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Regionali a luglio: De Luca stoppato dal governo. “Non si vota prima di settembre”

Insieme ai governatori di Veneto, Puglia e Liguria aveva firmato un documento condiviso

"Ribadiamo la necessità di garantire agli elettori l'inalienabile diritto a esprimersi nei tempi più rapidi possibili, compatibilmente con l'andamento dell`epidemia. Pertanto, ritenendo, per quanto è possibile prevedere oggi, che l'estate sia la stagione più sicura dal punto di vista epidemiologico, ribadiamo la necessità di allargare la finestra di voto, come da noi richiesto, al mese di luglio". Non trattengono il loro disappunto i presidenti di Liguria, Giovanni Toti, Campania, Vincenzo De Luca, Puglia, Michele Emiliano e Veneto, Luca Zaia riguardo la decisione del governo di posticipare il voto a dopo l'estate. 

Proprio il governatore della Campania era stato tra i principali fautori dell'ipotesi di voto tra poco più di due mesi. Tempi che non sono stati ritenuti idonei dal governo centrale che ha invece bocciato la proposta. Troppo instabile ancora la situazione epidemiologica in tutte le regioni che andranno al voto e, considerando le restrizioni che bisognerà comunque adottare nella fase 2, non sarebbe possibile fare campagna elettorale. Non a caso la proposta è stata avanzata da quattro governatori uscenti. “Sulla finestra di luglio c'era stato un esito positivo dopo un consulto con molte delle Regioni che andranno al voto. Spiace che il Governo abbia approvato un diverso decreto senza ulteriore confronto. In ogni caso è comune intendimento delle nostre Regioni convocare i cittadini al voto nella prima data utile consentita dal provvedimento del Governo", hanno scritto Toti, Zaia, De Luca e Emiliano in una nota congiunta..

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