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Venerdì, 14 Giugno 2024
Politica

"Vogliono dividere l'Italia in due anche sulla scuola": De Luca annuncia battaglia

L'intervento del presidente della Campania assemblea che ha riunito il mondo della scuola pubblica alla Stazione Marittima di Napoli. "Abbiamo deciso di impugnare la decisione del governo sul dimensionamento della scuola davanti alla Corte Costituzionale"

"Parte dalla Campania la mobilitazione nazionale a difesa della scuola pubblica e dell’unità del nostro Paese". Così Vincenzo De Luca, governatore della regione, nell'annunciare un periodo di mobilitazione di cui sarà regista Palazzo Santa Lucia. Il presidente della regione è intervenuto nel corso dell'assemblea che ha riunito il mondo della scuola pubblica alla Stazione Marittima di Napoli.

"Occorre – è il messaggio di De Luca – dare dignità e retribuzioni europee ai nostri docenti, occorre evitare riduzioni irresponsabili del dimensionamento scolastico; occorre sostenere chi lavora nelle zone disagiate e nelle aree interne; occorre uno studio formativo moderno e raccordato con il mondo produttivo; occorre moltiplicare e semplificare gli ITS e, diversamente da quanto avvenuto nella legge finanziaria, occorrono nuove risorse per l’edilizia scolastica e una valorizzazione piena e permanente dei docenti di sostegno". "Occorre – è la conclusione del presidente della Campania – cioè tutto il contrario di una divisione del Paese anche nel sistema scolastico".

Quella organizzata da De Luca è una sorta di chiamata "alle armi", a contrastare i progetti per il futuro del ministro dell'Istruzione Valditara.

Le parole di De Luca

"Con questa grande manifestazione – dice De Luca – la Campania promuove una mobilitazione di massa che vogliamo estendere a tutta Italia per difendere la scuola pubblica. Un passo alla volta ci stiamo avvicinando all'obiettivo di privatizzare anche la scuola pubblica che, insieme alla sanità, resta il principale servizio di civiltà del nostro Paese".
"Obiettivi? Noi vogliamo adeguare gli stipendi di tutti i dipendenti della scuola e, semmai – aggiunge – dare un aiuto ai docenti che vanno a lavorare nelle aree disagiate, nelle zone interne, ma nessuno pensi di differenziare gli stipendi sulla base del costo della vita, cioè delle Regioni. È un'idiozia dal punto di vista gestionale e sarebbe un altro modo per dividere l'Italia in due. Questa idea va assolutamente contrastata così come va contrastata l'idea del governo del numero di istituti scolastici che significherebbe meno personale e scuole più affollate. Poi dobbiamo avere più risorse. L'attuale legge di bilancio non stanzia un euro per i prossimi tre anni per l'edilizia scolastica, riduce le risorse per la fascia 0-6 anni".
"C'è materia – ha proseguito il governatore – per fare una battaglia seria, contro la demagogia e contro il tentativo di dividere l'Italia in due anche sulla scuola e soprattutto di avvicinarci a un modello scolastico che apre le porte alla privatizzazione anche della scuola".

"Abbiamo deciso di impugnare la decisione del governo sul dimensionamento della scuola davanti alla Corte Costituzionale", ha poi spiegato in conclusione il presidente della Regione. "Siamo i primi a farlo - ha sottolineato - speriamo che altre regioni del Mezzogiorno ci seguano".

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