Cannavacciulo: “Il Covid? Gli abbiamo sbarrato le porte di MasterChef” (FOTO E VIDEO)

Lo chef napoletano, insieme ai suoi colleghi stellati Giorgio Locatelli e Bruno Barbieri, parla della decima edizione del talent culinario che quest’anno è più multiculturale che mai

Nulla ferma la X edizione di MasterChef Italia, neanche il Covid-19. Da giovedì 17 dicembre torna il talent culinario che resta uno dei pilastri di Sky Uno. Per il secondo anno consecutivo ritornano, più affiatati e complici che mai, gli chef stellati Antonino Cannavacciuolo, Giorgio Locatelli e Bruno Barbieri, il leader indiscusso essendo, per 10 anni consecutivi, giudice di MasterChef.

Un trio eterogeneo che ha dato una nuova freschezza al programma, merito anche delle loro diversità: Barbieri (durante i live cooking per le selezioni è stato il giudice che ha spaventato di più i candidati) si è sempre distinto per la sua attenzione alla perfezione in cucina e la sua eleganza; Cannavacciulo, è un mix di rigore e ironia tutta partenopea; lo chef Locatelli è l’empatico del gruppo, lui porta in cucina spirito british, innovazione e attenzione al dettaglio.

Per il decimo anno, che coincide con l’anno della pandemia, passione, pizzico di follia, istinto di sopravvivenza e sana rabbia per risalire la china sono gli ingredienti base per i giudici, soprattutto in un’edizione dove il livello dei concorrenti scelti è superiore rispetto agli anni precedenti. Dopo aver superato una selezione durissima, gli aspiranti chef si dovranno confrontare con sfide ancora più intense.

“Nei concorrenti di quest’anno c’è tanta passione, ma forse sono ancora più agguerriti. Subito si sono create delle dinamiche e si sono messi in mostra con i loro piatti. Ci sono persone che potrebbero già lavorare nei ristoranti ed è più stimolante per noi. Sono anche stato più duro del solito durante le selezioni perché era necessario scegliere concorrenti di alto livello. Ho tirato fuori il diavolo che è in me perché quest’anno i candidati devono sapere ciò che fanno, altrimenti, meglio che stiano a casa. Poi, tra di noi, un giudice più cattivo ci vuole” dice Barbieri.

Le sfuriatone da gigante buono di chef Cannavacciulo ci sono eccome, ma lui fa da punto di congiunzione mediando tra le posizioni del severo Barbieri e del meno rigido Locatelli, più ben disposto nei confronti degli aspiranti chef.

“Voglio fare i complimenti agli autori per aver trasformato in positività i limiti imposti dal Covid. Questo ci ha permesso di fare una preselezione dei concorrenti online. Conoscerli via zoom significa vederli nel loro privato e, quindi, ci ha aiuto già a capire le loro potenzialità. Quest'anno poi si è rafforzata la sintonia tra noi tre. Ci siamo molto divertiti” racconta alla stampa Antonino Cannavacciulo, evidenziando quanto sia cresciuta la complicità tra lui e i suoi colleghi.

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Dieci anni di MasterChef

MasterChef ha il merito di aver rilanciato la gastronomia, mostrandola come nessuno aveva mai fatto. Ha trasformato gli chef nelle nuove star aprendo la strada a fin troppi talent, reality e programmi culinari. Ma MasterChef rimane unico.

In questi 10 anni ha incoraggiato gli italiani a giocare con il cibo trasformandolo anche in intrattenimento. Per lo chef napoletano è un allenamento per poi tornare in cucina per inventare. Un format ben collaudato che ha contribuito a far crescere l’attenzione degli italiani attorno al cibo: “In 10 anni è cresciuta l'Italia del food. Grazie a MasterChef le persone badano all'impiattamento e alle le etichette dei prodotti che usano. Ogni anno MasterChef presenta ingredienti che in Italia non si trovano e, quindi, diffonde piatti nuovi e fare ricerche per portare novità non solo nelle cucine degli chef ma anche nelle case degli italiani”.

A fargli eco è Bruno Barbieri: “MasterChef ha sdoganato il cibo. Ha fatto scoprire tante storie gastronomiche presenti in Italia facendo conoscere piccoli produttori che non hanno la possibilità di entrare nel grande mercato”.

Con MasterChef tutti si sentono chef, liberi di dare sfogo alla loro creatività attraverso il cibo.

L’inclusivià della cucina è sempre stata la punta di diamante del programma e in quest’edizione, non proprio facile, è una chiara parola d’ordine.

“Questo Masterchef è bello perché è senza barriere. Sono presenti tutte le culture ed etnie. Riguardo al Covid? Siamo riusciti a sbarragli le porte degli studi” dichiara Cannavacciulo riferendosi ai 21 cuochi amatoriali che quest’anno formano una masterclass variegata e multiculturale.

La simpatia, ingrediente segreto di MasterChef

Risate ed emozioni, insieme al talento e alla tenacia, tengono banco alla macchina di MasterChef Italia.

