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Otto anni dall'incendio di Città della Scienza: "Accelerare il progetto di ripartenza"

A 8 anni esatti da quel dolorosissimo giorno per la città di Napoli, si è discusso del futuro dell'area in una tavola rotonda da remoto a cui hanno partecipato importanti figure istituzionali

Il 4 marzo 2013, alle ore 21,30 circa, un terribile incendio di natura dolosa distrusse gran parte delle aree espositive dello Science Centre di Città della Scienza. Il museo interattivo e il planetario (un’area di circa 10 mila metri quadrati) in pochi minuti furono divorati dalle fiamme. 

Oggi, a 8 anni esatti da quel dolorosissimo giorno per la città di Napoli, si è discusso del futuro dell'area in una tavola rotonda da remoto a cui hanno partecipato importanti figure istituzionali, dal Presidente di Città della Scienza Riccardo Villari, all'ad di Invitalia Domenico Arcuri, passando per il Ministro della Cultura Dario Franceschini, il Ministro per il Sud Mara Carfagna, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, l'Assessora comunale all'Istruzione Annamaria Palmieri, il Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Napoli Luigi La Rocca e il Commissario Straordinario di Governo per il SIN Bagnoli-Coroglio Francesco Floro Flores. Sono intervenuti anche il cantautore e musicista Eugenio Bennato e lo scrittore Maurizio de Giovanni. 

"A otto anni da quell'incendio va dato atto a chi ha guidato il museo e al presidente Riccardo Villari che è stata fatta una operazione di rivitalizzazione con 200mila visitatori all'anno e iniziative didattiche formative. Ora c'è bisogno che tutte le parti coinvolte remino nella stessa direzione per accelerare il progetto di ripartenza. Da questo punto di vista il Ministero sarà assolutamente disposto a collaborare con tutte le istituzioni, locali e nazionali". E' quanto affermato dal Ministro della Cultura Dario Franceschini, intervenuto con un video-messaggio alla tavola rotonda.

"Conosco bene l'importanza che Città della Scienza e l'intera area di Bagnoli rivestono per il nostro territorio. L'incendio del 2013 ha rappresentato una ferita enorme, ancora non rimarginata. La costruzione di un nuovo spazio espositivo oggi è una priorità che dovrà essere perseguita con la massima rapidità e con il massimo dell'attenzione, perchè rappresenta un passo in avanti per la rinascita dell'intera area di Bagnoli. Le risorse ci sono, ma serve la collaborazione di tutti per non sprecarle e credo non possiamo più permetterci che conflitti politici e contenziosi rallentino l'opera di bonifica e la ricostruzione. Tutte le istituzioni coinvolte hanno il dovere di collaborare per trovare rapidamente un'intesa condivisa. Sono convinta che Bagnoli possa rappresentare il nuovo fiore all'occhiello per il nostro Paese e che Città della Scienza possa rappresentare un elemento imprescindibile all'interno del quale ricostruire l'intera area. So che si tratta di un lavoro difficile, di un'impresa importante, ma abbiamo il dovere di lavorare per mantenere un impegno con i cittadini della Campania e di Napoli", ha affermato la Ministra per il Sud Mara Carfagna.

"Un'idea a cui lavorare è riuscire a ricondurre Bagnoli a un grande progetto di trasformazione urbana che potrebbe essere uno dei progetti chiave che la Campania propone al Governo per il recovery plan. Questo è uno dei grandi progetti di sviluppo che a mio parere dovrebbe poter contare sui finanziamenti europei. La concretizzazione di un progetto del genere davvero potrebbe cambiare il destino di un'intera comunità, e non parlo solo di Napoli ma di tutta una regione per il valore che ha quell'area e quel territorio e per la ricaduta anche simbolica di rinascita che può avere per tutti noi. Io mi muoverei in questa direzione, legando a questo grande programma di investimenti che ci viene dall'Europa una nuova speranza di concretizzazione di un progetto. Ovviamente dovremmo definire i contenuti, altrimenti anche le risorse rimarranno sulla carta. Dovremmo dire cosa concretamente vogliamo fare a Bagnoli, quali sono le forze imprenditoriali, culturali e sociali pienamente interessate. Città della Scienza sarebbe già morta e sepolta se non avessimo deciso come Regione di tenerla in vita, stanziando ogni anno 3 milioni di euro. Abbiamo deciso di sostenere Città della Scienza per un periodo medio per sostenere il decollo di tutte le iniziative che poi ne consentano la sostenibilità anche economica, poi bisognerà imparare a camminare sulle proprie gambe. Noi viviamo in una realtà molto particolare che registra la presenza di parlatori e di pagatori. In genere le due caratteristiche non coincidono: c'è chi è destinato a pagare e farsi carico dei problemi e chi parla. La Regione per salvare Città della Scienza stanzia ogni anno 3 milioni di euro senza i quali dovremmo chiudere i battenti, e sarebbe davvero un delitto nei confronti della città di Napoli, dei lavoratori e di una prospettiva di sviluppo che può essere di grande interesse. Da oggi in poi tutto quel che si mette in piedi, o ha caratteri dell'efficienza e della sostenibilità, oppure finisce per aggravare i problemi e per diventare un'emergenza nell'emergenza. Cominciamo a ragionare in questi termini, ogni iniziativa deve avere una sua sostenibilità e un suo rigore. Bagnoli dovrebbe essere il cuore di un grande programma di sviluppo integrato: economia, cultura, ambiente, socialità, urbanistica, uno dei pezzi decisivi di un programma di trasformazione di Napoli e della Campania per il valore che ha quel pezzo del nostro territorio. Dovremo vergognarci per non essere stati in grado di valorizzare questo patrimonio immenso, visto che parliamo di Bagnoli da quasi un tentennio. Per Bagnoli dovrebbe esserci un grande progetto integrato, cosa che non c'e' ancora oggi. Dobbiamo definire un disegno urbanistico di grande qualità e darci dei tempi per la bonifica e la soluzione di problemi ambientali che diventano pregiudiziali per qualsiasi idea di sviluppo". Così nel suo intervento il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca

Rilancio Bagnoli, i progetti presentati

Battute conclusive per Bagnoli UrbaNAture, il concorso internazionale di idee per l’ex area industriale di Napoli. A chiusura dei lavori della Commissione per la valutazione delle idee progettuali, si è svolta lo scorso 22 febbraio la seduta pubblica per l’apertura delle buste contenenti le offerte economiche.

Il concorso di idee ha riscosso grande attenzione a livello nazionale e internazionale: sono ben 18 i progetti presentati da diversi studi di architettura, anche esteri, specializzati nella progettazione di parchi urbani e di waterfront.

Partono ora le verifiche sul possesso dei requisiti dichiarati dai partecipanti – come previsto dagli articoli 80 e 83 del Codice dei Contratti Pubblici – all’esito delle quali - spiega Invitalia in una nota - sarà predisposta la graduatoria definitiva per l’assegnazione dei premi ai vincitori e l’avvio delle attività di progettazione.

Dopo l’aggiudicazione definitiva del concorso, il vincitore dovrà consegnare, entro 30 giorni, gli elaborati planivolumetrici dell’idea progettuale, dando così attuazione al Programma di risanamento ambientale e rigenerazione urbana (PRARU) approvato.

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