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Sabato, 22 Gennaio 2022
Politica

Elezioni Comunali, Giuliana Covella: "Maresca incarna l'esempio e la volontà del cambiamento"

"La prima iniziativa che proporrei una volta eletta in Consiglio Comunale è una festa 'green' ogni mese in tutti i parchi pubblici chiusi e abbandonati al degrado", spiega Covella a NapoliToday. L'intervista

Giuliana Covella, giornalista e scrittrice napoletana, da sempre molto attiva nel sociale, in particolare nel rione Sanità, ha deciso di candidarsi nella lista di Catello Maresca.

Com'è maturata la decisione di candidarti e perché con Maresca?  

"Erano i primi di gennaio, quando mi arrivò la notizia dell’aggressione al rider a Calata Capodichino. Fui la prima a scriverne per Il Mattino. Gli aggressori erano ragazzi, giovani di questa città. Le immagini di tanta violenza mi ferirono. Mi chiesi perché quei ragazzi non avessero alternative all’andare in giro di notte, in pieno lockdown, a picchiare e rapinare un onesto padre di famiglia. Da quel momento scattò qualcosa in me e mi chiesi: ma io che posso fare per cambiare questa città? Il resto è venuto da sé. Catello Maresca incarna da sempre l’esempio della volontà di cambiamento, del non stare a guardare che qualcuno intervenga, della lotta contro chi non rispetta le regole, da quelle basilari alle più grandi intorno a cui ruotano gli interessi della camorra".

Qual è il tuo giudizio sull'amministrazione de Magistris che volge alla conclusione?  

"Io sono tra coloro che per due volte hanno dato fiducia a chi ha governato la città per 10 anni. Credevo nella possibilità di riscatto. Ma, a conti fatti, devo constatare che i risultati non sono quelli che mi aspettavo. Le periferie hanno pagato lo scotto più grande dell’assenza di programmazione su spazi pubblici, aree verdi, trasporti, servizi sociali e sanità. Ieri (martedì) pomeriggio con Maresca siamo stati a Ponticelli. Lungo la strada, mentre ero in scooter, guardavo che rispetto a 10 anni fa la situazione è peggiorata: cumuli di rifiuti su ambo i lati della carreggiata, vegetazione fitta, ruderi di vecchie fabbriche, fermate di autobus vandalizzate. E questo riguarda anche Barra, San Giovanni, Pianura, Soccavo, diventate discariche illegali a cielo aperto. Non si può attribuire sempre la colpa alla carenza di risorse e all’inciviltà della gente. Dov’è chi dovrebbe controllare e far rispettare le regole? E sulla mancanza di fondi: perché non stipulare convenzioni con associazioni e imprese per prendersi cura di spazi pubblici, come giardini, parchi e aiuole che sono più simili a “selve oscure” piuttosto che a beni comuni fruibili per i cittadini?".

Da giornalista impegnata nel sociale hai un osservatorio speciale sulle problematiche della città. Quali sono gli elementi maggiormente critici?

"Le cosiddette categorie fragili della popolazione che non beneficiano dei loro diritti. Penso ai minori dei quartieri più disagiati che non vanno a scuola o non hanno luoghi per l’aggregazione e lo sport, alle donne vittime di violenza, che spesso restano senza lavoro o non lo hanno affatto. E poi ai disabili, per i quali questa città è ancora piena di barriere architettoniche, come la sosta selvaggia delle auto che impedisce l’utilizzo degli spazi a loro riservati. E ancora, ai nuclei familiari meno abbienti, quelli onesti, ma che sono monoreddito e che realmente avrebbero diritto al reddito di cittadinanza. Infine, ma non ultimi, i senza tetto che vivono nelle nostre strade, per i quali ancora non si è programmato un serio e adeguato intervento che non sia puramente di tipo assistenziale. O agli ex detenuti, persone che hanno sbagliato, ma che vanno reintegrate nella società e nel mondo del lavoro, altrimenti il carcere avrà perso la sua funzione rieducativa. Per tutte queste fasce deboli mi piacerebbe realizzare nei tanti immobili comunali sottratti alla comunità una cittadella polifunzionale del welfare con servizi “dedicati” in ogni Municipalità da assegnare con regolare contratto agli enti del terzo settore".

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La prima iniziativa che ti piacerebbe proporre una volta eletta?

"Una festa “green” ogni mese in tutti i parchi pubblici chiusi e abbandonati al degrado: dal parco Falcone e Borsellino a Pianura, al parco San Gennaro alla Sanità, al parco Troisi a San Giovanni, al parco Quattro Aprile a San Pietro. Vorrei vedere tornare a correre i bambini in questi spazi che sono stati loro negati, ma anche gli anziani come mio padre poter stare comodamente seduti su una panchina, a godersi uno spazio all’aperto. Credo sia solo la normalità. Quella a cui Napoli non è più abituata da oltre 30 anni".

Rivolgiti ai lettori, perché dovrebbero votare per te?

"Perché ho sempre lottato per vedere rinascere questa città. Girando in lungo e in largo sui territori. Ma soprattutto perché non mi piacciono le chiacchiere, le promesse della vecchia politica. Preferisco sporcarmi le mani, metterci la faccia, ascoltare e provare a risolvere i problemi della gente. Qualcuno mi ha detto: “ma chi te lo fa fare a 48 anni?”. Ho risposto: “il mio amore per Napoli, da cui non ho voluto scappare a 20 anni e né lo farò ora”.

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