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Fondi per il Sud: il Consiglio di Stato dà ragione a De Luca

Il vicepresidente del Parlamento Europeo Picierno: "figuraccia per Giorgia Meloni e i suoi ministri"

La sentenza emessa dal Consiglio di Stato dà ragione al Governatore della regione Campania Vincenzo De Luca,  che in una nota commenta: "Il Consiglio di Stato ha confermato pienamente le tesi della Campania, ha censurato i ritardi, e stabilisce l’inaccettabilità delle procedure messe in campo dal Governo. E ha considerato pretestuosa la sopravvenienza dell’articolo 10 del Decreto coesione: smantellata la norma che surrettiziamente introduceva la vicenda Bagnoli nel Fondo FSC".

"Vergognosa catena di ritardi"

"Ci si augura - dice De Luca - che a questo punto sia terminata la lunga e vergognosa catena di pretesti, di dilazioni, di ritardi strumentali, che ha penalizzato e penalizza le imprese, le famiglie, i Comuni della Campania. Ci si augura di poter cominciare a lavorare nell’interesse delle nostre comunità.

E’ il risultato della battaglia di civiltà e di dignità nella quale si sono impegnati in questi mesi centinaia di sindaci, amministratori, semplici cittadini. E’ un motivo di grande speranza e di grande soddisfazione per quanti hanno creduto nella giustizia amministrativa del nostro Paese".

Picierno: "Figuraccia per Giorgia Meloni"

Sulla questione è intervenuta con una nota anche la vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno: "Il Consiglio di Stato boccia sonoramente il Governo e sposa le ragioni della Regione Campania riguardo il procedimento di stipula dell'Accordo di coesione per la destinazione dei fondi FSC - scrive la Picierno - I ritardi dell'esecutivo sono quindi da considerarsi inaccettabili, poiché erano ispirati da ragioni di partito. Si tratta di un'altra figuraccia per Giorgia Meloni e per i suoi ministri, che continuano a concepire il Sud come un fardello invece che come una risorsa. Allo stesso tempo mostrano un'assoluta ignoranza riguardo i fondamentali procedimenti amministrativi. Si dia immediatamente seguito al pronunciamento del Consiglio di Stato. Oggi ha avuto ragione la Regione Campania, oggi ha vinto il Mezzogiorno".

La replica del ministro Fitto

“Risultano incomprensibili le reazioni festanti alla sentenza odierna del Consiglio di Stato. La sentenza, che pure contiene alcuni ‘elementi singolari’, non modifica in alcun modo l’iter di definizione dell’Accordo per la Coesione tra la Presidenza del Consiglio e la Regione Campania. Infatti, il Consiglio di Stato si limita ad assegnare un termine di quarantacinque giorni per la conclusione dell’istruttoria, lasciando ovviamente alla discrezionalità delle parti la decisione finale sulla opportunità o meno di definire l’Accordo”. È quanto dichiara il Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr Raffaele Fitto.

“Tale termine va ben oltre l’orizzonte temporale che il Governo auspica per l’assegnazione ai territori delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021 – 2027 e per la definizione dell’Accordo con la regione Campania. Il Governo è al lavoro per assicurare la tempestiva realizzazione degli interventi della politica di coesione destinati al territorio campano, anche prima dei quarantacinque giorni previsti dal Consiglio di Stato. Nulla cambia rispetto al percorso condotto fino ad oggi. Laddove non fosse raggiunto l’accordo nel termine dei quarantacinque giorni assegnati dal Consiglio di Stato, come recita la sentenza odierna, in caso ‘di insussistenza dei presupposti di legge, per carenze istruttorie, carenze nella rendicontazione dei precedenti cicli di programmazione, incongruenza dei nuovi obiettivi programmatici indicati dalla Regione rispetto alla programmazione nazionale o per altra ragione’, il Governo procederà all’adozione di un atto ‘che illustri con precisione le circostanze ostative alla predisposizione dello schema di accordo’ per assicurare, comunque, l’assegnazione delle risorse destinate al territorio della Regione Campania”, conclude il Ministro.

Oliviero: “De Luca ha fatto bene a difendere la Campania”

“La Regione Campania aveva ragione, il presidente De Luca ha fatto bene a difendere fino in fondo le ragioni dell’intera regione e dei suoi cittadini. Ora mi auguro ci sia distensione e leale collaborazione fra governo e Regione”. Così, il presidente del consiglio regionale della Campania Gennaro Oliviero dopo aver appreso la decisione della IV sezione del Consiglio di Stato che censura i ritardi del ministero del Sud e della Coesione territoriale nel definire il procedimento dell'accordo di coesione con la Regione Campania per la destinazione dei fondi, dando ragione al governatore Vincenzo De Luca.

“La Campania, finalmente, si vede riconosciuti i suoi diritti con una conferma della decisione del Tar – continua Oliviero – ma non è possibile che ogni volta debba essere un tribunale a rimettere dalla parte giusta i diritti degli amministratori. La Regione Campania merita rispetto, ci aspettiamo una leale alleanza collaborativa con il governo che entro 45 giorni dovrà, come recita la sentenza, concludere il procedimento e prendere posizione sulla sussistenza di tutte le condizioni richieste dalla legge per la stipula dell’accordo”.

Topo: “Fine ostilità verso la Campania”

“La decisione della magistratura segna la fine dell’ostilità nei confronti della Campania, è una vittoria dell’intero Sud Italia”. Lo dichiara il candidato al parlamento europeo del Partito democratico Raffaele Topo, appena appresa la notizia della decisione della IV sezione del Consiglio di Stato che censura i ritardi del ministero del Sud e della Coesione territoriale nel definire il procedimento dell'accordo di coesione con la Regione Campania per la destinazione dei fondi, dando ragione al governatore Vincenzo De Luca. I magistrati hanno accertato l'obbligo del ministro per gli affari europei, il sud, le politiche di coesione e il Pnrr di “definire il procedimento di stipula dell'accordo di coesione con la Regione Campania per la destinazione dei fondi".

“La Campania stava vivendo un vero e proprio paradosso – continua Topo – perché la Regione aveva deciso per prima il programma, a ottobre scorso, e rischiava di essere l’ultima a firmare. La protesta a Roma era il grido di intere comunità del Mezzogiorno d’Italia che chiedevano al governo rispetto per i suoi cittadini, per i sindaci e per gli amministratori finiti nel limbo burocratico del governo”. La Regione Campania aveva fatto ricorso a gennaio lamentando il ritardo nella conclusione dell'accordo, stipulato invece con la maggior parte delle altre Regioni e Province autonome, "e l'impossibilità di finanziare numerosi interventi strategici per il territorio campano". Il ministro competente, ora, avrà 45 giorni per concludere il procedimento e prendere posizione sulla sussistenza di tutte le condizioni richieste dalla legge per la stipula dell'accordo di coesione.

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