Coprifuoco parziali, de Magistris contro Conte: ma nella notte la misura scompare dal Dpcm

Il sindaco contrario alla possibilità data dal premier ai sindaci di applicare coprifuoco parziali nelle strade a rischio. Nella notte però la misura è scomparsa dal Dpcm ufficiale dopo le proteste dei sindaci

"Il Presidente del Consiglio ha annunciato che i sindaci potranno adottare coprifuoco parziali, di vie e piazze, dalle 21. Conoscendo la sensibilità istituzionale del Presidente Conte e la coesione che deve caratterizzare questo difficilissimo periodo che vive la nostra Repubblica, non posso credere che si sia deliberatamente e dall’alto, senza consultare sul punto i sindaci d’Italia, scelto di scaricare su di noi una decisione non praticabile. L’effetto delle parole pronunciate dal Presidente del Consiglio davanti a milioni di italiane e italiani sarà quello di lasciare ancora una volta i sindaci con il cerino in mano. Lo Stato sceglie, quindi, di puntare il dito per nascondere quello che non si è fatto, in tante parti del Paese, per rafforzare la rete territoriale di sanità pubblica. Provo amarezza, sconforto e delusione per uno Stato che non ha la sensibilità, la volontà e la lungimiranza di mettere al centro i suoi cittadini e chi li rappresenta, a mani nude, sul territorio, con poche risorse umane e spesso senza un euro. Dopo 9 mesi dallo scoppio della pandemia è un segno di debolezza e mancanza di lucidità dello Stato non riuscire a garantire il controllo del territorio e scaricarlo sui sindaci che spesso non hanno né personale, nè soldi, per pagare straordinari. Presidente Conte corregga il tiro, faccia il generale che sta vicino ai soldati che combattono sulla prima linea con pochi viveri e poche armi e che cercano, ogni giorno, di arginare epidemia sociale, economica e lavorativa e contenere l’avanzata del contagio criminale ". E' la dichiarazione di Luigi de Magistris sulla possibilità data nel nuovo dpcm del Governo ai sindaci di chiudere strade e piazze a rischio assembramenti.

La posizione di De Luca

Perplesso anche De Luca, che ieri da Fazio si è espresso così sul nuovo dpcm: "Vendita di asporto fino alle 24 viene allargato nel nuovo Dpcm. E si parla di adiacenze ma quali sono. Mobilità che i sindaci possono limitare nei quartieri più frequentati anche è strano, come si stabilisce quali sono? Non si capisce".

Coprifuoco dei sindaci dopo le 21 è sparito dal Dpcm 18 ottobre

La misura che ha fatto andare su tutte le furie i primi cittadini è sparita dal dpcm definitivo, come riporta Today.it. "Il governo, senza nemmeno affrontare il tema nelle numerose riunioni di queste ore, inserisce in un Dpcm una norma che sembra avere il solo obiettivo di scaricare sulle spalle dei sindaci la responsabilità del coprifuoco agli occhi dell'opinione pubblica", aveva tuonato il sindaco di Bari e presidente dell'Anci Antonio Decaro.

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Il Dpcm cambiato nella notte per le proteste dei sindaci

E poi arriva il colpo di scena. Nel Dpcm firmato e pubblicato sul sito di palazzo Chigi quel riferimento ai primi cittadini salta: "Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento - si legge nel testo approvato - può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private''.

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Cosa è successo, quindi? È successo che evidentemente le proteste dei sindaci hanno convinto il premier a cambiare idea. Ma perché i primi cittadini, che sono spesso in prima fila a chiedere autonomia, hanno chiesto di essere esentati dalla facoltà di chiudere vie e piazze in questa sorta di coprifuoco ante-litteram? Semplice: i sindaci sanno che la scelta di impedire il transito e sgomberare parti della loro città li esporrebbe a critiche e impopolarità, prosegue Today.it. Per questo preferiscono che a farlo sia qualcun altro. 

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