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Domenica, 29 Maggio 2022
Politica

Signoriello su Saviano: “Non rischia come chi è in trincea”

Ciro Signoriello ha commentato il contenuto dell'intervista rilasciata dal Segretario del Sindacato Autnomo di Polizia: “Do ragione al Segretario, La letteratura anticrimine è una sovrastruttura alla lotta alla criminalità”

"La letteratura anticrimine e di denuncia, pur se lodevole, è una sovrastruttura, un corollario alla lotta alla criminalità ma non certo la sua rappresentazione concreta” ad affermarlo è o il Vice Presidente del PdL al Consiglio comunale, Ciro Signoriello commentando il contenuto dell'intervista rilasciata dal Segretario del Sindacato Autnomo di Polizia ( S.A.P.).
 
Continua il consigliere: “Lo scrittore Saviano merita rispetto per il lavoro profuso e per una certa dosa di coraggio che ha dimostrato: ma sussiste certamente una divaricazione oggettiva in termini di rischio assoluto tra chi produce letteratura saggistica , comunque di spessore e coraggiosa ciò è innegabile, e chi sta in trincea ogni giorno per poco più di mille Euro al mese: ed è per questi motivi che do ragione al Segretario del Sindacato Autonomo di  Polizia (S.A.P.), Nicola Tanzi sulla questione dei  simboli della lotta alla criminalità organizzata.”


  La letteratura anticrimine è una sovrastruttura alla lotta alla criminalità  
“Una cosa è la cultura impegnata che magari si spinge con coraggio a certi livelli come ha fatto Saviano - ha  proseguito Signoriello – altro è l'incarnazione simbolica della lotta alla camorra e alle mafie. E' grazie al lavoro di uomini come ad esempio il Capo della Squadra Mobile di Napoli, Vittorio Pisani e tutte le Forze dell'Ordine che si assegnano colpi efficaci perché è con gli arresti di esponenti eccellenti ne con lo scompaginamento dei clan che vengono  minate le attività illecite delle organizzazioni criminali:  e quindi sono tutte queste persone, che sono i veramente nel mirino dei clan. La letteratura anticrimine e di denuncia , pur se lodevole, è una sovrastruttura, un corollario nella lotta alla criminalità ma non certo  la sua rappresentazione concreta. 
Del resto non dimentichiamo quegli esponenti della cultura e del giornalismo, come Spampinato, Impastato, Siani, per citarne alcuni, rimasti uccisi dalla criminalità organizzata, e per  quanto, giustamente ricordati e celebrati non mi sembra che abbiano raggiunto il livello di glorificazione e la sovraesposizione mediatica del pur bravo coraggioso Saviano” ha concluso Signoriello.
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