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Corteo contro CasaPound: le reazioni del giorno dopo

Dopo il corteo di ieri contro CasaPound si sono susseguite reazione politiche e commenti dai toni surriscaldati da parte di esponenti politici dei diversi schieramenti. Dal Pdl al sindacato autonomo di polizia, fino agli esponenti della manifestazione e Rifondazione comunista

Tante le reazioni seguite al corte di ieri contro CasaPound. Durante la manifestazione la tensione è aumenta quando alcuni manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone protettivo delle forze dell'ordine lungo Sant'Agostino degli Scalzi. Sono stati però respinti dalla polizia.

Ne se sono seguiti lanci di petardi, fumogeni, bottiglie e sassi contro gli agenti.

"Caschi in testa, scudi, petardi e sassi contro le forze dell'ordine. Mi chiedo che differenza c'é tra questi signori e i teppisti che vanno allo stadio solo per far a botte con le forze dell'ordine". Lo ha detto in una nota il consigliere comunale del Pdl Andrea Santoro. Santoro ha aggiunto che l'antifascismo è "una cosa seria, un valore di democrazia e libertà, che fa parte del patrimonio storico della nostra Italia" e che "nessuno dovrebbe permettersi di utilizzare questo valore per dare un alibi a gesti sconsiderati di violenza gratuita". "Fino a ora l'unico senso di responsabilità - ha concluso il consigliere di opposizione - è quello dei ragazzi di Casa Pound, autori di una clamorosa iniziativa e che non sono caduti in nessuna provocazione" conclude Santoro.

Gli fa eco il segretario generale aggiunto del sindacato autonomo di Polizia (Sap) Ernesto Morandini che chiede l'arresto obbligatorio per chi è protagonista di scontri di piazza durante le manifestazioni e annuncia la mobilitazione del personale: "Ancora una volta dei poliziotti sono rimasti feriti a causa di scontri provocati da delinquenti travestiti da manifestanti. Per questo torniamo a chiedere l'arresto obbligatorio con obbligo della custodia cautelare in carcere per coloro che, nel corso di manifestazioni, si rendono protagonisti di scontri provocando feriti tra le forze di polizia.” Dalla sua ricostruzione dei fatti risulta che: "manifestanti hanno tentato di sfondare lo sbarramento di polizia indossando caschi da motociclista, maschere e sciarpe per rendersi irriconoscibili, armati di bastoni e di scudi in plexiglas" e rincara la dose a difesa degli agenti: “I poliziotti sono stufi di farsi massacrare per 1.200 euro al mese.”

Dalle ragioni degli agenti si passa allo scontro politico con Luigi Rispoli, Presidente del Consiglio Provinciale di Napoli, che addita i rappresentanti della sinistra presenti ieri: "Risulta imbarazzante che tra i manifestanti vi fossero rappresentanti delle istituzioni locali che non hanno svolto alcun ruolo per evitare che la manifestazione potesse degenerare ma che, anzi, irresponsabilmente, si sono affrettati a condannare la Polizia.”

Di opposto parere gli esponenti della Rete napoletana contro il razzismo, il neofascismo e il sessismo che, in una nota, hanno spiegato che i fumogeni e i petardi sono stati usati dai manifestanti per evitare la carica della polizia. Quindi commentano gli esiti del corteo: “I numeri di oggi dimostrano che c'é una generazione di napoletani determinata a cambiare la sua città.”
"Su via Santa Teresa - si legge nel comunicato - abbiamo chiesto di deporre una targa in salita San Raffaele dedicata a Maddalena Cerasuolo, abitante del quartiere Materdei e protagonista delle Quattro giornate di Napoli contro l'occupazione nazifascista". "La polizia ha negato questa possibilità il corteo ha provato a passare con strumenti solo difensivi e le forze dell'ordine hanno respinto il tentativo e hanno caricato inutilmente gli studenti. In questa circostanza la testa del corteo, arretrando, ha usato qualche fumogeno e qualche petardo per non essere caricata lungo la discesa" conclude la nota.

Un commento ai fatti di ieri arriva anche da Rifondazione comunista. Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se, e Raffaele Tecce, responsabile Enti Locali del partito, sostenendo fra l'altro, a proposito degli scontri, che la polizia doveva evitare le cariche. "A Napoli si è tenuta una grande manifestazione antifascista forte di oltre 3 mila persone, manifestazione che aveva un obiettivo ben preciso: impedire ai neofascisti e neonazisti della cosiddetta 'Casa Pound' di occupare militarmente uno stabile sito in un quartiere che fu protagonista della rivolta popolare di liberazione contro il nazifascismo nel 1944, e che poi divenne famosa nel mondo sotto il nome delle 'Quattro giornate di Napoli', giornate nelle quali, peraltro, morì all'età di soli 7 anni Giuseppe De Simone, cui oggi è intitolata una scuola proprio nel quartiere".
Continua la nota: "Una cosa è certa: Rifondazione, che oggi era al fianco dei manifestanti antifascisti al massimo livello, grazie alla presenza, tra gli altri, del consigliere provinciale di Napoli Tommaso Sodano e dell'assessore regionale della Campania Corrado Gabriele ha contribuito fortemente alla riuscita della manifestazione, e non mollerà la presa, rispetto alla presenza di Casa Pound nel quartiere, fino a quando questi giovani neofascisti e neonazisti non avranno levato le tende da un quartiere antifascista, come chiedono non solo centri sociali e movimenti, ma anche i suoi abitanti".
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