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De Luca indagato, Caldoro: "Aiuta soltanto il suo clan di parenti e amici"

Il commento del candidato governatore del centrodestra alle regionali sull'inchiesta che vede indagato Vincenzo De Luca

Stefano Caldoro (Ansa)

Stefano Caldoro, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Campania, ha commentato l'indagine della Procura di Napoli che vede coinvolto il governatore campano Vincenzo De Luca. "Io sono garantista e credo che l'indagato debba rispondere all'autorità giudiziaria. Io parlo del profilo politico, a prescindere dall'indagine: De Luca aiuta solo ed esclusivamente il suo clan familiare e il suo clan di amici stretti", spiega.

"A prescindere dalle vicende giudiziarie – aggiunge Caldoro – posso evidenziare il modello del clan De Luca, che favorisce solo gli amici, poi rispettando o meno la legge questo lo deciderà la magistratura. Ma per me è una denuncia politica enorme: i suoi autisti possono essere aiutati e privilegiati, la sua famiglia deve essere aiutata e privilegiata, il suo segretario particolare, il capo segreteria, diventa sindaco di Salerno. È il clan che favorisce solo i suoi amici, il problema è quello, non è aiutato il più bravo. Io penso che un presidente della Regione debba garantire i più bravi, che tutti possano avere occasioni per diventare dirigenti, per avere un riconoscimento, per ricoprire un incarico".

Caldoro ha anche sottolineato di essere "pronto al confronto" con De Luca, il quale però fin qui l'ha – riporta il candidato di centrodestra – sempre rifiutato.

Nappi sull'inchiesta: "Ho denunciato da tempo la vicenda"

Era già chiaro a molti – gli fa eco Severino Nappi, ex assessore di Caldoro e ora candidato alle prossime Regionali – finalmente anche per la magistratura e dunque a tutti, la vera natura di Vincenzo De Luca: un signorotto che si atteggia a “boss della Regione”, usando i soldi pubblici per i propri lacchè”.

"Quella sulla quale si sta facendo chiarezza oggi è una vicenda che conosco e ho denunciato da tempo: con un trattamento economico da dirigente di servizio, corrispondente ad uno stipendio da 80.000 euro annui, queste persone sono state messe a guidare l'auto-blu di De Luca, che, per giunta, lui aveva dichiarato di voler eliminare", ha proseguito Nappi, che conclude: "Già nel 2017 dissi che questi dipendenti non avevano una funzione che li abilitava a queste mansioni, con tanto di paletta, lampeggiante e autorizzazione della Prefettura. Il tutto mentre risultano assegnati apparentemente alla direzione di uffici amministrativi. Così è stato: ci sono voluti quasi quattro anni, ma la verità prima o poi arriva perché il tempo è galantuomo. Oggi il danno erariale pesa sulla spalle dei campani. Quello morale sull'immagine della principale Istituzione della Campania".

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