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Domenica, 29 Gennaio 2023
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Ischia, Conte replica alle polemiche: "Quello del mio governo nel 2018 non fu un condono"

Il leader del Movimento 5 Stelle risponde alle polemiche sollevate da Renzi, Cottarelli e Calenda: "Abbiamo solo cercato di sbloccare una situazione complicata e di impasse"

Nelle ultime ore sulla tragedia di Ischia si sono scatenate anche una serie di feroci polemiche di natura politica. Il primo a sollevarle è stato il senatore Matteo Renzi, che ha accusato l'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte di aver operato nel 2018 "folli scelte su condono e unità di missione" ai tempi del governo gialloverde. 

"Il disastro di Ischia richiama anche le folli scelte del 2018 su condono e unità di missione. Ma oggi innanzitutto diamo la solidarietà alle famiglie, agli abitanti ed ai soccorritori. Un pensiero commosso a questa terra così bella e così devastata", il tweet del fondatore di Italia Viva. 

Anche il senatore eletto tra le fila del Partito Democratico, Carlo Cottarelli, via Twitter ha parlato dell'argomento: "I fatti parlano. Quello fatto dal governo 5 Stelle-Lega nel 2018 per Ischia fu l'ennesimo condono edilizio. Le carte parlano. Il testo della legge parla di condono. Non si può riscrivere la storia a piacere a seconda di come tira il vento. O siamo ancora al: 'Questo lo dice lei?'. 

La replica di Conte: "Non si trattò affatto di condono"

Giuseppe Conte, nel corso di un'intervista rilasciata alla trasmissione "Mezz'ora in più" in onda su Rai 3, ha replicato alle accuse, respingendole al mittente: "Quella di Ischia purtroppo è una tragedia in un territorio molto complicato, molto violentato dal dissesto idrogeologico. Quando mi sono insediato nel 2018, abbiamo trovato un'unità di missione, come altre create dai governi precedenti, che impiegava solo nove mesi per fare un progetto. Allora ho chiamato l'allora ministro dell'ambiente Costa, molto attento a questi temi, e gli ho chiesto di elaborare, insieme a Borrelli della Protezione civile, un progetto che abbiamo fatto insieme a Palazzo Chigi dal nome 'Proteggi Italia', un piano nazionale per mettere in sicurezza tutto il territorio ed edifici pubblici e privati. Da quel piano che abbiamo presentato, abbiamo poi stanziato 11.5 miliardi e abbiamo reso soggetti attuatori i presidenti delle regioni. E' stata spesa una piccolissima parte di quegli 11.5 miliardi. Questo è un problema che ci trasciniamo da sempre". 

L'ex presidente del Consiglio e leader pentastellato, ha poi fatto riferimento all'ormai famoso articolo 25 del decreto del ponte Morandi di Genova: "Non era affatto un condono. Ci ritrovammo in una situazione di blocco totale e di impasse. A Ischia ci sono circa 27mila richieste di condono precedenti al 2018, per tre leggi che si erano succedute nel tempo. In più c'erano oltre 1000 richieste per danni del terremoto. Per mettere un po' di ordine e cercare di accelerare quelle pratiche impantanate, con abitazioni non agibili e situazioni a grave rischio, abbiamo introdotto quell'articolo 25, ma attenzione, non è un condono. Abbiamo definito la procedura in modo ovviamente che si espletasse più celermente alla luce della legislazione già vigente per esaminare quelle pratiche e dare una risposta. Ai sensi dell'articolo 25 non è assolutamente permesso concedere una sanatoria o una qualche agevolazione nei casi in cui il vincolo idrogeologico va rispettato. Non c'è nessuna deroga ai vincoli idrogeologici. E' stato uno dei primi dossier che abbiamo assolto con senso di responsabilità e grande attenzione, cercando di sbloccare una situazione che era assolutamente ingestibile, bloccata da tutte queste richieste e anche dalla burocrazia, ma ripeto, senza derogare i vincoli idrogeologici ed altri vincoli. E' una situazione molto complicata quella di Ischia, al di là delle valutazioni che poi si possono fare. Credo non ci sia ancora un piano regolatore e che ci siano molti ritardi accumulati nelle amministrazioni che si sono succedute. Va detto anche che molto spesso mancano delle professionalità in alcuni comuni. Non voglio giustificare nessuno ma è una situazione molto diffusa sul territorio. Sicuramente c'è una cultura del consumo del suolo che oggi dobbiamo rimuovere. Questo è un episodio emblematico: un'isola bellissima, dove però c'è stato sicuramente tantissimo consumo di suolo edilizio e oggi noi dobbiamo lavorare per evitarlo e dobbiamo lavorare in direzione di una rigenerazione urbana. Quando succedono queste cose, mi aspetto anche strumentalizzazioni di fronte alle tragedie. E' accaduto storicamente, mi auguro non avvenga anche stavolta. Nessuno ha la bacchetta magica. Oggi non può venire nessun Superman in Italia e risolvere il problema del dissesto idrogeologico. Se rifarei quella scelta? Io ricordo che quel dossier fu istruito molto bene. C'erano delle perplessità perchè la situazione oggettiva edilizia dell'isola di Ischia è molto complicata, ma quella è una situazione che va risolta. Non si può dire oggi abbattiamo tutte le case e offriamo ai cittadini un'altra isola felice su cui vivere. Noi abbiamo semplicemente cercato di sbloccare una situazione e di dire entro sei mesi queste istanze vanno definite, dentro o fuori. E poi è chiaro che occorre un piano regolatore comunale".

Renzi e Calenda rincarano la dose

Alle dichiarazioni di Conte ha ribattuto nuovamente Matteo Renzi, via social: Davanti al disastro di Ischia le dichiarazioni di Conte oggi su Rai3 sono farneticanti. Ha fatto un condono a Ischia, ha chiuso l’Unità di missione sul dissesto e non si vergogna? Eppure 4 anni fa glielo avevamo detto". 

A rincarare ulteriormente la dose è stato anche il leader di Azione Carlo Calenda: "Conte ha fatto un condono pericoloso a Ischia e cancellato l’unità di missione 'Casa Italia' per l’unica ragione che l’aveva istituita Matteo Renzi. Entrambi gravi errori. Ma cercare a posteriori di prendere in giro gli italiani con eloquio stile azzeccagarbugli è anche peggio".

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