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Debito Comune, De Luca accusa de Magistris. Il sindaco: "Nessuna lezione da lui"

Botta e risposta sul tema tra gorvernatore della Campania e primo cittadino. Il sindaco: "Vogliono fare campagna elettorale sul debito? Siamo pronti. De Luca corresponsabile della situazione"

"Non possiamo presentarci con il volto del Comune di Napoli che accumula 5 miliardi di euro di debiti. È uno scandalo di proporzioni inimmaginabili", attacca Vincenzo De Luca. "Se vogliono fare la campagna elettorale sul debito siamo pronti. Quando poi abbiamo lottato contro il debito ingiusto nessuno di questi politici che oggi scopre il tema del debito ha fatto nulla", risponde Luigi de Magistris.

Com'era prevedibile, le casse sull'orlo del default del Comune di Napoli sono il principale terreno di scontro in vista delle prossime elezioni amministrative.

Il governatore campano, da un'assemblea di Confindustria, è severo con l'attuale amministrazione: "Parliamo di una vergogna nazionale rispetto alla quale nessuno dice niente, salvo rinfacciarci in qualche sede che noi accumuliamo debiti. Per quanto mi riguarda queste situazioni vergognose andrebbero stroncate nel giro di minuti e non fatte sopravvivere per dieci anni. Dobbiamo aiutare i cittadini di Napoli, ma dicendo con chiarezza che chi triplica il debito che trova e non è capace di fare niente deve andarsene a casa, questa è la precondizione per aiutare i cittadini".

La replica di de Magistris: "Da lui non prendiamo lezioni, è corresponsabile"

Il sindaco uscente però non ci sta. "Se non hanno nessuno che ha il coraggio e l'amore per fare il sindaco di Napoli non è certo un problema nostro. Fare il sindaco è un fatto di cuore innanzitutto", ribatte sottolineando implicitamente il punto di partenza della polemica, ovvero la lettera aperta di Manfredi che ha declinato l'invito del centrosinistra a candidarsi.

"De Luca continua a spararla grossa sul debito del Comune di Napoli e ci costringe ogni volta a intervenire per evitare che le sue menzogne restino senza risposta", aggiunge ancora il primo cittadino. "Il debito del Comune di Napoli - precisa l'ex Pm - non è di 5 miliardi, ma è esattamente della metà ed è molto inferiore rispetto a quello di altre grandi città, anche molto blasonate, governate dal suo partito. È un debito che non abbiamo prodotto noi come amministrazione de Magistris né i napoletani ma che deriva da due commissariamenti: quello del terremoto del 1980 e quello dell'emergenza rifiuti quando a governare c'era il partito di Vincenzo De Luca".

"In questi dieci anni – prosegue ancora de Magistris – se non ci fossero stati i tagli che tutti i sindaci d'Italia denunciano, e per cui solo Napoli ha avuto un miliardo e mezzo di risorse in meno, e se non avessimo avuto leggi che hanno soffocato i Comuni, noi avremmo annullato il disavanzo. Avremmo potuto fare ancora di più di quello che è stato fatto in questi anni, nonostante i governi che si sono succeduti, alcuni dei quali con all'interno De Luca, che nulla hanno fatto sul debito ingiusto e storico dei Comuni d'Italia".

Il presidente della Regione Campania per il sindaco "produce menzogne, utilizzando il ruolo istituzionale che ricopre". "Rispetto alla Iervolino abbiamo la metà dei dipendenti e, nonostante questo, loro ci hanno consegnato una città con i rifiuti al primo piano – ha detto ancora de Magistris – Noi siamo quelli che abbiamo messo in sicurezza tutte le società partecipate, che non abbiamo licenziato nessuno e abbiamo anche stabilizzato tutti gli Lsu, portando inoltre Napoli ad essere prima per cultura e turismo, restituendole dignità internazionale e morale. Da De Luca non prendiamo lezioni, non solo perché lui nulla di rilevante ha fatto per Napoli in questi anni, ma perché è uno dei corresponsabili, avendo governato a livello nazionale e regionale ed essendo stato anche parlamentare, della situazione in cui versa tanto il Comune di Napoli quanto gli altri Comuni".

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