Conferenza blockchain e sentenza "Why Not", il commento di de Magistris

Il sindaco ha aperto la due giorni "Insert Law to Continue" commentando anche, a margine, la sentenza della Corte di Cassazione a proposito delle inchieste di cui fu titolare da magistrato

Luigi de Magistris

"Una due giorni di grandissimo pregio", così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in apertura della due giorni "Insert Law to Continue". L'incontro è dedicato alla democrazia diretta, la risoluzione online delle controversie, lo sviluppo e la tutela dall'intelligenza artificiale e dalla robotica, la messa in sicurezza e la protezione del dato digitale, la tecnologia blockchain e l'uso di strumenti di pagamento come il bitcoin.

Si tratta, spiega il sindaco, di "un'occasione che mette insieme il Comune e l'Università Federico II con il Dipartimento di Giurisprudenza". Come Comune, prosegue il primo cittadino napoletano, "siamo stati iprimi a dotarci di una delibera su criptovaluta e blockchain. Siamo orgogliosi di questo, una delibera già in applicazione che diffonderà la sua azione propositiva e positiva in tutta la città per un'economia circolare e un'importante lotta a corruzione e trasparenza". "Napoli – ha spiegato – in questo è un laboratorio all'avanguardia".

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La sentenza su Why Not e Poseidone, il commento del sindaco

Luigi de Magistris ha anche commentato, a margine, la sentenza della Corte di Cassazione a proposito del processo su "Why not" e "Poseidon", la quale ha fatto cadere definitivamente le accuse nei riguardi di chi era sospettato di avergli illecitamente sottratto le indagini. "La storia non può essere cambiata – ha sottolineato l'ex pm – qualunque sia la motivazione della Cassazione. Il fatto storico è ricostruito in via definitiva, perché la Cassazione non può entrare nel fatto, quindi la sentenza della Corte d'Appello di Salerno in cui si parla di condotte, seppur prescritte, di abuso d'ufficio, quindi di sottrazioni illecite delle inchieste Why Not e Poseidone, al fine di danneggiarmi e avvantaggiare gli indagati è un fatto storico acclarato". "Leggo dichiarazioni molto affrettate da parte degli imputati senza ancora leggere la motivazione – ha aggiunto – però ci sono alcune cose chiare dalle quali non si può scappare". "Stiamo parlando di fatti di legittimitù e non di merito – sono ancora le parole del primo cittadino – la storia è e lo sarà per sempre, anche se dovessimo mettere una pietra tombale e io non potrò avere diritto a nessun risarcimento, che la revoca dell'inchiesta Poseidone e l'avocazione dell'indagine Why Not furono illecite, furono condotte di abuso d'ufficio seppur prescritte, quindi non si è dimostrata la corruzione ma l'abuso, e furono fatte al fine di danneggiare il pubblico ministero titolare dell'indagine Luigi de Magistris al fine di danneggiare l'imputato".

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