Coronavirus, il Ministro Boccia: "Chiusura tra regioni non può essere esclusa"

Il Ministro per gli Affari Regionali sulla situazione Covid-19 in Italia: "Dobbiamo difendere il lavoro e la salute a tutti i costi"

"Le limitazioni di spostamento tra le regioni non possono essere escluse, non si può escludere nulla in questo momento. Dobbiamo difendere il lavoro e la salute a tutti i costi. La mobilità tra le regioni deve essere salvaguardata, ma la situazione dovrà essere monitorata giorno per giorno. Appena c'è una spia che si accende bisogna intervenire". Così il Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia ha parlato dell'emergenza Covid-19 in Italia e della risalita dei contagi nel nostro Paese nel corso di un'intervista rilasciata alla trasmissione "The Breakfast Club" in onda su Radio Capital.

"La risalita dei contagi era prevedibile. Le terapie intensive sono state rafforzate. Questi sono numeri diversi rispetto a quelli di aprile, anche se il virus c'è e bisogna conviverci. Come Governo non fissiamo nessuna asticella", ha aggiunto il Ministro.

Boccia ha parlato anche della questione tamponi, prevedendo possibili soluzioni ai problemi riscontrati nelle ultime settimane: "Non è accettabile aspettare ore e ore per fare un tampone. Bisogna potenziare i servizi sanitari, stiamo lavorando sui test rapidi perché si possano fare ovunque".

Ricciardi: "Ospedali in Campania e Lazio quasi pieni"

"Quello che si è verificato da giugno in poi è un raddoppio dei casi ogni mese. Avevamo 200 casi, poi 400, poi 800, poi 1600 e adesso stiamo a oltre 4mila casi. Quindi rischiamo fra un mese di avere oltre 8 mila casi al giorno e tra due mesi, quando arriverà l’influenza, di avere 16 mila casi in un giorno”. Con queste parole, pronunciate nel corso di un’intervista a “Buongiorno” su Sky TG24, il medico napoletano Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell’Oms e consulente del Ministro della Salute, ha commentato la nuova impennata dei contagi da Coronavirus in Italia.

Secondo Ricciardi, se continua questo trend di crescita, il rischio è dunque di vedere anche 16mila casi in un giorno, “come in questo momento ha la Francia, o anche la Spagna e Gran Bretagna che hanno fatto gli stessi nostri errori. Purtroppo, questa seconda fase della sottovalutazione dell'epidemia è un fatto troppo generale", ha sottolineato l’esperto, professore ordinario di Igiene generale e applicata alla Facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università Cattolica di Roma. "Non possiamo pensare che il virus non giri, questo è un virus insidiosissimo che sta di nuovo riempiendo gli ospedali. Gli ospedali Covid in Campania e Lazio sono quasi pieni e mi preoccupano molto non tanto le terapie intensive, di cui si parla, ma le terapie subintensive perchè ci sono i pazienti infettivi che devono essere curati in un certo modo e i posti si stanno saturando già adesso. Figuriamoci quando arriverà l'influenza cosa succederà", ha detto. Al momento, comunque, la situazione è sotto controllo. "Non siamo al collasso no, ma siamo in una situazione di grandissima pressione. Siamo ancora in tempo ma dobbiamo farlo con spirito di concordia nazionale e senza polemiche. Nessuno vuole incolpare nessuno e dobbiamo dare risposte importanti a livello istituzionale, ma soprattutto le deve dare la popolazione", ha precisato.

"Ora ci sono Regioni che si sono fatte trovare più o meno preparate, e la mia preoccupazione è che questa preparazione non sia ancora adeguata a maggior ragione per quando arriverà l’influenza, e ci sono altre Regioni che si sono fatte trovare più impreparate, cioè non hanno aumentato quella capacità di testing che era presumibilmente necessaria e si è rivelata assolutamente necessaria”, ha sottolineato Ricciardi. "Rispetto a quello che ci aspetta, cioè una pressione enorme con l’arrivo dell’influenza, bisognava rafforzare il sistema di testing allargandolo a tutte le strutture, sia pubbliche che private che sono in grado di farlo, e poi con i pronto soccorso che in molti casi non hanno ancora fatto nemmeno i percorsi differenziati”, ha spiegato. “È stato sottovalutato il fatto storico che tutte le pandemie hanno una seconda ondata più pericolosa della prima. Non voglio colpevolizzare le Regioni, so che alcuni presidenti si sono risentiti per le mie dichiarazioni, ma voglio sottolineare che di fronte a una pandemia da virus respiratorio bisogna lavorare tutti insieme e basare le decisioni sull’evidenza scientifica. Nel momento in cui si ignora il messaggio che bisogna approfittare dei mesi estivi per prepararsi, allora si sbaglia”, ha aggiunto ancora l’esperto.

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Per Ricciardi “la chiusura della scuola è assolutamente da scongiurare così come è assolutamente da scongiurare un lockdown generale. In questo momento non c’è nessuna ipotesi di chiusura di esercizi commerciali o attività, si sta solo pensando a quali sono le possibili attività che prevedono assembramenti ingiustificati che riguardino attività non primarie, che possono essere in qualche modo limitate", ha concluso. 

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