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"Cittadinanza onoraria a Liliana Segre": la proposta di de Majo non "entusiasma" la senatrice a vita

Liliana Segre in una breve nota sembra voler declinare la proposta dell'assessora partenopea, al fine di evitare possibili strumentalizzazioni

Eleonora de Majo ha rivolto un appello al sindaco di Napoli, de Magistris, affinchè conceda la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, dopo le polemiche delle ultime ore sulle presunte dichiarazioni antisemite  della neoassessora alla Cultura e al Turismo della città di Napoli, che puntava l'indice in particolare contro la politica di Israele in Palestina.

"Rivolgo un appello al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, per la concessione della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, vittima di un’intollerabile ondata di insulti antisemiti e minacce di morte provenienti dall’estrema destra, che hanno costretto le autorità a assegnarle una scorta. Mi sembra il modo migliore per rispondere concretamente alle surreali accuse di antisemitismo che mi sono rivolte in queste ore, accogliendo una sopravvissuta all’orrore di Auschwitz, dove era stata deportata poco più che tredicenne, come membro della nostra comunità cittadina. In linea con l’operato che questa amministrazione porta avanti dal 2011, schierandosi sempre e comunque dalla parte di chiunque sia discriminato, offeso, minacciato, in pericolo di vita, o in una posizione di subalternità inaccettabile. Sono abituata da sempre, nel corso della mia militanza politica nata e sviluppatasi nei collettivi studenteschi e nei centri sociali, ad assegnare il primato alla realtà e ai gesti concreti. Da qui nasce il mio impegno contro ogni razzismo, che sia quello verso gli stranieri in Italia, i meridionali al nord, gli italiani all’estero, dove anche io ho maturato più di un’esperienza. Ci ho messo sempre la faccia contro le discriminazioni etniche, di genere, religiose, di censo, includendo per ovvie ragioni anche il duro contrasto all’antisemitismo, che è una piaga della civiltà occidentale da secoli. Ma c’è un margine politico per il quale schierarsi contro le politiche sioniste dello Stato di Israele non venga confuso tout court come “odio verso gli ebrei” in quanto tali? Se oggi, proprio mentre state leggendo queste righe, i missili israeliani continuano a colpire la prigione a cielo aperto di Gaza, provocando morti, feriti, traumi psicologici fra la popolazione civile, in un quadro di evidente sproporzione fra le forze in campo, possiamo denunciarlo senza che l’antisemitismo diventi la foglia di fico dietro la quale nascondere l’aggressione sistematica verso i palestinesi e la violazione del diritto internazionale? "Essere radicalmente critici verso l’apartheid che lo stato di Israele pratica nei confronti del popolo Palestinese non ha nulla a che fare con l’antisemitismo". L’ho scritto ieri e lo rivendico. Non sono la sola, a partire dalla famigerata lettera firmata da Einstein e altre personalità ebraiche, pubblicata dal New York Times nel 1948, che denunciava metodi affini a quelli del fascismo e del nazismo nelle modalità attraverso le quali si stava costituendo lo Stato di Israele. Sulle stesse posizioni si sono attestati nel corso del tempo accademici di origine ebraica come Norman G. Finkelstein, autore del famoso testo La fabbrica dell’olocausto, in cui afferma che mentre lo sterminio degli ebrei è un fatto storicamente accertato, l’olocausto ne rappresenta la narrazione ideologica finalizzata alla progressiva soppressione della Palestina. È antisemita Finkelstein, i cui genitori ebrei hanno vissuto l’esperienza del ghetto di Varsavia e condiviso con Liliana Segre la deportazione ad Auschwitz? Nessuno pensi perciò di intimidirmi, perché la mia opposizione alle politiche israeliane è figlia della stessa insopprimibile esigenza di schierarmi in difesa della Segre, vittima di antisemitismo vero. Minacciata di morte dall’estrema destra per il semplice fatto di essere ebrea. Nulla a che vedere con la mia scelta politica di sostenere le vittime e non i carnefici, qualsiasi divisa indossino, qualsiasi passaporto abbiano in tasca, qualunque lingua parlino. L’umanità a cui mi rivolgo è una sola: quella degli oppressi di ogni paese, cultura, genere e religione. Non mi farete tacere con la vostra macchina del fango che procede a colpi di account fasulli creati ad hoc per gettare discredito contro persone che come me, da sempre, ci mettono la faccia, assumendosi in pieno la responsabilità delle proprie posizioni politiche".

La risposta di Liliana Segre

"La cittadinanza onoraria non è un fatto passeggero se si può prestare a strumentalizzazioni. È un riconoscimento profondo, un abbraccio ideale tra la città stessa (in questo caso pluridecorata) e chi la riceve. Mi verrebbe da mutare una vecchia battuta, ci sono cittadinanze che contano e cittadinanze che pesano. Napoli è la prima tra le grandi città che ha dato vita all’insurrezione. La storia prima di tutto, una storia di resistenza. Cordialità. Liliana Segre". E' la risposta della senatrice a vita che sembra dunque tale proposta per evitare strumentalizzazioni.

Il commento di Vincenzo De Luca

"La vicenda di Liliana Segre è una spia - è stato il commento del governatore della Campania Vincenzo De Luca nel suo spazio a Lira Tv - Un episodio di una gravità sconvolgente. Si è perso il senso del limite e dei valori umani fondamentali e qualche caduta si è registrata anche a Napoli. Ne approfitto per riconfermare la solidarietà dei cittadini della Campania alla comunità ebraica e a Liliana Segre e la ripugnanza per ogni forma di antisemitismo, razzismo e violenza, segnali di un Paese malato che fa fatica a liberarsi di questa malattia".

Aggiornato alle 15.30

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