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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Politica

Cilenti (Napoli libera): "In periferia la vera ricchezza. Ma basta edilizia popolare"

Il neo consigliere comunale eletto con Napoli Libera: "La zona Est ha le potenzialità e gli spazi per diventare un polo produttivo con industria leggera e servizi. Emergenza casa: riprendere il piano di dismissione"

"Puntare sulle aree periferiche non significa costruire nuove case scadenti". Massimo Cilenti rientra nelle istituzioni dopo un periodo di pausa. Ex consigliere municipale e provinciale con il Pd, è stato eletto in Consiglio comunale con la lista Napoli Libera nella coalizione di centro-sinistra. Originario di Ponticelli, è convinto che lo sviluppo della città passi per Napoli Est: "Ci sono gli spazi e le competenze per creare poli produttivi, come accaduto con l'Apple Academy. Penso al recupero delle tante aree abbandonate di proprietà comunale che oggi sono discariche a cielo aperto. A Ponticelli, per esempio, da trent'anni attendiamo la realizzazione dei Piani di riqualificazione urbana". 

Periferia è spesso sinonimo di edilizia popolare, una possibilità che Cilenti rigetta: "Abbiamo già creato negli anni '80 ghetti che sono diventati roccaforti della criminalità. Basta con le case popolari. Penso, invece, che si debba incentivare l'insediamento di un'industria leggera e di servizi per il cittadino. Il problema casa esiste, ma credo che il Comune debba optare per il recupero del patrimonio esistente e riprendere il piano di dismissione abbandonato dalla precedente amministrazione". 

A differenza di altri esponenti politici non si è sentito offeso dalla distinzione operata nel programma del sindaco Manfredi tra territori di margine e territori di pregio: "Le periferie e il centro hanno esigenze diverse. Se per i quartieri centrali si deve discutere di sviluppo turistico, per le zone Est, Nord e Ovest bisogna ricostruire servizi, come i trasporti, che dieci anni di de Magistris hanno azzerato". 

Tutte idee che presuppongono possibilità di spesa e capacità di progettazione, due elementi che al Comune di Napoli mancano: "La situazione del personale è deprimente. Non è solo insufficiente, ma anche anziano e, quindi, inadatto alla digitalizzazione. Il 90 per cento delle sedi comunali è chiuso. Servono persone nuove, capaci di portare la macchina amministrativa nel futuro". 

Si dice convinto che il primo cittadino sceglierà una Giunta di altissimo profilo e lo avverte sulle ingerenze che potrebbero arrivare da Roma: "Napoli merita una politica autonoma, che non guardi a logiche nazionali di partito. Non è qui che devono venire a fare i conti. Io credo che sarà così, ma se dovesse andare diversamente sarò il primo a farlo presente in Consiglio". 

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