Domenica, 17 Ottobre 2021

Di Maio: "Governo a noi o voto subito". I momenti salienti del discorso

"Ce lo dicano subito se il nostro voto vale qualcosa o se ci stanno prendendo in giro". Luigi Di Maio punta il dito su chi ha messo i bastoni tra le ruote al Governo Lega-5 Stelle e lo fa dal palco allestito in meno di 24 ore in Largo Berlinguer, a Napoli, a pochi passi della Metro Toledo. 

Di Maio chiama in causa i poteri forti. "Non è nemmeno Mattarella il nemico. Ci devono dire se i ministri li sceglie il popolo o un'agenzia di rating". Ironia verso il tentativo di Governo di Cottarelli: "Hanno bloccato un Esecutivo votato dal popolo per scegliere un premier che non ha nemmeno un voto, né alle urne né in parlamento". 

Sui motivi che hanno portato alla frenata di un Governo costruito sull'asse con Salvini, il leader pentastellato non ha dubbi: "Stavamo mettendo le meni sui loro privilegi, come l'abolizione dei vitalizi. Savona? Nessuno ha mai parlato di uscire dall'Euro o dall'Europa, volevamo solo ridiscutere i trattati che penalizzano l'Italia. Il resto sono balle". 

Di Maio ha rivendicato l'importanza del contratto firmato con la Lega: "Non mi sono seduto al tavolo delle trattative a cuor leggero, non dimentico cosa hanno fatto negli anni passati. Ma eravamo riusciti a trovare una quadra su alcuni punti: reddito di cittadinanza, legge Fornero, Buona Scuola, pensioni, vitalizi". 

Poi, aizza la folla e chiede ancora più partecipazione in vista del voto anticipato: "Andiamo alle urne e vedremo cosa dice il popolo italiano". 

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