Martedì, 16 Luglio 2024
L'incontro

Di Maio: “Italia Paese guida nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione”

Il ministro degli Esteri è intervenuto alla conferenza internazionale sulla Convenzione di Palermo organizzata dall'Assemblea parlamentare del Mediterraneo e in corso al Palazzo Reale di Napoli

"Solo attraverso la collaborazione tra Governi" sarà possibile sconfiggere "le organizzazioni criminali" che negli anni "hanno sviluppato sofisticate reti internazionali e affinato le loro tecniche, per adeguarle a un mondo in costante evoluzione". Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intervenuto in collegamento video alla conferenza internazionale sulla Convenzione di Palermo organizzata dall'Assemblea parlamentare del Mediterraneo e in corso al Palazzo Reale di Napoli. Di Maio ha rivendicato il ruolo dell'Italia "unanimemente considerata a livello internazionale come il Paese guida nella lotta al crimine organizzato e alla corruzione" e ha ricordato che "poche settimane prima di essere ucciso, il giudice Giovanni Falcone prese parte a Vienna alla prima sessione della Conferenza delle Nazioni Unite sulla prevenzione del crimine e la giustizia penale, chiedendo un impegno globale nella lotta alla mafia. La Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, sottoscritta nel 2000 a Palermo, incarna il pensiero del giudice Falcone affermando il principio secondo cui, per prevenire e combattere il crimine organizzato, gli Stati devono unire le loro forze e collaborare". 

Un principio, ha proseguito il ministro, "che gli Stati parte hanno voluto ribadire e consacrare in occasione del ventennale della Convenzione, nel 2020, con l'approvazione all'unanimità di un documento presentato dall'Italia, dedicato proprio all'eredità di Giovanni Falcone: la cosiddetta 'Risoluzione Falcone'. E importante che oggi l'Assemblea Parlamentare Mediterranea, a 20 anni dall'adozione della Convenzione di Palermo, richiami la necessità di determinare l'attualità e la validità delle norme legislative derivanti dall'applicazione della Convenzione all'interno della regione euro-mediterranea e del Golfo. Lo scopo è quello di agevolare la cooperazione tra il potere legislativo, giudiziario ed esecutivo, in una piattaforma che possa mettere a sistema il contributo dei rappresentanti dei Governi, esperti, forze dell'ordine e autorità giudiziarie, rappresentanti delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali, e mondo accademico". 

In uno scenario internazionale "sconvolto dalla guerra scatenata sul suolo europeo dall'illegale aggressione russa all'Ucraina, apprezziamo ancor più l'importanza del diritto internazionale e della cooperazione internazionale, quali strumenti di pace e di mitigazione delle drammatiche conseguenze del conflitto. Penso, ad esempio, ai rischi in termini di insicurezza alimentare che la crisi sta proiettando su molti Paesi del Mediterraneo e dell'Africa" ha proseguito Di Maio.

"Il crimine organizzato e le sue ramificazioni richiedono una cooperazione rafforzata, come molte altre sfide che attraversano la nostra regione, soprattutto nell'attuale complesso scenario internazionale. Le tensioni sui mercati dell'energia e dei beni essenziali, l'aggravarsi dell'insicurezza alimentare che il conflitto in Ucraina sta generando su scala globale, costituiscono un'ulteriore minaccia, anzitutto per la stabilità e lo sviluppo dell'area mediterranea, che siamo chiamati ad affrontare insieme".

"In questo spirito - ha aggiunto Di Maio - l'iniziativa odierna si salda idealmente con il Dialogo Mediterraneo sulla sicurezza alimentare che abbiamo organizzato alla Farnesina lo scorso 8 giugno, in collaborazione con la Fao, per avviare con i paesi più vulnerabili agli attuali rischi di crisi alimentare una riflessione sulle misure e sulle soluzioni più adeguate da adottare. Anche oggi, a Napoli, sono riuniti rappresentanti di parlamenti, governi, organizzazioni internazionali, esperti, mondo accademico con lo stesso obiettivo. Solo lavorando insieme potremo infatti raggiungere risultati ancor più consistenti e decisivi nel contrasto al crimine organizzato, coltivando quei valori universali di dignità e giustizia che ci rendono sempre più uniti nella difesa dei diritti della persona e dello stato di diritto".

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