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De Magistris: "Se fosse possibile mi ricandiderei a sindaco. Come farei a dire di no?"

Il primo cittadino partenopeo ha parlato della corsa al suo possibile successore a Palazzo San Giacomo: "Non riesco a capire perchè Alessandra Clemente sia tanto avversata dai partiti del centrosinistra"

De Magistris

"Tentare di diventare presidente della Regione Calabria, il luogo più periferico d'Europa, è un'avventura affascinante, una grande sfida che sono onoratissimo di fare. Ho avuto il privilegio, l'onore e anche la difficoltà più estrema di governare la città più bella del mondo come Napoli. Diventare sindaco di questa città è stata l'emozione più grande. Se fosse possibile mi ricandiderei a sindaco? Beh sì, come fai a dire di no. Per candidarti questa città la devi amare profondamente, soprattutto quando le cose non vanno bene". Così il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, nel corso di un'intervista rilasciata alla trasmissione "Barba&Capelli" in onda su Radio Crc, ha parlato delle prossime elezioni comunali e della corsa al suo successore a Palazzo San Giacomo.

De Magistris ha commentato quanto accaduto negli ultimi giorni sull'asse Pd-5 Stelle, con la rinuncia, almeno per il momento, dell'ex rettore dell'Università Federico II Gaetano Manfredi alla candidatura a sindaco: "Le modalità con cui il Pd e i 5 Stelle stanno gestendo con questa fase così delicata e il modo in cui stanno 'bruciando' personalità che godono di rispetto e autorevolezza, come Fico e Manfredi. Manfredi lo avevano bruciato già quando gli avevano messo la 'bollinatura' di De Luca, che per una persona come lui non è stata proprio la migliore presentazione. Io credo che Manfredi come Fico vogliano garanzie molto grandi, soprattutto che gli si tolga tutto il debito storico. Loro vogliono governare avendo il tappeto rosso e l'orchestra che suona. Poi non credo, inoltre, che Manfredi abbia gradito più di tanto questa bollinatura di De Luca che ha lanciato un'opa su Napoli, cosa che mi preoccupa molto perchè conoscendo il suo modo di fare politica non è una bella notizia per la nostra città. La partita è molto larga, è molto aperta e non escludo sorprese nelle prossime settimane. La legge speciale su Napoli che si vogliono costruire a misura di candidato, è difficile farla in campagna elettorale. Altra cosa è un impegno per il futuro dove tutte le forze politiche si impegnano ad affrontare il problema del debito dei comuni". 

"Chi sta in Parlamento - ha proseguito il primo cittadino partenopeo - si accorge solo oggi cosa significa governare una città senza soldi come noi abbiamo fatto per 10 anni. E non ci raccontassero la storiella che siamo stati noi ad aumentare il disavanzo. Comunque la si voglia pensare, Alessandra Clemente e Antonio Bassolino, con due storie completamente diverse, ci hanno messo la faccia e meriterebbero più rispetto. Queste persone stanno dimostrando amore per la città. Io sono molto orgoglioso di Alessandra, con tutti i limiti che può avere questa ragazza: ha 34 anni, governa da 8 anni, ha una storia alle spalle, non è scappata da Napoli e non ha odiato la città, nonostante quello che le è accaduto, e oggi si candida a sindaco. Non riesco a capire perchè questa donna sia tanto avversata dai partiti del centrosinistra".

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