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De Luca: "Ripresa forte dei contagi in Campania. E' il momento di prendere decisioni"

Il Presidente della Regione Campania ha fatto il consueto punto del venerdì sull'emergenza epidemiologica sul territorio

"Stiamo assistendo ad una ripresa forte dei contagi. La Campania ha goduto per settimane nella collocazione della 'zona gialla', che consente molta più flessibilità per quanto riguarda apertura di attività commerciali e vita sociale. Poichè, però, in Italia la zona gialla viene accompagnato a controlli 0, era inevitabile che il contagio riprendesse. In Campania stiamo registrando un tasso di positivi estremamente pesante, con una media di 1500 positivi al giorno, ed una ripresa grave. Le percentuali a livello nazionale lasciano il tempo che trovano, perchè si valutano i tamponi antigenici come quelli molecolari. I canali principali di ripresa della diffusione del contagio sono essenzialmente due: la movida e la riapertura delle scuole. Per il Governo è arrivato il momento di prendere decisioni nazionali, per frenare il contagio. Queste mezze misure non hanno risolto il problema di contenimento del contagio. Quando vi sono comportamente irresponsabili, noi non riprendiamo a vivere ma prolunghiamo il calvario dell'epidemia. Così prolunghiamo nei mesi anche i vincoli e le costrizioni. Senza responsabilità e controlli rigorosi, prolunghiamo il calvario. L'unica risposta sono le vaccinazioni di massa e fin quando non avremo vaccinato in misure importanti le nostre comunità, non risolveremo il problema. La situazione è delicata, non ci possiamo consentire rilassamenti. Non so come dirlo. Se è necessario chiudere una strada facciamolo, prima che sia troppo tardi". Così il Presidente della Regione Vincenzo De Luca, nel corso della consueta diretta social del venerdì pomeriggio, ha fatto il punto della situazione sull'emergenza epidemiologica da Covid-19 in Campania.  

Sulla questione vaccini il Governatore ha spiegato: "Nella fase 1 in Campania abbiamo ricevuto 50mila vaccini in meno rispetto alla popolazione campana. La distribuzione è stata profondamente squilibrata. Ora noi attendiamo di recuperare i vaccini non avuti nella prima fase. Abbiamo avuto un rallentamento nella consegna dei vaccini molto pesante. Se tutto va bene avremo nell'arco di un mese circa 180mila persone vaccinate in Campania. Ma dobbiamo vaccinare 4,6 milioni di persone. Con questo ritmo, finiamo nel 2023. Questo dicono i numeri. Sento dire tante sciocchezze in giro, che poi vengono smentite subito. Dio non voglia che emergano varianti non coperte da vaccini: sarebbe una tragedia senza fine". 

Sulle scuole De Luca ha aggiunto: "La scorsa settimana mi ero limitato a delle raccomandazioni, senza emettere ordinanze. Il Ministro dell'Istruzione, il peggiore di sempre, ha spinto ed insistito in questi mesi per l'apertura. Bisogna capire che la priorità assoluta è tutelare la vita e la salute dei nostri figli. Su questo dovremmo essere tutti d'accordo, poi ci sarà sempre qualcuno che farà ricorso. Io parlo da genitore agli altri genitori. In 10 giorni di apertura scolastica, dal 25 gennaio al 4 febbraio, abbiamo raccolto dei dati che l'Unità di Crisi analizzerà nelle prossime ore, per poi prendere decisioni. Sono 2280 i nuovi positivi complessivamente nel mondo della scuola in questi 10 giorni. E' del tutto evidente che questa situazione non la possiamo reggere. Non possiamo intervenire fra un mese, quando oramai le terapie intensive saranno già ingolfate. Ho il dovere, da padre di famiglia, di dire queste cose. Vedremo nelle prossime ore le decisioni da prendere, sulla base delle valutazioni dell'Unità di Crisi". 

De Luca ha parlato della crisi di Governo e dell'incarico a Mario Draghi: "Draghi personalità di grande rilievo, anche a livello internazionale. Per la sua sola storia ci dà credibilità in Europa e sui mercati finanziari. Si respira aria nuova, di grande sobrietà, dopo un decennio di demagogia e supponenza nel nostro Paese. L'immagine della politica trasmessa ai cittadini in questi anni è stata devastante. C'è stata totale mancanza di coerenza e di dignità politica. La nomina di Draghi costringe tutte le forze politiche a fare i conti con le proprie contraddizioni, a partire dai 5 Stelle. Anche il Partito Democratico deve fare i conti con la realtà, avendo a mio parere un'identità non definita. Anche i partiti del centrodestra dovranno fare i conti con le allenze forzate in quel campo. Ora davanti a Mario Draghi cosa faranno? Si è conclusa l'esperienza del "Conte 2": in questi ultimi due anni abbiamo visto cose bizzarre, che noi umani non avremmo immaginato di vedere. Conte con le sue dichiarazioni di ieri si è autoattribuito la figura di 'Mitterand italiano'. Se riuscirà nell'intento di fare da federatore per il campo progressista in Italia, avrà fatto un lavoro importante. Vedremo se l'impresa sarà adatta alla sua coscia. Draghi ora dovrà fare i conti con problemi drammatici, a partire dal Covid". 

LA CAMPANIA RESTA ZONA GIALLA: LA DECISIONE

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