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Pd Napoli, quattro dirigenti si dimettono dal partito

Con una lettera inviata al Segretario Nazionale Matteo Renzi, a quello regionale Tartaglione e a quello provinciale Carpentieri, De Gennaro, Malandrino, Simeoli e Simeone lasciano i 'dem'

Con una nota congiunta inviata al Segretario Nazionale Matteo Renzi, al Segretario regionale Assunta Tartaglione e a quello provinciale Venanzio Carpentieri, quattro dirigenti del Pd Napoli hanno rassegnato le proprie dimissioni dal partito.

Si tratta di Paola De Gennaro (Direzione regionale PD Campania), Nazario Malandrino (Del. Reg. Assemblea Costituente PD Campania e cofondatore gruppo PD Consiglio VI Municipalità Napoli), Antonello Simeoli (Consigliere V Municipalità Napoli, Presidente della Commissione Lavori Pubblici e Viabilità) e Nino Simeone (Commissione provinciale di Garanzia - PD Napoli ).

"Cari Segretari, abbiamo sempre pensato che le battaglie politiche andassero condotte dall’interno del partito - si legge nella nota - . Oggi questa convinzione perde per noi ogni forza e vincolo. Da troppo tempo ormai avvertiamo il disagio e il tormento del dover mantenere la barra a dritta, anche quando si fa palese la deriva a destra del Partito Democratico. Una deriva che nonostante la coerenza e correttezza che abbiamo cercato di testimoniare, ha determinato un allontanamento da noi: ci hanno lasciato molti dei nostri compagni più vicini e buona parte dell’elettorato che non considera più questo PD attendibile ed affidabile, soprattutto non più di sinistra".

"Ci imbarazzano - prosegue la nota - le contorsioni etiche del gruppo dirigente nazionale rispetto a Napoli e alla gestione del post-Primarie, ma anche alla scelta di chiedere ai nostri elettori di non andare a votare al Referendum sulle estensione delle concessioni per le attività estrattive (trivelle): sono il segno tangibile di una modificazione genetica di questo partito ormai 'conclamata'. L’incapacità totale e strumentale di tutelare le primarie (momento “sacro” del PD in nome del quale abbiamo superato le nostre precedenti forme organizzative, smobilitato le sezioni, i luoghi di aggregazione e formazione politica) e lo scarso senso di responsabilità continuamente dimostrato dall'attuale gruppo dirigente ci hanno convinto che non ci siano più anticorpi sufficienti per riportare il partito alle sue ragioni fondative".

"La forma per noi - conclude la nota - è sostanza ed è impossibile per alcuni di noi anche solo continuare a militare nel partito, né tanto meno, per altri, continuare a mantenere ruoli o posizioni di "prestigio" per affezione sentimentale ad una tradizione culturale e a valori che ormai vengono costantemente traditi nella prassi. Per questi motivi abbandoniamo il partito e gli incarichi che (alcuni) ricoprivamo nello stesso. Il pensiero va infine ai tanti compagni che in questi giorni stanno giungendo alle medesime conclusioni e ai quali sentiamo di offrire un segno inequivocabile della nostra scelta perchè ne abbiano contezza. Vi preghiamo dunque di estendere a loro il nostro saluto di commiato e di considerare la presente quale congedo definitivo e irrevocabile, comunicato per opportuna quanto dovuta conoscenza".

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