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Stefano Caldoro e Luigi de Magistris

Stefano Caldoro e Luigi de Magistris

"Città Metropolitane": Caldoro critico, de Magistris ottimista

Al World Urban Forum si è discusso del nuovo soggetto urbano che dovrebbe nascere con l'abolizione delle province. Il sindaco: "Opportunità da cogliere". Il governatore: "Occorre determinare prima le funzioni"

La sesta edizione del Word Urban Forum, che in questi giorni è in corso alla Mostra D'Oltremare, si è aperto affrontando grandi temi affronti da esponenti di tutti i continenti.
Si parla anche dell'abolizione delle Province e del progetto delle Città Metropolitane come nuovi soggetti urbani. Ma questo tema ha trovato Sindaco e Presidente di Regione su posizioni opposte.

Questa idea del governo ha trovato nel governatore Stefano Caldoro una posizione critica: "Se il Governo va avanti su questa strada, ci sarà un altro fallimento" ha infatti dichiarato il Presidente della Regione, che ha poi sottolineato l'importanza di "creare almeno il presupposto del governo delle grandi funzioni" prima dei perimetri amministrativi. "Si sta riprendendo la vecchia abitudine tutta italiana di guardare in piccolo e non in grande - ha sottolineato il governatore - Guardare al perimetro amministrativo è l'errore italiano e mi sembra che il Governo voglia ripeterlo. Barcellona, per esempio, ha determinato prima il livello delle grandi funzioni e poi le istituzioni che determinano i processi. Se non si determina il primo, si va verso il fallimento del secondo". Caldoro ha evidenziato che le "migliori esperienze del mondo" a riguardo "non hanno determinato le proprie strategie sui perimetri amministrativi". Mentre in Italia, "si ragiona nella vecchia logica, che io chiamo 'cattocomunista', basata sulla centralità del perimetro amministrativo". A Napoli, ha ricordato Caldoro, "nell'8% del territorio regionale vivono circa 3 milioni di cittadini". "Se si lasciano quei confini amministrativi - ha sottolineato - senza pensare prima alle grandi funzioni, come mobilità, energia, sanità, acque, depurazione, i processi non li governi ed esplode la spesa pubblica". "La follia è di pensare di risolvere il problema eliminando le Province - ha aggiunto - è popolare dire: 'Eliminiamo un campanile, una bandiera', ma non credo che così si risparmi qualcosa". "La zona metropolitana di Napoli ha per esempio il sistema della depurazione fuori dalla provincia. Si pensa di poter governare senza determinare le grandi funzioni? - ha concluso - Si deve comunque discuterne e valutare comunque le opportunità offerte da questa legge".

Molto più ottimista si è invece mostrato il sindaco de Magistris, che ha inteso il progetto della Citta' Metropolitane come "una grande opportunità da cogliere". Secondo il sindaco, infatti, la legge su questo tema "ha poche ombre e tante opportunità". "I tempi sono stretti e dobbiamo farci trovare pronti - ha spiegato de Magistris - sono dell'idea che la Città metropolitana sia una sfida importante per il nostro Paese e in questa direzione vanno le principali città del mondo". "A Napoli abbiamo ogni giorno tra i 3 e i
4 milioni di persone e troppe volte ci si è lamentati per le sovrapposizioni amministrative burocratiche - ha concluso - Al di là dell'analisi della legge, che si poteva fare prima, stiamo lavorando perché la legge viva subito e viva bene".

(ANSA)
 

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