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"Noi non siamo napoletani", le reazioni ai cori leghisti a Pontida

Era questo il coro che si cantava a Pontina durante la festa della Lega. Il deputato pd, Luisa Bossa, è indignata da questa situazione che si sta verificando in Italia

Alla festa della Lega a Pontida si sentivano musiche che sicuramente non avrebbero fatto piacere a un napoletano. Si tratta di cori che esclamavano "Noi non siamo napoletani" e che richiedevano la secessione.

La deputato del pd, Luisa Bossa, e alcuni esponenti del Comitato per l'inno di mameli, sono molto indignati da questa situazione. "Non sono fatti minori, non è folclore; è una pericolosa deriva razzista ed è sbagliato minimizzare". Lo sostiene, in una nota, la deputata del Pd, in merito ai "cori contro Napoli intonati al raduno della Lega a Pontida". "La Lega fa così - continua l'onorevole Bossa - prima alimenta questi episodi, poi ci ride sopra, derubricandoli a goliardia. Invece sono un segnale preciso. Lo era quello di Matteo Salvini, quando cantava il coro contro i napoletani colerosi e terremotati, e lo è quello sentito a Pontida, di fronte a ministri e sottosegretari. Il segnale di una sottocultura razzista ed egoista, che punta il più debole e si genuflette al potente. L'Italia peggiore".

"Mi chiedo se in una democrazia repubblicana si possano tollerare cose del genere, e mi indigna il silenzio generale - aggiunge - Esponenti del governo, che giurano fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione, che ad una festa del loro partito cantano in coro contro metà Paese, scandiscono frasi razziste, tengono comizi deliranti sulla secessione".

Per i promotori del comitato per l'Inno di Mameli, il giornalista ed ex assessore provinciale Francesco Emilio Borrelli, lo scrittore Maurizio De Giovanni ed il giornalista sportivo Francesco Molaro, si tratta dell'ennesimo insulto.
"Essere leghista oramai è sinonimo di totale stupidità, sono degli idioti che ci hanno stancato. Siamo noi che non siamo leghisti. La secessione la dobbiamo fare davvero ma dalla Lega Nord. Ancora più grave è che i cori li abbiano intonati con europarlamentari ( il solito Salvini) ed anche un ministro (Calderoli, oramai ministro non degli italiani ma dei leghisti). Nei prossimi giorni lanceremo una serie di iniziative per tutelare la nostra immagine e la nostra storia contro i nuovi barbari. Non è più tempo delle goliardate e delle risposte ironiche".

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