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Acqua pubblica in pericolo? Il Comune di Napoli rassicura: nessuna privatizzazione di Abc

I comitati protestano per l'estromissione, nel nuovo statuto dell'azienda speciale approvato dalla giunta Manfredi, di due esponenti delle associazioni ambientaliste

Il Comune di Napoli si impegna a mantenere la natura pubblica di Abc. Sono le rassicurazioni che Sergio D'Angelo, capogruppo di Napoli Solidale, riporta di aver ottenuto in un incontro col sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

"Ho voluto incontrare il Sindaco Manfredi per chiarire la posizione dell'Amministrazione comunale riguardo alla gestione pubblica dell’acqua e le preoccupazioni espresse dai comitati per l’acqua pubblica - scrive D'Angelo - Con il Sindaco, abbiamo ribadito il nostro impegno a mantenere la natura pubblica di Abc, contrariamente alle voci di una sua possibile privatizzazione tramite l’approvazione del nuovo Statuto".

"Sin dall’inizio - racconta il consigliere comunale, che di Abc è anche ex commissario - ho sostenuto il referendum e il processo istituzionale per la pubblicizzazione della risorsa idrica, contribuendo al consolidamento di Abc sia a livello manageriale che tecnologico. La gestione pubblica dell’acqua e la partecipazione popolare sono fondamentali per la democrazia, e continuerò a sostenere questi valori in Consiglio Comunale. Le modifiche proposte al nuovo Statuto sono state criticate dai comitati per la presunta 'espulsione' dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste dal cda, la riduzione del ruolo del comitato di sorveglianza, e la soppressione del bilancio ecologico partecipato. Vorrei chiarire che non c'è intenzione di trasformare Abc da azienda speciale in Spa, e che ogni decisione in merito sarà discussa con i comitati e l'amministrazione".

"Per quanto riguarda i rappresentanti delle associazioni ambientaliste, è necessario valutare se la loro presenza nel cda abbia effettivamente garantito il controllo pubblico. Potrebbero invece svolgere - aggiunge ancora D'Angelo - una funzione di vigilanza ambientale nel comitato di partecipazione e sorveglianza, rafforzando così la governance partecipata. Infine, la soppressione del bilancio ecologico partecipato si basa sul fatto che negli ultimi 11 anni non è stato redatto. Con l’adozione della direttiva europea n. 2464, gli enti pubblici saranno obbligati a pubblicare dati sull’impatto ambientale delle proprie attività, rendendo superfluo un bilancio ecologico parallelo. Il nostro gruppo consiliare è pronto a sostenere un dialogo costruttivo con l'amministrazione e i cittadini per assicurare una gestione pubblica e trasparente dell’acqua, in linea con le direttive nazionali ed europee e con gli obiettivi della transizione ecologica".

La modifica dello statuto

La settimana scorsa la giunta Manfredi ha varato la modifica dello statuto dell'azienda speciale del Comune di Napoli  Abc (Acqua Bene Comune), una modifica che ha scontentato i comitati ambientalisi estromessi dal cda (per i componenti del quale peraltro sono state per la prima volta dalla fondazione dell'azienda introdotte delle indennità) e portato alle dimissioni la presidente Alessandra Sardu.

Una situazione che ha portato in piazza Padre Alex Zanotelli, da sempre protagonista della battaglia per l'acqua pubblica, insieme ad Alberto Lucarelli (docente di Diritto Costituzionale alla Federico II impegnato sul fronte della tutela dei beni comuni), e la consigliera regionale Maria Muscarà.

Intanto l'affidamento del servizio all'azienda speciale scadrà nel 2027, quando effettivamente la possibilità che l'azienda si trasformi in Spa e apra ai privati esiste.

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