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Science Center e Polo Tecnologico a Bagnoli, Civitillo: "Mancano visione d'insieme e ricaduta sul territorio"

L'ex presidente della Municipalità commenta così la notizia dell'entrata in fase operativa, data da Gaetano Manfredi, dei due progetti riguardanti via Coroglio

Dalle ultime dichiarazioni del commissario e sindaco Gaetano Manfredi si è appreso che due opere previste dal PRARU entrano in una fase operativa. Nel dettaglio, la ricostruzione dello science center di Città della Scienza – quello distrutto dall'incendio del 4 marzo 2013 – e il Polo Tecnologico per l'Ambiente, progetto in cantiere da tempo ma sospeso dal 2011.

Diego Civitillo, ex presidente della X Municipalità (quella di Bagnoli e Fuorigrotta) e attualmente consigliere municipale d'opposizione commenta così quanto affermato dal primo cittadino: "Ben vengano i passi in avanti nella realizzazione del grande progetto Bagnoli soprattutto se in linea con quanto approvato nel PRARU, ma restano alcuni dubbi a seguito delle dichiarazioni del primo cittadino commissario".

Il primo punto da chiarire, secondo Civitillo, riguarda il Polo Tecnologico per l'Ambiente. "In particolare per il PTA – afferma infatti il consigliere municipale – si parla di investimenti privati in relazione alla realizzazione di un polo che dovrà sviluppare nuove tecnologie in campo di ricerca ambientale. Bisognerebbe comprendere chi sono questi investitori, quale la progettualità e quali saranno le ricadute reali per il territorio sia in termini economici che occupazionali, considerato che proprio Città della Scienza nel recente passato ha intrapreso un percorso di incubatore nel campo delle tecnologie con alterne fortune".

"Bisognerebbe inoltre comprendere – aggiunge ancora Diego Civitillo passando al secondo punto secondo lui non chiaro della vicenda – se la stessa Città della Scienza ha risolto quelli che erano problemi strutturali in termini di gestione, sostenibilità e sviluppo che negli anni hanno prodotto numerose crisi per il polo. Uno dei principali limiti di Città della Scienza è proprio la sua mission tanto estesa quanto priva di una visione chiara. Polo museale, incubatore di impresa, organizzatore di eventi e congressi solo per citare le principali attività svolte".

"Quale sarà il destino di CdS se la Porta del Parco inizierà a sviluppare quella che dovrebbe essere la propria attività di meeting, eventi, e concerti all'interno dell'auditorium? Oppure se il PTA una volta entrato in funzione davvero inizierà a sviluppare tecnologia attraendo o incubando aziende al proprio interno? Per non parlare di Mostra d'Oltremare con Fiere Eventi e Congressi, l'area ex Nato da recuperare e che attualmente ospita tra gli altri un primo polo di formazione o dello storico auditorium Rai", aggiunge ancora.

"In conclusione, esistono spazi funzionanti o da rifunzionalizzare che già oggi faticano a sviluppare un'azione economicamente e culturalmente sostenibile, garantendo la fondamentale ricaduta territoriale e sociale della propria azione. Realizzare ulteriori spazi con vocazione simile rappresenta quindi una sfida enorme, non solo in termini di costruzione materiale, con adeguate progettazioni e finanziamenti, ma soprattutto di integrazione con le preesistenze. Sviluppare competitor su competitor in un'area di pochi km senza una reale visione comune e senza che questi mondi parlino tra loro, ma solo seguendo la logica della "concorrenza" produrrebbe effetti nefasti già oggi facilmente percepibili", spiega l'ex presidente della Municipalità.

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