale e culturale. Abbiamo superato ormai da quattro anni e mezzo l'emergenza rifiuti, siamo la città d'Italia che più cresce in termini di turismo, ma soprattutto si è sprigionata a Napoli un'energia culturale, voglia di vivere ed un forte senso di appartenenza che non si era mai visto. Cinque anni fa, inoltre, il Comune era in dissesto, oggi non siamo più in disavanzo e paghiamo i creditori a 90 giorni e siamo tornati ad essere una città internazionale. Si deve certamente migliorare, però, quella che è la quotidianità e la vita della nostra città".

RENZI - "Con lui non c'è nè amore, nè odio. Noi siamo persone delle istituzioni e dialoghiamo a tutti i livelli con il Governo. Noi siamo, però, un'esperienza autonoma. Abbiamo rotto un blocco politico, sociale ed anche affaristico. Il Governo Renzi non ha fatto nulla per Napoli e per il Mezzogiorno per anni e non si è mai visto. Su Bagnoli è una partita nazionale. Sono 20 anni che i governi non hanno mai fatto nulla sulle bonifiche. Renzi decide all'improvviso, durante la campagna elettorale, di puntare l'attenzione su Bagnoli perchè nel dicembre 2013 io feci l'ordinanza "Chi inquina, paga", che individuava tra le altre in Fintecna, società detenuta dal Governo, uno dei principali soggetti inquinanti. Il Governo ha impugnato quest'ordinanza fino al Consiglio di Stato e ha avuto torto. Così, quindi, abbiamo costretto giuridicamente il Governo a colmare una latitanza di 20 anni. Io credo che dopo le elezioni, su Bagnoli e su altre cose, si deve dialogare come si è sempre fatto, con rispetto reciproco. Renzi, invece, è stato arrogante nei confronti di Napoli e anche in questi giorni ha utilizzato il suo ruolo di Presidente del Consiglio per fare la campagna elettorale. Credo che sia una cosa abbastanza scorretta, tra l'altro raccontando una serie di fandonie".

GOMORRA - "Bisogna evitare la rappresentazione unilaterale della città di Napoli, che oggi è capitale del riscatto morale. Rappresentandola sempre come una città in cui non cambia mai nulla, si fa una ricostruzione che non corrisponde alla realtà. A Napoli ci sono diversi omicidi di camorra, ma sta crescendo un'antimafia sociale dei fatti, c'è un grande lavoro delle forze dell'ordine e magistratura e un'amministrazione comunale che ha interrotto qualsiasi interlocuzione con la camorra dei colletti bianchi. Per questo sta accadendo qualcosa di storico, perchè si sta tagliando ossigeno alla camorra".

DE LUCA - "Con lui rapporti istituzionali molto concreti, prima della campagna elettorale. Poi ha deciso di scendere in campo, schierandosi apertamente in questa campagna, cosa che io invece non ho fatto in occasione delle Regionali".

ELEZIONI - "Sono convintissimo di vincere, ma nel caso non dovesse essere così, resterei in Consiglio Comunale e continuerei ad impegnarmi politicamente per la mia città, che amo profondamente".

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