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Dal Governo 1,2 miliardi per Bagnoli: "L'obiettivo di completare i lavori entro il 2030 è più concreto"

Nel decreto legge Coesione, approvato dal Consiglio dei ministri, le misure volte ad accelerare la realizzazione di interventi di risanamento ambientale e rigenerazione urbana nel comprensorio di Bagnoli-Coroglio

"Avendo completato nei giorni scorsi un lavoro molto complesso e che ha visto il coinvolgimento di tutti gli interlocutori istituzionali, abbiamo finanziato per 1,2 miliardi di euro la bonifica e il recupero dell'area di Bagnoli. E' un finanziamento rilevantissimo, che ha una valenza non solo ambientale, ma anche e soprattutto sociale, economica e di prospettiva in quel territorio, che rappresenta un segnale molto importante e che mette in moto la quota del fondo sviluppo e coesione assegnato a quel territorio che consentirà, in sinergia con tutti i componenti della cabina di regia a partire dal sindaco di Napoli che è il commissario di Bagnoli, di poter avviare questi interventi". Così il ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, ha illustrato in conferenza stampa i dettagli delle misure volte ad accelerare la realizzazione di interventi di risanamento ambientale e rigenerazione urbana nel comprensorio di Bagnoli-Coroglio contenute nel decreto legge Coesione. 

Il decreto legge Coesione

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giorgia Meloni e del ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR Raffaele Fitto, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione.

Il provvedimento è volto a realizzare la riforma della politica di coesione che è stata inserita nell’ambito della revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) al fine di conferire unitarietà strategica e visione comune alle principali leve di sviluppo e coesione e di accelerare e rafforzare l’attuazione degli interventi finanziati dalla politica di coesione 2021-2027, mirati a ridurre i divari territoriali, in particolare nei settori delle risorse idriche, delle infrastrutture per il rischio idrogeologico e la protezione dell’ambiente, dei rifiuti, dei trasporti e della mobilità sostenibile, dell’energia, del sostegno allo sviluppo e all’attrattività delle imprese, anche per le transizioni digitale e verde.

I programmi di investimento interessati sono finanziati da 42 miliardi di euro di risorse europee e 32 miliardi di euro di risorse nazionali per il solo ciclo di programmazione 2021-2027, dunque 74 miliardi di euro di investimenti destinati a ridurre i divari territoriali.

Con la riforma, si assicura il coordinamento tra gli interventi dalla politica di coesione attuati a livello regionale e quelli attuati a livello nazionale, promuovendo la complementarietà e la sinergia tra gli interventi della politica di coesione europea e gli investimenti previsti dagli Accordi per la coesione e dal PNRR.

La prima parte del decreto contiene specifiche disposizioni mirate ad accelerare e rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse delle politiche di coesione europee, con l’individuazione di interventi prioritari in una serie di settori strategici condivisi con la Commissione europea, secondo un approccio orientato al risultato, con l’obiettivo di rafforzare il livello di efficacia e di impatto degli interventi.

I settori strategici sono:

  • risorse idriche;
  • infrastrutture per il rischio idrogeologico e la protezione dell’ambiente;
  • rifiuti;
  • trasporti e mobilità sostenibile;
  • energia;
  • sostegno allo sviluppo e all’attrattività delle imprese, anche per le transizioni digitale e verde.

Per realizzare questo coordinamento, le amministrazioni centrali e regionali titolari di programmi europei individueranno un elenco di interventi prioritari nei settori strategici che saranno monitorati a livello centrale per assicurare il rispetto dei tempi previsti. Il decreto prevede il rafforzamento della capacità amministrativa di tutti i soggetti impegnati a livello territoriale nell’attuazione della politica di coesione, con particolare attenzione al Mezzogiorno.

Inoltre, si attuerà un meccanismo incentivante per il conseguimento degli obiettivi: le amministrazioni regionali che saranno capaci di rispettare i tempi previsti per l’attuazione degli interventi potranno usufruire di un sostegno aggiuntivo da parte del Governo al cofinanziamento dei programmi europei. In casi di inerzia o inadempimento dei soggetti responsabili dell’attuazione saranno attuate misure di accelerazione ulteriore della realizzazione degli interventi prioritari, anche attraverso il ricorso a poteri sostitutivi.

