Venerdì, 14 Maggio 2021
Elezioni Comunali 2012: Provincia di Napoli

Elezioni comunali 2012: come si vota

Vademecum per i cittadini dei 21 comuni in provincia di Napoli chiamati al voto il 6 e 7 maggio 2012. Come votare, cosa è vietato fare nel seggio elettorale e come comportarsi dopo le votazioni

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Domenica 6 e lunedì 7 maggio le elezioni comunali coinvolgeranno 21 Comuni della provincia di Napoli. I seggi saranno aperti dalle 8 alle 22 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì. Subito dopo inizierà lo spoglio delle schede. L'eventuale turno di ballottaggio è previsto due settimane dopo.

Elezioni 2012, come si vota: le informazioni
COMUNI SOTTO I 15MILA ABITANTI - Il sistema di voto (per i comuni sotto i 15mila abitanti) è a turno unico con premio di maggioranza. Tradotto: viene eletto chi ottiene il maggior numero di voti (maggioranza relativa). La lista collegata si aggiudica i 2/3 dei seggi.
ella scheda è indicato, a fianco del contrassegno, il candidato alla carica di sindaco. L'elettore ha diritto di votare per un candidato alla carica di sindaco, segnando il relativo contrassegno. Può altresì esprimere un voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale compreso nella lista collegata al candidato alla carica di sindaco prescelto, scrivendone solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita nella apposita riga stampata sotto lo stesso contrassegno.

COMUNI SOPRA I 15MILA ABITANTI - Per i comuni più grandi (sopra i 15mia) il sistema è a doppio turno con premio di maggioranza: se al primo turno nessuno dei candidati a sindaco ottiene la maggioranza assoluta (50% + 1 dei voti) si procede al ballottaggio il 20 e 21 maggio. La scheda reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro un apposito rettangolo, al cui fianco sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato. L'elettore può votare: - per una delle liste, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito anche al candidato sindaco collegato;
- per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, non scegliendo alcuna lista collegata; il voto così espresso si intende attribuito solo al candidato alla carica di sindaco;
- per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una delle liste collegate, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista collegata;
- per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una lista non collegata tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista non collegata (il cosiddetto «voto disgiunto»). L'elettore potrà anche manifestare un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale, segnando, sull'apposita riga stampata sulla destra di ogni contrassegno di lista, il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita) del candidato preferito appartenente alla lista prescelta. Per il ballottaggio il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato prescelto.

SE CI SI SBAGLIA? - Prima di aver riposto la scheda nell'urna è possibile chiedere al presidente di seggio (o, se non presente al momento, al suo vice) una nuova scheda in sostituzione di quella usata. Occorrerà verificare che la scheda sbagliata venga annullata dal presidente e riposta in un contenitore a parte. Se invece ci si rende conto di avere sbagliato a votare dopo che la propria scheda è stata riposta nell'urna ufficiale, non si può più tornare indietro.

NEL SEGGIO ELETTORALE E' VIETATO... - Fotografare o filmare il proprio voto, parlare di politica e/o di votazioni, suggerire ad altri elettori per chi votare o anche soltanto spiegare loro tecnicamente come si vota. Quest'ultima cosa è permessa però agli scrutatori. È sconsigliabile effettuare telefonate: il presidente potrebbe chiedervi di chiudere la chiamata. È permesso invece consultare gli elenchi degli aventi diritto al voto in quella sezione, che sono pubblici. La copia consultabile di solito viene appesa a una lavagna (se la sezione è in un'aula scolastica) e comunque non è quella in cui gli scrutatori registrano chi ha effettivamente votato. Nei locali vicini ai seggi è anche vietato esporre simboli ideologici e/o di partito. Via libera, però, agli accessori. Un tipico esempio (più diffuso molti anni fa) è la cravatta rossa per gli uomini. Unica eccezione a questa norma è per i "rappresentanti di lista", che si siano regolarmente accreditati prima dell'apertura dei seggi. Possono esporre il simbolo del proprio partito (ad esempio una spilla), ma anche a loro, almeno nei locali vicini ai seggi, non è permesso "far politica". Nei corridoi si può invece parlare di politica, mentre è prerogativa dei soli rappresentanti di lista esporre simboli. Un'ultima avvertenza. I componenti della sezione elettorale (presidente, vicepresidente, segretario e gli altri scrutatori) sono pubblici ufficiali nei locali della sezione elettorale. Se dovesse capitare qualunque diverbio o contestazione, è consigliabile evitare di discutere troppo animatamente e rivolgersi invece ai vigili urbani o ai carabinieri (che stazionano presso i locali elettorali) per far valere eventuali diritti negati, presunti o reali.

DOPO LE VOTAZIONI? - Il cittadino-elettore ha diritto ad assistere allo scrutinio nella sezione elettorale in cui vota. Non importa che abbia effettivamente votato. Gli è però vietato parlare e toccare le schede, nonché qualunque altro documento presente nei locali della sezione.e lo facesse, sarebbe facoltà del presidente di seggio di chiamare la forza pubblica per allontanarlo senza indugio. Se si ritiene indispensabile una qualunque osservazione, è opportuno avvertire immediatamente le forze dell'ordine (che saranno presenti nei pressi) e riportarla a loro. Anche i rappresentanti di lista possono assistere allo scrutinio nel seggio o nei seggi in cui si sono accreditati. Essi possono inoltre parlare (ma non toccare le schede e i documenti) e possono far mettere a verbale le loro osservazioni. In caso di dubbio sull'interpretazione del voto espresso in una scheda (ad esempio, è nulla o valida?) possono contestare la scheda ma non hanno diritto di far valere la propria valutazione in una eventuale decisione a maggioranza dei componenti della sezione. I candidati a sindaco, al consiglio comunale o al consiglio di zona possono invece assistere (senza formalità) allo scrutinio in qualsiasi sezione elettorale del territorio nel quale si sono candidati. Valgono per loro le prerogative dei rappresentanti di lista, come far mettere a verbale le osservazioni. I candidati possono inoltre "visitare" le sezioni elettorali del territorio nel quale si sono candidati durante le giornate di votazione, e volendo possono far mettere a verbale la loro visita.

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