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Luigi De Magistris

Luigi De Magistris

De Magistris indagato per le buche: "Sono sorpreso"

"Questa amministrazione ha investito tutte le poche risorse disponibili nella manutenzione del manto stradale e nel trasporto pubblico"

"Questa mattina, quando mi hanno notificato l'informazione di garanzia, con un contestuale invito a rendere interrogatorio davanti al pm, la prima reazione è stata quella della sorpresa: chiamare un sindaco come indagato per le buche mi sembrava e mi sembra un fatto inverosimile". Così il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. "Accanto allo stupore, questa mattina, ho provato anche rabbia. Un sindaco senza risorse, a cui hanno consegnato un ente in dissesto finanziario, cosa avrebbe dovuto fare?".

De Magistris e la Donati sono stati invitati a presentarsi al pm per essere ascoltati sulle cause dello stato di dissesto di diverse strade napoletane. Gli interrogatori sono fissati, a quanto si è appreso, entro la prossima settimana. L'indagine della procura, che prende spunto da numerosi incidenti causati dalle condizioni delle strade e dalle segnalazioni di abitanti sia nei quartieri del centro sia in periferia, è concentrata sugli interventi di riparazione, sui materiali adoperati e sui costi sostenuti. L'attenzione degli inquirenti è estesa anche alle ingenti somme che l'amministrazione comunale è costretta a versare a titolo di risarcimento danni, soldi che sarebbero potuti servire a riparare le strade. Tra le ipotesi formulate dagli investigatori, vi è anche quella di lavori eseguiti dalle ditte in maniera sommaria per poter indurre il Comune a disporre nuovi interventi per la messa in sicurezza. Agli atti dell'inchiesta anche la copiosa documentazione messa a punto dai carabinieri sullo stato delle strade cittadine.

"Ho letto l'atto ed ovviamente - spiega il sindaco - mi difenderò in sede giudiziaria, avendo piena fiducia nella magistratura. L'ho fatto anche in passato, nel corso della mia attività di pm, durante la quale ho ricevuto 60-70 procedimenti di varia natura, per aver fatto solo il mio dovere, rispetto a cui mi sono sempre difeso e da cui sono sempre uscito vincitore. Accanto alla difesa in sede giudiziaria che condurrò voglio però rispondere pubblicamente e da subito: è infatti un mio dovere primario parlare alla città e ai cittadini".


De Magistris parla della rabbia che ha provato, ricordando di essere "un sindaco senza risorse, a cui hanno consegnato un ente in dissesto finanziario, strozzato dai tagli statali e regionali, soffocato dal patto di stabilità e dalla spending review, costretto ad aderire ad un piano di predissesto per evitare il collasso e il crac finanziario dell'ente e dell'intera economia cittadina. Cosa si sarebbe dovuto fare? Questa amministrazione ha investito tutte le poche risorse disponibili nella manutenzione del manto stradale e nel trasporto pubblico, sempre di più lo faremo perché crediamo in questa missione che è il governare, anche il governare in condizioni drammatiche, senza soldi e senza aiuti, ma con la sola forza del convincimento e della passione, nell'interesse dei beni comuni e del pubblico". "Tenendo conto del quadro finanziario in cui operiamo - continua - voglio però chiarire che è mia intenzione, a questo punto, autodenunciarmi: il problema delle buche oggetto della indagine, infatti, domani potrà riguardare anche il sistema fognario, le scuole e tutti i servizi cittadini. Ecco, mi autodenuncerò preventivamente magari anche di un possibile futuro esproprio di una banca, a cui ci costringeranno per poter continuare ad amministrare garantendo ai cittadini i loro diritti. Forse mi autodenuncerò anche per l'aria che respiro poiché - spiega - per sopravvivere al duro lavoro probabilmente ne ho respirata in eccesso". "Del resto anche nei mesi scorsi - evidenzia il sindaco - abbiamo scelto un'altra strada, quella della obbedienza costituzionale, adottando delibere e atti che andavano in direzione della violazione del patto di stabilità, ma che hanno il solo scopo di garantire i diritti dei cittadini secondo Costituzione e senza paura della clava di un formalismo burocratico cieco e ingiusto. Nonostante le molteplici avversità e gli ostacoli, oggi mi sento ancora più determinato nell'andare avanti, convinto che la nostra azione vada nella direzione giusta: liberare Napoli dalle ingiustizie diffuse e dal malaffare, renderla più vivibile e più bella, darle quella dimensione di capitale del Mezzogiorno che essa merita, dove servizi e diritti sono garantiti a tutte e a tutti senza distinzione. Che si facciano tutte le indagini possibili: scopriranno che dedico tutta la mia vita alla città nell'interesse pubblico e per il bene comune".

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