Il decreto introduce poi misure per lo sviluppo e coesione territoriale quali, tra cui misure volte ad accelerare la realizzazione di interventi di risanamento ambientale e rigenerazione urbana nel comprensorio di Bagnoli-Coroglio. 

Il decreto interviene anche con misure per rafforzare l’occupazione delle categorie di lavoratori più svantaggiate e in generale nel Mezzogiorno. Si introduce il bonus giovani, che consiste nell’esonero dal 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro – nel limite massimo di 500 euro mensili – per 2 anni, per l’assunzione di giovani con età inferiore a 35 anni, donne e, nelle Regioni della Zona Economica Speciale unica del Mezzogiorno, anche degli over 35 disoccupati da almeno ventiquattro mesi. Il decreto prevede inoltre un bonus donne in favore delle lavoratrici svantaggiate, con l’esonero dal 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro per un massimo di 24 mesi – nel limite massimo di 650 euro su base mensile – per ciascuna lavoratrice assunta a tempo indeterminato. Il bonus si applica alle donne di qualsiasi età, con un trattamento di maggior favore per le donne residenti nel Mezzogiorno.

Con il bonus ZES, il provvedimento sostiene lo sviluppo occupazionale nella ZES unica del Mezzogiorno attraverso uno sgravio contributivo del 100% per un periodo massimo di 24 mesi nel limite di 650 per ciascuno lavoratore assunto, per i datori di lavoro di aziende fino a 15 dipendenti.

Sottosegretario Ferrante: "Bagnoli, più concreto l'obiettivo di completare i lavori entro il 2030"

“Con lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro previsti dal dl Coesione, l'impegno del Governo per la bonifica e il risanamento ambientale di Bagnoli compie un ulteriore passo in avanti. Si tratta di risorse importanti che consentiranno di attuare interventi strutturali per il rilancio dell'area, rendendo ancora più concreto l'obiettivo di completare i lavori entro il 2030. Nella cabina di regia di Palazzo Chigi abbiamo confermato l'immediata cantierabilità dei progetti previsti che riguardano la rigenerazione urbana, ma anche la realizzazione di nuove infrastrutture. Continueremo a lavorare per restituire ai cittadini un'area strategica, come quella dell'ex acciaieria Italsider, che diventerà un simbolo di rinascita per tutto il territorio”. E' quanto afferma in una nota il sottosegretario di Stato al ministero dei Trasporti, Tullio Ferrante.

Manfredi: "Con questo finanziamento si coprono tutte le opere previste a Bagnoli"

"Con questo finanziamento si coprono tutte le opere che sono previste a Bagnoli: il completamento della bonifica a terra, la bonifica a mare e la realizzazione delle infrastrutture. Appena sono diventato commissario di governo abbiamo dato grande impulso per avere i progetti esecutivi perché solo così si possono quantificare i finanziamenti necessari, che ora sono arrivati, e si possono realizzare le opere". Questo il commento del sindaco di Napoli commissario di governo per Bagnoli, Gaetano Manfredi sul finanziamento da 1,2 miliardi di euro contenuto nel dl coesione approvato dal Consiglio dei ministri.

Delle risorse stanziate - rileva l'Ansa - circa la metà riguarda la realizzazione degli interventi infrastrutturali e dunque il sistema stradale, il sistema fognario, con il rifacimento dei collettori, la realizzazione del water front e del parco urbano, mentre l'altra metà riguarda la bonifica a mare. Ad oggi per la bonifica a mare è già disponibile il progetto che prevede la rimozione completa della colmata, ma - come ricorda Manfredi - "è in corso un approfondimento per valutare una rimozione parziale così come ci è stato chiesto dalla Commissione di valutazione ambientale nazionale. I progettisti ci hanno chiesto sei mesi di tempo e quindi entro fine anno il progetto farà cantierabile".

Ora che c'è la copertura finanziaria, partiranno le gare a cominciare da quelle per realizzare le infrastrutture idrauliche e stradali e anche per il parco urbano, il cui progetto esecutivo si sta definendo in queste settimane: "La città di Napoli, una volta terminati gli interventi, sarà proprietaria del parco pubblico, del lungomare, delle infrastrutture stradali e dei sottoservizi, mentre per quanto riguarda i terreni ci sono investimenti privati e Invitalia opererà sul mercato per trovare investitori nazionali e internazionali per realizzare le opere private", conclude il primo cittadino partenopeo. 

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