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Comune di Napoli, approvata la delibera sul Rendiconto 2018

Con 22 voti favorevoli e 1 contrario

Con 22 voti favorevoli e 1 contrario, il Consiglio comunale di Napoli ha approvato a maggioranza la delibera n. 187 del 30.4.2019 di proposta al Consiglio dell'approvazione del rendiconto per la gestione finanziaria 2018, la verifica in ordine al disavanzo di amministrazione applicato al bilancio di previsione 2019/2021 e la conseguente modifica del Piano di rientro approvato con deliberazione consiliare n. 21/2019, nonché variazioni del bilancio 2019/2021.

L'assessore al Bilancio Panini ha definito la delibera per l'approvazione del rendiconto 2018 un esempio di trasparenza e di responsabilità, che si colloca in un'ottica concreta di governo dell'Ente. Nel corso del 2018, ha illustrato l'assessore, sono intervenuti nuovi fattori che hanno permesso di aumentare l'efficienza dell'amministrazione in settori strategici con risultati importanti, come ad esempio l'incremento degli indici di riscossione, il contrasto all'evasione, una sensibile riduzione del disavanzo - pari a 78 milioni di euro - che si attesta ora a circa 1 miliardo e 625 milioni di euro.

Nel dibattito è intervenuta la consigliera Marta Matano (Movimento 5 Stelle), che ha evidenziato una sempre più ridotta programmazione di spesa da parte del Comune. Molte preoccupazioni destano i residui attivi (ammontano a 1,8 miliardi quelli non riscossi).

Federico Arienzo (Partito Democratico) ha evidenziato l'importanza di procedere al più presto a un inventario della situazione patrimoniale dell'Ente. "In mancanza dell'inventario, è evidente che c'è qualcosa che continuerà a non funzionare nell'alienazione del patrimonio".

Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle) ha evidenziato che la relazione al rendiconto 2018 è identica a quella del 2017. "All'epoca venne approvata una maxi mozione di accompagnamento per impegnarsi con i revisori a risolvere le criticità che vennero evidenziate, ad oggi tutti i punti della mozione sono stati disattesi e si sono ripresentati nel rendiconto di quest'anno".

Vincenzo Moretto (Lega) ha esordito enunciando la preoccupazione per un rendiconto suscettibile di un errore, recuperato con un emendamento: dalla relazione dei Revisori, infatti, emergevano criticità e, in mancanza di aggiustamento, il Comune risultava deficitario.

Manuela Mirra, presidente della commissione Bilancio, ha evidenziato che in base al consuntivo, l'ente non è da considerarsi strutturalmente deficitario.

Patrizia Magnoni, Segretario generale del Comune, rispondendo al consigliere Moretto, ha spiegato che ai sensi dell'articolo 239 del Tuel i revisori hanno pienamente assolto a quanto loro richiesto dalla norma.

Nella replica, il vicesindaco ha definito "un capolavoro" il rendiconto 2018, se si tiene conto del punto di partenza di questa amministrazione nel 2011, quando la Corte dei Conti aveva chiesto il commissariamento dell'Ente. È da lì che è partita la crisi di liquidità, alla quale vanno aggiunti i tagli ai trasferimenti degli ultimi anni, per oltre 800 milioni di euro, e l'entrata in vigore dell'armonizzazione contabile, che ne ha condizionato azioni e interventi.

Dopo il dibattito e prima della sospensione della seduta per circa un'ora e mezza per un confronto tra i gruppi di maggioranza, è intervenuto anche il Sindaco Luigi de Magistris: "Questo rendiconto non ha solo un valore economico ma anche politico, e consente di dare il via libera a una serie di importanti misure, a partire dalle duemila assunzioni che possono essere fatte. Serve ricordare anche l'importante lavoro, senza precedenti, fatto per garantire i servizi attraverso le partecipate. Sono straordinari i risultati ottenuti grazie al lavoro di una intera coalizione, e non ha senso questa senza la sinistra. È legittimo il momento del dissenso politico, però in questa sede la coalizione deve manifestare l'orgoglio per i risultati raggiunti".

Alla ripresa dei lavori, alla presenza di 23 consiglieri, il Sindaco ha parlato di un dialogo proficuo, nel quale sono stati forniti chiarimenti, utili a comprendere i motivi di un disagio.

Messa in votazione per appello nominale, con 22 voti favorevoli e 1 contrario la delibera è stata approvata a maggioranza.

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