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Antonio Bassolino

Antonio Bassolino

Bassolino attacca de Magistris: "Napoli, mai stata così divisa"

L'ex sindaco: "Ha il diritto-dovere di fare un discorso di verità, di parlare alla città, di fare una riflessione critica e di analizzare ciò che non è andato in questi due anni di sua amministrazione"

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, "ha il diritto-dovere di fare un discorso di verità, di parlare alla città, di fare una riflessione critica e di analizzare ciò che non è andato in questi due anni di sua amministrazione". Solo così, per l'ex governatore della Campania nonché ex sindaco di Napoli, Antonio Bassolino "si può evitare" quello che definisce "un grosso rischio". E cioé: "Un'agonia lenta della città".

Bassolino usa toni duri nei confronti del sindaco de Magistris. Alla luce dell'analisi del voto, nel corso di un dibattito organizzato dall'associazione Reset, descrive Napoli come una città "più isolata, divisa", "davanti ad un bivio". Il voto delle scorse politiche, ha spiegato nel corso di un confronto, ha avuto su Napoli ripercussioni ancora più forti perché "il Comune ha trascinato l'intera città nell'avventura politica", visto che sulla lista Rivoluzione Civile il "Comune si era fortemente impegnato". "Bisogna guardare avanti, bisogna reagire ad un sentimento che sento crescere in città e cioé non c'é nulla da fare. Non é vero che non c'é nulla da fare, Napoli deve superare le difficoltà come ha fatto tante altre volte". Per farlo, però, serve questo: "Che il sindaco faccia alla città un discorso verità. Se questo non ci sarà, per la città i tempi saranno molto duri".

Nel momento in cui a Napoli "c'é bisogno, oggi, del massimo di unità", per l'ex governatore della Campania, Antonio Bassolino, "abbiamo invece il massimo di divisione". Lui che è stato anche sindaco di Napoli, analizza l'esito delle scorse politiche e non risparmia affatto stoccate al sindaco Luigi de Magistris. "E' stato un bene per la città che la lista di Ingroia e de Magistris non sia riuscita ad ottenere neanche il quorum - ha spiegato nel corso di un dibattito - Napoli è una grande città, non è un comunello. Non ha bisogno di avere qualche amico in Parlamento, deve avere l'ambizione di avere tutto il Parlamento dalla sua parte. Il comune di Napoli deve saper dialogare con il Governo nazionale chiunque sia il Governo nazionale". Per Bassolino, "la città si è chiusa in se stessa".


"Esprimo piena vicinanza al sindaco e all'amministrazione per le vicende gravi e le tragedie, ho fatto il sindaco, so cosa significa - dice - però accompagno a questa vicinanza umana ad una forte critica e anche una sollecitazione". E la critica è questa: "un Comune dovrebbe avere come parola d'ordine dalla mattina alla sera, questa, unire, unire, unire. Un Comune dovrebbe unire la città invece in questi primi due anni di amministrazione abbiamo avuto un Comune che ha teso a dividere, dividere, dividere i cittadini". Ecco, per Bassolino, "il paradosso". "Nel momento in cui a Napoli c'é bisogno, oggi, del massimo di unità abbiamo invece il massimo di divisione. Napoli ha bisogno di tutto tranne che di una politica gruppettara - ha concluso - solo se c'é un discorso di verità si può poi chiedere a tutti e a ognuno di fare la propria parte. La città è in grado di fare la propria parte, il problema è indicare una strada. Se il sindaco lo fa, tanti cittadini risponderanno. Se il discorso verità viene ritardato e si continua ad andare avanti come se nulla fosse successo, il rischio è di un'agonia lenta della città. Un rischio da evitare ad ogni costo".

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