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Caso De Luca, la giudice Scognamiglio: "Non ho violato i miei doveri"

Memoria di 10 pagine. "Inipotizzabile che abbia potuto disattendere i più elementari doveri di un magistrato per favorire la carriera di un uomo che non amo"

"Completamente estranea ai fatti e serena nell'accertamento della verità". Si dichiara così il giudice del Tribunale di Napoli, Anna Scognamiglio, coinvolta nell'inchiesta romana sul caso De Luca.

In una lettera inviata al Csm scrive: "I rapporti con mio marito erano e sono tali da rendere assolutamente inipotizzabile che io abbia potuto disattendere i più elementari doveri di un magistrato per favorire la carriera di un uomo che non amo". La Scognamiglio si dice "completamente a disposizione dell'autorità giudiziaria" e sottolinea il proprio "pieno spirito di collaborazione".

Il magistrato ha chiesto di essere interrogata, e l'audizione è stata già fissata per il 25 novembre. "Il computer di casa veniva utilizzato anche da mio marito che lo usava a casa per scrivere suoi provvedimenti e per raccogliere i curriculum e le domande che aveva nel corso degli anni presentato per accedere agli Albi di direttore Amministrativo e di Direttore Generale. Inoltre era usato per inviare e ricevere la posta elettronica della quale era nota la password anche a mio marito non trattandosi di posta istituzionale ma personale e usando la sottoscritta la consolle del magistrato solo in Tribunale per le questioni riservate. La decisione sul ricorso 'ex art 700 c.p.c.' ha di fatto comportato per De Luca la sospensione della sospensione dalla carica di Presidente della Regione in attesa delle decisione della Corte Costituzionale sulla legittimità della legge Severino. Anche il giudizio cautelare e, conseguentemente, quello di merito del processo De Luca, sono stati quindi sospesi in attesa di tale decisione in seguito alla rimessione degli atti alla Consulta". "Nessuna possibilità, quindi, - puntualizza - aveva la scrivente di incidere o decidere diversamente sulla posizione del De Luca. Ogni decisione definitiva, infatti, è sottoposta al vaglio preventivo di legittimità della Corte Costituzionale. Inoltre la decisione è stata presa senza alcun dissenso essendo ben nota agli altri giudici del Collegio la questione di diritto già in precedenza sottoposta ad uno studio della sezione per il caso De Magistris (ripeto analogo a quello De Luca) ed avendo già il Presidente Cioffi emesso un provvedimento di sospensione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri proprio per il processo De Luca trattato poi dal collegio nel contraddittorio delle parti".

Il giudice Scognamiglio tiene poi a precisare che "gli esiti della sola fase cautelare del giudizio De Luca sono stati sottoposti al vaglio di 7 giudici diversi (quattro in prima istanza) e altri 3 nel reclamo, e l'appendice dei consiglieri Foglia ed altri, da altri 4 giudici diversi prima di ritornare al collegio di cui ero componente relatrice". In definitiva, Scognamiglio intende "sottolineare, che poiché la decisione da prendersi era praticamente scontata, e poiché tale fatto era ben noto a tutti, ed in particolare anche ai legali del De Luca, qualsiasi tentativo di "induzione" nei confronti di quest'ultimo, sarebbe stato, oltre che non "idoneo" addirittura puerile da parte di chiunque lo avesse (certamente a mia insaputa) posto in essere". Scognamiglio infine segnala che, "dopo una settimana di assenza, sono tornata in servizio in quanto sono completamente estranea ai fatti che mi vengono imputati e serena nell'accertamento della verità. Non appena verrà restituito il fascicolo da Roma dopo il giudizio della Consulta (che è stato anche preceduto da altro presso la Corte di Cassazione) presenterò, ovviamente, domanda di astensione per il processo di merito presentato da De Luca per evidenti ragioni di opportunità . Voglio infine precisare che la carriera di mio marito non era da me osteggiata ma nemmeno favorita in quanto ero e sono assolutamente disinteressata ad essa ed, anzi, ho sempre temuto che un suo maggiore impegno professionale, potesse andare a scapito della sua presenza accanto ai figli".

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