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Un Posto al Sole, lascia un altro volto storico. “Ma Marina farà un rientro eclatante”

L'intervista di Today a Fabio Sabbioni, produttore creativo per la società Fremantle che produce la soap di Rai3

Non tutti i telespettatori sono entusiasti di alcune piccole rivoluzioni in corso nel cast di Un Posto al Sole. Del resto parliamo di una soap di lunghissima data e incentrata sulla ricorsività di personaggi e situazioni, quindi non sorprende lo smarrimento dei fan più appassionati.

Ma cosa è successo in queste settimane? Innanzitutto l'inaspettata partenza di Marina (Nina Soldano) da Palazzo Palladini, poi l'incidente a Guido (Germano Bellavia) e la sua uscita di scena, Alex è volata a Madrid (Maria Maurigi), e persino un personaggio “delle origini” come Angela (Claudia Ruffo) sta per andar via.

Donatella Polito di Today ha contattato Fabio Sabbioni, produttore creativo Fremantle, società produttrice di Upas, per capire meglio cosa sta succedendo, anche perché qualcuno parla di soap in crisi economica laddove l'ipotesi non trova conforto nei dati, con addirittura la puntata del 13 gennaio record storico di ascolti (2 milioni, share del 7,2).

Nina Soldano, Germano Bellavia, Maria Maurigi: in questo periodo sono tanti gli attori che stanno salutando i fan di Upas. Cosa succede? Solo esigenze narrative o c’è qualche altro motivo legato al loro allontanamento?
Girano vere e proprie fake news: forse, come nel caso di Nina Soldano, è perché si tratta di personaggio molto importante, forse per una combinazione di uscite che in passato non c’era mai stata… In realtà noi facciamo così da sempre: da sempre i personaggi di ‘Un posto al sole’ escono e poi rientrano. Guido Del Bue, per esempio, a un certo punto esce di scena ogni anno. I motivi per cui ciò accade sono due: o perché è lo stesso attore che chiede di uscire temporaneamente per poter fare qualcos’altro o prendersi semplicemente una pausa (intenzione che deve comunicarci per tempo, così da permetterci di scrivere qualcosa che permetta di fare uscire il personaggio in modo organico dalla storia); oppure perché sono proprio le storie a richiedere la pausa di quel personaggio: a ‘Un posto al sole’ ne abbiamo tanti e non sempre c’è una ispirazione viva su ognuno di loro. A volte abbiamo storie forti, altre volte sono create per essere di contorno. L’uscita, tra l’altro, crea anche la possibilità di costruire una storia forte nel rientro: piuttosto che far ‘vivacchiare’ per mesi un protagonista, si preferisce farlo uscire per poi permettergli di rientrare con una motivazione forte che catturi l’interesse di tutti".

Con Nina Soldano cos’è successo?
"Gli attori hanno contratti annuali che ogni anno si ridiscutono, c’è una trattativa com’è normale che sia. Ma questo non è stato affatto il motivo che ha determinato l’uscita del suo personaggio, non è vero che non c’è stato un accordo contrattuale con Soldano".

In questo momento, quindi, se diversi attori hanno lasciato la soap è solo per una serie di coincidenze, sia di tipo narrativo che legate alle esigenze degli attori.
"Sì, assolutamente. Il personaggio di Alex, per esempio, in questo momento è uscito perché l’attrice (Maria Maurigi, ndR) ha chiesto una pausa; stessa situazione per Angela (Claudia Ruffo) che comunque tornerà: nel suo caso avevamo bisogno anche noi di staccare un attimo per lasciare spazio ad altre storie che stanno nascendo. Lo spazio narrativo ha dei confini, per cui non può contenere tutti i protagonisti nello stesso tempo. C’è una sorta di turnazione che impone qualche pausa".

Nessun addio definitivo?
"Nulla è definitivo: ci sono delle volte in cui l’attore si sente di voler uscire per provare nuove esperienze, prendersi un po’ di pausa per poi tornare. In passato è successo con il personaggio di Filippo (l’attore Michelangelo Tommaso): è andato via per fare altri lavori e poi è tornato".

Quindi ‘Un posto al sole’ gode di ottima salute.
Un posto al sole è un prodotto strategico per la Rai e per Rai Tre soprattutto, non è mai stato pensato di chiuderlo: è un appuntamento fisso ormai”.

Come mai avete scelto di non trattare un tema come la pandemia e il Covid nella trama di ‘Un posto al sole’ che è sempre stata attentissima, giorno per giorno, alla stretta attualità? Non temete che a lungo andare si crei uno scollamento eccessivo dalla realtà tale da snaturare lo spirito caratterizzante della serie stessa?
È stata una scelta dolorosa non inserire l’argomento nella trama di una serie che proprio nella stretta attualità trova da sempre il suo punto di forza e la sua caratteristica principale, la stessa che poi la rende meno ‘soap’ di tante. Il problema, in un certo senso, è di tipo tecnico: le storie vengono pensate cinque mesi prima della messa in onda, tempo necessario che va dalla scrittura alla revisione, passando poi alle riprese, al montaggio, alla lavorazione del suono. Ci sono tante situazioni di calendario (il Natale, la Giornata della Memoria, gli eventi calcistici, per esempio) o temi sociali (la situazione dei biker, altro spunto) che hanno un largo respiro e, come tali, possono essere previsti con anticipo. Ecco perché l’argomento ‘pandemia’ per noi è un problema: adesso dovremmo scrivere qualcosa che non contrasti con la realtà che sarà tra cinque mesi e noi non possiamo sapere cosa avverrà, soprattutto in una situazione imprevedibile come questa che stiamo vivendo. In passato ci venne contestato di non aver affrontato il problema dei rifiuti a Napoli, ma fu proprio per questo motivo che non venne trattato, perché le storie che andavano in onda in quel periodo erano state scritte mesi prima, quando il problema non c’era, e trattarlo sarebbe significato trasmetterlo quando ormai non era più attinente alla quotidianità. Alla fine, però, credo che tanti spettatori abbiano voglia di non sentire di parlare di pandemia, almeno per mezz’ora… È come se tra noi e loro sia stato stretto un nuovo patto: “Sappiamo qual è la situazione, ma facciamo finta che non ci sia”.

Una scelta importante, considerando come i personaggi vivano la stessa quotidianità degli italiani da 25 anni…
Già. Quando ci siamo fermati nel primo lockdown che ha determinato lo stop di tutte le attività produttive, ci siamo chiesti come fare e cosa fare per non dare l’idea di essere scomparsi. È nato così ‘Un posto a casa’, realizzato con non poche difficoltà e andato in onda su Raiplay nel periodo di interruzione delle riprese della soap, che ha fatto comprendere come i personaggi fossero in qualche modo inseriti nella realtà di ‘clausura’ che gli italiani stavano vivendo”.

Ma vista la perdurante situazione segnata dalla pandemia, pensate di farne accenno in qualche modo nella trama?
Certamente questa non è una regola assoluta: di sicuro la difficoltà economica derivata dalla pandemia e inserita nel tessuto sociale del Paese verrà trattata, proprio perché ci sono degli effetti che hanno un respiro temporale molto più ampio e, come tali, possono essere affrontati”.

C’è un’anticipazione che può darci sulle prossime puntate? Colpi di scena in arrivo?
La cosa più eclatante è il ritorno di Marina: l’abbiamo lasciata sconfitta con un Roberto Ferri solo al comando, ma tornerà alla grande e il suo sarà un ruolo fondamentale”.

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