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Venerdì, 14 Giugno 2024

De Luca sui fondi per la Campania: "Il bilancio dello Stato non è un bottino privato. La verità è che non c'è più un euro""

Il Governatore dopo le dichiarazioni del ministro per la Coesione Raffaele Fitto al forum di The European House Ambrosetti in corso a Sorrento

A margine del forum "Verso Sud - La strategia europea per una nuova stagione geopolitica, economica e socio-culturale del Mediterraneo" organizzato a Sorrento da The European House Ambrosetti, il Governatore Vincenzo De Luca non si è sottratto alle domande dei giornalisti sul destino dei fondi per la Campania, dopo le parole del ministro per la Coesione Raffaele Fitto intervenuto alla sessione di apertura del forum.

"Che diavolo stiamo aspettando per firmare?"

"Noi siamo pienamente rispettosi della sentenza del Consiglio di Stato - ha subito detto De Luca - e ci aspettiamo vivamente che prevalga il senso di responsabilità. Nessuno ad oggi ci ha ancora detto che diavolo stiamo aspettando per firmare".

In mattinata il ministro Fitto aveva fatto presente che i motivi che ad oggi hanno ostacolato la definizione dell'accordo sono di natura tecnica, aggiungendo che in ogni caso i fondi resteranno al territorio.

"Questi motivi di natura non li specifica da 9 mesi - ribatte De Luca - si dovrebbe mettere per iscritto quali sono i motivi che impediscono la stipula dell'accordo. È chiaro che i fondi non si perdono, ma sono destinati alla Regione per una delibera del CIPE del 3 agosto 2023. E, dal punto di vista costituzionale, almeno finché è in vigore la Costituzione italiana - sottolinea il Governatore - ci sono dei vincoli: non è che si possa prendere la risorsa del bilancio dello Stato e dire 'faccio quello che voglio'. Non sono fondi del Governo, sono fondi del bilancio statale, e vengono attribuiti ai diversi soggetti istituzionali. E quei 6mld sono attribuiti alla Regione Campania. Questa idea di accaparrarsi le risorse per poter condizionare da Roma è un'idea scorretta sul piano istituzionale e costituzionale. Ed è un'idea sgangherata perché fa perdere solo tempo".

Bagnoli: una truffa?

Su Bagnoli, cui sono stati destinati 1mld e 200mln dei fondi "contesi", il Governatore ha ribattuto: "Mi pare un atto di grande scorrettezza. Perlomeno bisognerebbe avere la buona educazione di parlare con il titolare di queste risorse che è la Regione Campania. Dopodiché ho spiegato che siamo di fronte ad una truffa perché il miliardo e due viene bloccato, ma il grosso di queste risorse è calendarizzato per il 2028 e il 2029: cioè 800 milioni di euro - 400 e 400 - saranno disponibili nel 2028/2029. Stiamo prendendo in giro la gente per fare un po' di propaganda elettorale prima delle europee".

"Il bilancio dello Stato non è un bottino privato"

NapoliToday chiede al Governatore se non ci sarà l'accordo entro i 45 giorni, quali potrebbero essere gli scenari: "Ci dovrà essere per forza un accordo. Non lo so quali saranno gli scenari. Il Consiglio di Stato ha detto cose chiare. Se qualcuno poi immagina che il bilancio dello Stato sia un bottino privato, si sbaglia perché grazie a Dio c'è ancora una Costituzione in Italia e ci sono livelli di giustizia amministrativa che già si sono pronunciati, si sono pronunciati una volta il Tar e una seconda volta il Consiglio di Stato.

Credo che sia arrivato il momento di farla finita e di firmare l'accordo di coesione. Abbiamo inviato per la terza volta una sollecitazione a Roma per chiedere quando si fa la riunione tecnica della cabina di regia per siglare l'accordo. Stiamo ancora aspettando da un anno che ci dicano quando si firma. E in ogni caso, lo dico per l'ennesima volta, nessuno ha detto quali sono i motivi di merito per cui non si firma l'accordo".

La richiesta

"Quando si gestisce una istituzione si ragiona per atti - sottolinea il Governatore - quindi se vi sono osservazioni si mettono per iscritto. L'unica cosa che ci è stata chiesta è di avere il codice unico di progettazione del Comune di Moio della Civitella. Questa è l'unica cosa chiara che abbiamo avuto come richiesta, a marzo di quest'anno. Poi non sappiamo che diavolo vogliano".

"Non c'è più un euro"

Al cronista dell'Ansa che gli chiede se si possa immaginare che questi soldi forse non ci siano e ci sia un problema di disponibilità, De Luca quindi risponde: "Lei è malizioso, ma pure io sono diventato malizioso e ho la sensazione che il problema vero, al di là di tutto, che a Roma non hanno 1 euro e stanno menando il can per l'aia, per lo meno per evitare di impegnare le risorse concrete. Ma, lo ripeto, anche su Bagnoli ci stanno prendendo in giro.

La verità è questa: non c'è più un euro, come ha detto alla fine Giorgetti.

Pensate che non hanno trovato 100 milioni di euro per il bonus che volevano inserire nelle tredicesime: 100 milioni, non 6 miliardi. Quindi è evidente che stanno con l'acqua alla gola.

Credo che sia arrivato il momento però di prendere decisioni perché abbiamo bruciato un anno un anno di tempo davvero in maniera irresponsabile".

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