Consiglio comunale, non si vota il documento per Governo e Anci: manca il numero legale

Si è riunito nuovamente il Consiglio comunale partenopeo per fare il punto sulla gestione di lockdown e fase 2. Molte le critiche all'amministrazione cittadina, che ha rinnovato la richiesta di un percorso comune

Lavori sospesi perché il Consiglio comunale lavori in modo unitario ad un documento da sottoporre al Governo e all'Anci. È così che è terminata la lunga giornata politica dell'assemblea cittadina napoletana, riunitasi dopo tempo per fare il punto sui provvedimenti e i programmi messi in campo dall'amministrazione comunale in questo periodo di emergenza sanitaria Covid-19. Al momento del voto però la seduta del Consiglio è stata sciolta per mancanza del numero legale.

Gli interventi in Consiglio

Numerosi sono stati gli interventi nel corso del dibattito, diversi contro la Giunta de Magistris. Critiche sono state espresse dal consigliere del Pd Federico Arienzo, rispetto ''alla mancata realizzazione delle numerose proposte avanzate nelle commissioni in questi mesi di lockdown all'amministrazione e di cui ad oggi non c'è traccia. Avevamo l'opportunità di volare alto, di azzerare lo scontro politico e recuperare credibilità, mettendo fine alla mortificazione del ruolo che i consiglieri comunali rivestono''.

"Rammarico" da Forza Italia per il degrado in cui versano i cimiteri e le aree verdi cittadine, per le quali è stata chiesta "programmazione".

Marco Gaudini (Verdi) ha invece evidenziato ''ritardi nella programmazione della fase 2. I cittadini si aspettavano di trovare una città più pronta e invece mancano totalmente un piano di mobilità ordinaria e un piano di mobilità sostenibile ed è stata totalmente disattesa la richiesta di sospendere la ztl di piazza Dante'' mentre – anche in tema movida – ha espresso apprezzamento per la possibilità di individuare nuovi spazi per decongestionare le aree cittadine più affollate.

Mario Coppeto (Sinistra - Napoli in Comune a Sinistra) dal suo canto ha chiesto atti concreti e la proposizione di un nuovo modello di vita della città, rispetto alla riarticolazione del trasporto pubblico ''anche in vista di una ripartenza piena di tutte le attività a cominciare dalla scuola in autunno''.

Salvatore Pace, di demA, ha definito "incomprensibili" le critiche a quanto fatto, soprattutto vista ''l'esiguità delle risorse a disposizione".

L'intervento del sindaco

Luigi de Magistris ha fatto chiaramente riferimento alle fibrillazioni politiche in Comune, dovute anche alle prossime regionali. ''Chiedo che ci sia un lavoro istituzionale corretto nell'interesse della città. Sarebbe una bella pagina politica – ha detto il sindaco – se riuscissimo a costruire un percorso che consenta di arrivare a fine legislatura perché in questo momento storico i napoletani chiedono a tutti noi il massimo impegno per la ripresa della città''.

Una richiesta di "unità" quindi, con "piena disponibilità ad accogliere tutte le istanze costruttive indipendentemente se provengano dalla maggioranza o dall'opposizione perché – ha sottolineato – io sono al servizio della città e negli incontri che abbiamo avuto nelle scorse settimane, così come in alcuni interventi di oggi, ho registrato disponibilità e responsabilità".

Secondo il sindaco la ripartenza dovrà coinvolgere tutti, perché "basta poco a trasformare la disperazione in contagio criminale. Napoli può essere un laboratorio politico, istituzionale e umano".

Il sindaco sui temi d'attualità

Da Magistris ha toccato nel corso del suo intervento anche i temi di principale attualità della vita cittadina. Tra questi la chiusura di Capodimonte. "Sul Bosco di Capodimonte va chiarito che non è stato chiuso per negligenza dei cittadini ma per vertenze sindacali. Faremo delle ordinanze per alcuni spazi pubblici della città perché bisogna aprire il Parco di Capodimonte, la Mostra d'Oltremare, l'Ippodromo e le terme di Agnano, l'ex area Nato di Bagnoli". "Verranno implementate – ha aggiunto l'ex Pm – le occupazioni di suolo pubblico e la regolamentazione degli ambulanti, saranno aumentate le aree a servizio non solo dei ristoranti ma anche di chi vende libri o vestiti. Immaginate il negozio che esce per strada".

Diversi gli spunti sulla vicenda movida. "Servono responsabilità e l'utilizzo della mascherina, ma io non ci sto a questa caccia al cittadino e chiudere alcune attività alle ore 23 non sta né in cielo né in terra, perché la gente comunque non va a casa e si sposta". L'intenzione è quella di firmare, tra giovedì e venerdì delle ordinanze che prevederebbero una concessione "molto estesa" di suolo pubblico e l'apertura di tutti gli spazi della città anche di notte. "Mi auguro che il governo ce lo faccia fare - auspica de Magistris – perché il nostro è uno Stato di diritto e non di eccezione". Ma "se il governo pensa di rendere i sindaci dei controllori di tavolini, io non ci sto e non mi faccio travolgere dall'incompetenza e dall'inadeguatezza altrui".

"Se gli assistenti civici saranno impiegati per aiutare la ripartenza e contribuire a spiegare ai cittadini l'importanza del rispetto delle regole – ha proseguito – allora ben vengano ma se si configurano come ronde per un nuovo coprifuoco, Napoli sicuramente dirà no".

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De Magistris ha anche riferito di una rionione con gli altri sindaci, in videoconferenza, tenutasi nel fine settimana appena trascorso. "Ora è il momento dei sindaci perché l'Italia è il Paese dei Comuni. Noi siamo pronti a interrompere le relazioni istituzionali con il Governo qualora le nostre proposte non saranno accolte entro 15 giorni – ha spiegato – Mi auguro che il Governo emani al più presto un decreto per i Comuni d'Italia perché fino ad ora nessuna risposta è stata data e i 3 miliardi annunciati per gli enti locali non sono sufficienti".

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