Assise per Bagnoli, l'accordo del 17 luglio lascia ancora nodi irrisolti

Inaugurata oggi all'ex asilo Filangieri una serie di incontri seminariali per approfondire le questioni giuridiche, ambientali e urbanistiche riguardanti la riqualificazione dell’ex area industriale flegrea e le implicazioni dell’accordo firmato lo scorso luglio dal Governo, dalla Regione Campania e dal Comune di Napoli.

"Capiamo cosa è stato fatto e quali sono gli interventi da fare e soprattuto con quale tipo di interventi pubblici, perché non vorremmo che si ripetesse un ciclo che nella vita di Bagnoli è una sorta di refrain. Ci deve essere un controllo pubblico non soltanto degli organi statali ma anche della società civile organizzata". Sono queste le parole con cui Massimo Di Dato, dell'Assise Cittadina per Bagnoli, parla della bonifica di Bagnoli all'indomani dei risultati delle caratterizzazioni ambientali. L'occasione è data da un incontro seminariale, organizzato dall'Assise per Bagnoli, insieme a Napoli Monitor, all'ex Asilo Filangieri per approfondire le questioni giuridiche, ambientali e urbanistiche riguardanti la riqualificazione dell’ex area industriale flegrea e le implicazioni dell’accordo firmato lo scorso luglio dal Governo, dalla Regione Campania e dal Comune di Napoli.

Quello della bonifica però sarà il tema dominante del prossimo incontro perché gli esperti del settore stanno studiando i dati scientifici relativi alla caratterizzazione ambientale. Questo primo incontro seminariale si è focalizzato sull'analisi del quadro giuridico e dei procedimenti giudiziari in corso sull’area. Dopo la relazione introduttiva del prof. Luigi Ferrara, docente di diritto ambientale alla Federico II, su evoluzione e criticità del quadro normativo post SbloccaItalia, è intervenuta l'avvocato Claudia Esposito, dello studio Santoianni, che segue per i Verdi Ambiente e Società gli sviluppi del processo per truffa, mancata bonifica e danno ambientale. 

"Per quanto riguarda il processo che ha ad oggetto la mancata bonifica di Bagnoli", spiega l'avvocato Esposito, "o l'errata bonifica di Bagnoli, siamo alle battute finali. Domani ci sarà un'ulteriore udienza e a breve il tribunale si riunirà in Camera di Consiglio, quindi emergerà una verità processuale su questo caso lungo, che ha visto più di 70 udienze". "Quello che è stato evidenziato dalla perizia disposta dal Tribunale", conclude Claudia Esposito, "è la sussistenza del danno ambientale. Un danno ambientale causato, in gran parte, anche dagli errori fatti con la precedente bonifica".

Alla base dell'iniziativa portata avanti dall'Assise per Bagnoli c’è la convinzione che l’accordo firmato il 19 luglio, qualificato come “storico”, lasci irrisolti numerosi nodi strategici del processo di riqualificazione dell’area. Nonostante i molti errori commessi nella gestione economica dall'Iri e da Bagnoli Futura, per Massimo Di Dato, "le opere pubbliche che ci sono certo non possono essere buttate nel gabinetto. Avremmo di certo preferito avere un parco più che una porta del parco però abbiamo un parco dello sport per cui la perizia dice che è un'opera recuperebile e tra tutte quelle realizzate da Bagnoli Futura è quella che al quartiere interessa di più".

L'intenzione è quella di chiarire gli aspetti giuridici e finanziari, "C'è ancora un ricorso pendente alla Corte Costituzional che su certi aspetti ha dato ragione al Comune", conclude Di Dato, "aspettiamo di vedere se Invitalia ha la piena potestà costituzionale di agire su quelle aree. Evitiamo che arrivi qualche salvatore della Patria vero o presunto a reimbastire delle attese che potrebbero invece essere smentite".

Dal punto di vista urbanistico all'Assise per Bagnoli, qualche conto ancora non torna "Non sappiamo dove sono i 672 milioni di euro di cui si parla, i trasporti sono stralciati dal progetto di Invitalia", conclude Di Dato.

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