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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Politica

Municipalità 1, intervista alla candidata presidente Sciarelli: "Un Park Manager per far rinascere la Villa Comunale"

"La mia è una candidatura di servizio, perché sono convinta che oggi la nostra Municipalità abbia bisogno di competenze più ampie, e dal 4 ottobre con il decentramento e i soldi del PNRR in arrivo ne avrà bisogno ancora di più", spiega a NapoliToday, Fabiana Sciarelli della coalizione Antonio Bassolino candidato sindaco

In vista delle Elezioni Comunali 2021, in programma il 3 e 4 ottobre, NapoliToday ha posto tre quesiti (uguali per tutti) ai candidati presidente della Municipalità I, che comprende Chiaia, San Ferdinando e Posillipo.

L'intervista a Fabiana Sciarelli, per la coalizione che sostiene il candidato sindaco Antonio Bassolino.

-Quali sono i punti principali del suo programma elettorale che intende applicare una volta eletto come Presidente?

"Come prima cosa vorrei precisare che il mio non è un programma elettorale ma un programma amministrativo. Proprio per questo motivo ho scelto di strutturarlo secondo gli standard di progettazione internazionale per lo sviluppo di un territorio, dividendolo nelle tre principali aree dello Sviluppo Umano: lo sviluppo socio-sanitario, quello culturale e quello economico. Le competenze della Municipalità e quelle che riteniamo che, in un’ottica di decentramento necessario, siano essenziali per la gestione del nostro territorio sono tutte dedicate all’obiettivo unico dello sviluppo, di uno sviluppo a misura di tutti. Per iniziare a lavorare al programma io ritengo, però, che sia fondamentale riorganizzare la macchina amministrativa secondo una logica di efficienza ed efficacia, partendo dall’autonomia gestionale della Municipalità. Questa comprende una autonomia economica di assegnazione, ricerca e utilizzo dei fondi e un’autonomia organizzativa negli ambiti di competenza specifica della stessa. Sarebbe importante a questo proposito individuare e distinguere le competenze municipali e raccoglierle in una mappa pubblica delle competenze per evitare che la responsabilità condivisa diventi responsabilità di nessuno. Ritengo che sarebbe facile dire qui che risolveremo il problema dell’igiene pubblica, della sicurezza, della fatiscenza delle strade etc, ma credo che sarebbe poco onesto anche perché ad oggi molti di questi problemi sono di competenza comunale. Noi però possiamo dire che affronteremo tutti i problemi, anche i più ampi, cercando soluzioni realizzabili nel breve tempo e soprattutto sostenibili nel lungo, chiedendo la più ampia partecipazione della popolazione, tutta la popolazione, perché riteniamo che ognuno possa e debba fare la sua parte. Abbiamo infatti scelto di affrontare i grandi problemi partendo da piccoli progetti contagiosi realizzabili con parternariati pubblico-pubblico, pubblico-privato e pubblico-popolazione come: l’umanizzazione dell’amministrazione, l’App - Municipalità 1, il Progetto Talenti, la Municipalità Mostra, il Nido diffuso, l’Arte come soluzione, la Consulta Impresa e Turismo, il Cittadino Eco-Sostenibile, la Storia in un Logo, Ambiente - Un polmone in città e tanti altri. La mia è una candidatura di servizio, perché sono convinta che oggi la nostra Municipalità abbia bisogno di competenze più ampie, e dal 4 ottobre con il decentramento e i soldi del PNRR in arrivo ne avrà bisogno ancora di più".

-Villa Comunale, da anni assistiamo al semi-abbandono del polmone verde di Chiaia, tra spazio verde mortificato e giostre per i bambini disastrate. Cosa si potrebbe e dovrebbe fare per farla rinascere?

 "La Villa Comunale è uno dei patrimoni della nostra città e deve essere tutelata in quanto bene storico, luogo verde fruibile dai cittadini, area ricreativa, polmone del quartiere. Le problematiche della Villa sono rimbalzate in più luoghi e su più uffici senza trovare mai soluzione. Ecco, la prima cosa che noi vorremmo fare è riorganizzare la responsabilità, vorremmo ossia avere un responsabile unico della Villa Comunale (Park Manager), una persona con un nome ed un cognome che come manager sarà responsabile del luogo. Il Park Manager Villa Comunale dovrà, quindi: manutere gli spazi; gestire tutto il personale dedicato alla Villa, come i giardinieri e i manutentori; ragionare con gli agronomi, architetti, con la soprintendenza; occuparsi della sicurezza. Dovrà anche rendere la Villa un luogo di incontro protetto per l’arte, attraverso iniziative come il cinema all’aperto, il teatro sotto le stelle, la musica diffusa, e far sì che la gente torni padrona della propria Villa attraverso la fruizione e l’adozione di aree sport, delle panchine, degli alberi, etc. Non sono idee irrealizzabili, non sono nuove, ma prendono grande spunto dalla gestione dei parchi internazionali e anche da quella del Parco di Capodimonte che nella nostra città è un esempio di buona gestione; sono piccoli accorgimenti pratici e soprattutto è, a nostro parere, il modo di uscire dall’incertezza della responsabilità. Lo stesso modello vorremmo che fosse applicato al Parco Virgiliano. Immaginiamo quindi di avere due Park Manager dei grandi polmoni verdi della nostra municipalità: Park Manager Villa Comunale, Park Manager Virgiliano".

-Movida, come far coesistere le esigenze dei frequentatori dei locali con quelle dei residenti, che lamentano da anni problematiche di ordine pubblico e di inquinamento acustico fino a tarda ora?

"Io credo che bisognerebbe aggiungere alle esigenze dei frequentatori dei locali e dei residenti, anche le esigenze di quelli che io chiamo i residenti diurni della nostra Municipalità, ossia gli esercenti che hanno investito in locali con cediture altissime e che danno lavoro a molte persone. Quindi, io cosa farei? Io organizzerei una doppia azione: una realizzabile a brevissimo ed un’altra a breve/medio termine. La prima consisterebbe nell’organizzazione di un tavolo di concertazione tra tutti per capire in quale punto si può trovare l’incontro, per definire regole chiare di convivenza che tutti si impegneranno a rispettare. Come? attraverso il controllo congiunto. Abbiamo visto che la città è riuscita a far rispettare il coprifuoco e allora potrebbe essere in grado anche di far rispettare delle regole definite, chiare e condivise. Allo stesso tempo valuterei delle ipotesi di dislocazione intelligente sui modelli internazionali, o seguendo modelli locali come quello di Palazzo Fondi. La rivalutazione degli spazi pubblici inutilizzati e palazzi storici, abbandonati all’incuria e alla devastazione del tempo e degli uomini, potrebbe essere il modello migliore di dislocazione da utilizzare. In questo modo agli interessi dei tre attori specifici della movida si aggiungerebbero anche interessi artistici, culturali e sociali di tutta la popolazione".

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