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De Magistris con i suoi legali (foto M.Parisi/NapoliToday)

De Magistris con i suoi legali (foto M.Parisi/NapoliToday)

Legge Severino, accolto il ricorso di de Magistris: resta in carica

Il Tribunale di Napoli ha accolto il ricorso presentato dal primo cittadino partenopeo, che dunque non sarà sospeso nuovamente

Il Tribunale di Napoli ha accolto il ricorso presentato da Luigi de Magistris contro la sospensione per effetto della Legge Severino.

Il Sindaco di Napoli potrà restare regolarmente in carica, dunque, senza essere nuovamente sospeso. De Magistris si era sin dall'inizio detto sereno e fiducioso sull'accoglimento del ricorso.

Il primo cittadino, con accanto il suo pool di legali, ha esternato in conferenza stampa a Palazzo San Giacomo, pochi minuti dopo le 15, tutta la sua soddisfazione: “Abbiamo fatto giurisprudenza. Si tratta di uno straordinario risultato giuridico e istituzionale. Questa è una pagina che rimarrà scritta nel diritto del nostro Paese. Io, però, avrò piena soddisfazione solamente quando il Tribunale di Roma riformerà la sentenza del settembre 2014”.

“Il danno ha rischiato di essere irreparabile – ha proseguito l'ex pm - . Non è stato facile lavorare per mesi con questa spada di Damocle. Sembrava quasi che dovessi rincorrere il diritto di governare la città, pur essendo stato eletto democraticamente dalla gente. La Legge Severino non esisteva al tempo della mia elezione. Una nuova sospensione sarebbe stata l’ennesima ingiustizia nei miei confronti. Ora, però, guardiamo avanti”.

De Magistris ha inevitabilmente poi ripercorso gli ultimi nove mesi: “C’è stato un forte accanimento istituzionale in questa vicenda. Si sono consumate vendette politiche e ci sono stati tanti trabocchetti nei miei confronti. Per questo si tratta di una vittoria politica, ma soprattutto umana. La battaglia non è finita. Sono 15 anni ormai che vivo lavorando e contestualmente difendendomi,  ma non ho mai mollato e mai lo farò. Più mi ostacolano, più mi caricano perché vuol dire che sto lavorando bene. In questi mesi si è cercato in tutti i modi di farmi cadere. Tutte le forze politiche si sono scatenate contro di me, chiedendo che andassi a casa. Nessuno avrebbe scommesso sul fatto che sarei riuscito a resistere a questo ‘tsunami’ istituzionale”.

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