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Bassolino: "Impegno a mantenere in ruolo almeno 300 docenti precari"

Antonio Bassolino, per mezzo di un comunicato, dichiara: “Come Regione Campania anche per quest’anno assumiamo l’impegno a mantenere in ruolo almeno 300 docenti precari” e chiede un tavolo interistituzionale

"Nel mondo della scuola, così come in altri campi, la crisi è ancora forte e continua a mordere. Sono proprio il Mezzogiorno e in particolare la Campania a pagare il prezzo più alto. Basta pensare che nell’anno scolastico 2009-2010, al Sud si concentrerà più del 50% dei tagli al personale e la Campania sarà in assoluto la regione più colpita”, dichiara il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino.

Proprio di oggi è la protesta dei precari nell'ufficio scolastico regionale e, con queste parole il presidente della Regione parla di un argomento quantomai rovente: “La qualità dell’istruzione e della formazione è un tema decisivo per il rilancio di un Sud che vuole stare al passo con le grandi sfide della modernizzazione e della crescita. Investire sulla scuola vuol dire scommettere sul futuro delle giovani generazioni, garantendo loro più diritti, più opportunità e più luoghi per la crescita civile e la cultura della legalità”.

  Il Governo faccia la sua parte mantenendo in ruolo almeno altri 300 docenti precari  
Quindi Bassolino promette: “Come Regione Campania anche per quest’anno assumiamo l’impegno a mantenere in ruolo almeno 300 docenti precari. Ma è necessario che anche il Governo faccia la sua parte, rispettando l’accordo preso con noi due anni fa e dunque mantenendo in ruolo almeno altri 300 docenti precari”.

Quindi, dalle promesse passa alla richiesta di un tavolo interistituzionale con il Governo, la Regione, le Province e i sindacati: “Noi pensiamo, però, che sia necessario andare oltre e fare un ulteriore sforzo come Governo come Regione. Per questo, occorre subito la convocazione di un tavolo interistituzionale con il Governo, la Regione, le Province e i sindacati per definire nuove possibili soluzioni. A 150 anni dall’unità d’Italia, investire sulla scuola e ridurre la differenza tra Nord e Sud sul terreno dell’educazione e della formazione è la scelta più importante da fare” conclude Bassolino.
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