Ma quanto incide la simpatia dei concorrenti?

Secondo Cannavacciuolo è un ingrediente aggiuntivo ma resta principale l’essere dei fenomeni tra i fornelli: “Il piatto resta in primo piano. Se non si è validi in cucina non si fa avanti. E’ ovvio che la simpatia è un ingrediente in più. Un blocco di concorrenti ci ha fatto divertire molto. Tanti sono abili e talentuosi e mi piace vedere nei loro occhi la luce di speranza. Questa crisi ha forse dato l'opportunità a molti di puntare sulle loro passioni e hanno visto in MasterChef una seconda opportunità per ricominciare. Se vedi solo padelle che bruciano anche a noi stimola poco".

MasterChef nell’anno del Covid-19

La produzione di MasterChef è instancabile. Il team lavora tutto l’anno per le stagioni future e quando è arrivato il lockdown stavano già lavorando ai casting. E’ la prima volta che Masterchef si è dovuto fermare. In quei mesi di stop si sono cercate le risposte a un’unica domanda: Come fare MasterChef in piena pandemia?

Una crisi di questo tipo spinge a trovare soluzioni creative ed è ciò che hanno fatto gli autori e i produttori di Endemol Shine Italy per Sky per elaborare un piano strategico.

La ricerca dei concorrenti è stata precisa e intensa, infatti tutti i concorrenti sono ad altissimo livello, una caratteristica probabilmente accentuata da come la cucina è stata regina del primo lockdown, sollecitando sogni presi dal cassetto e che nel programma cercano una seconda occasione per reinventarsi.

Le preselezioni sono avvenute in Zoom dove, con un video, i candidati presentavano un piatto preparato da casa per poi arrivare in studio per i Live Cooking per cucinare il loro fiore all’occhiello con gli ingredienti presi da una grande dispensa messa a disposizione dalla produzione visto che quest’anno è vietato portarli da casa, un elemento che ha contribuito a misurare il valore dei candidati.

Tutte le norme anti-Covid sono state adottate alla lettera: logistica modificata e ampliata per favorire il distanziamento; concorrenti scelti hanno fatto 14 giorni di quarantena; sanificazione continua; le porzioni degli assaggi non avvengono negli stessi piatti.

Le nuove regole da seguire sono state integrate nel format come spunto per nuove sfide sempre più complesse per gli aspiranti chef.

Per il resto, la liturgia del programma c’è tutta: le sfide destinate ai grembiuli grigi; ci sono le Mystery Box e il temuto Pressure Test. Torna lo Skill Test una prova a sorprese eliminatoria molto tecnica, sviluppata su tre livelli di difficoltà crescente su una specifica abilità.

Continua la filosofia eco-friendly promuovendo il consumo consapevole ed ecosostenibile. Accanto al rispetto per l’ambiente, MasterChef da sempre si impegna anche nella lotta contro gli sprechi e la gran parte degli alimenti non impiegati per le prove è stata donata all’Opera Cardinal Ferrari Onlus di Milano.

Su come evitare di sprecare il cibo e come riciclarlo, chef Cannavacciuolo dà qualche dritta: “Il recupero più furbo è riciclare il cibo come ripieno di un primo piatto. È gustoso, d’altronde, ci sono tante ricette prese dai nostri nonni per evitare gli sprechi".

La crisi della ristorazione

La crisi del settore della ristorazione continua a incancrenirsi e con l’arrivo delle feste natalizie non sembrano esserci grandi spiragli. L’aspirazione di far essere l’Italia zona gialla per il Natale barcolla e affossa ancora di più la filiera e chi ci lavora.

Il malcontento e le proteste sono ormai il menu del giorno e Cannavacciulo, Barbieri e Locatelli non mancano di fare una lucida analisi su ciò che sta accadendo in Italia.

“Ora bisogna stare calmi. Metter legna sotto al fuoco adesso non serve a nulla" dice perentorio Antonino Cannavacciulo e continua “Non è un momento facile. riflessioni Dobbiamo essere pronti a fare delle riflessioni che siano concrete, senza fare casino. I politici dicono che non hanno soldi e se oggi daranno qualcosa, saranno solo futuri debiti che pagheranno i nostri figli. Personalmente cerco di stare accanto ai ragazzi che lavorano con me e di sostenerli. Finché c’è per me, ci sarà per loro.

Dello stesso parere è Bruno Barbieri: “Concordo con Antonino fare confusione ora non serve. La ristorazione ha un PIL importante per il Paese e bisogna trovare dei modi per tenerla in piedi. Dobbiamo sederci attorno a un tavolo per pensare al futuro e trovare soluzioni. Dobbiamo ripartire e capire cosa non ha funzionato visto che da noi la situazione è stata drammatica economicamente. Poi, sarebbe preferibile, se meno persone parlassero adesso. Noi siamo artigiani e dobbiamo puntare su questo anche per trovare la nostra forza e, poi, noi italiani siamo abituati a rimboccarci le maniche dopo le grandi crisi”.

Giorgio Locatelli vive e lavora a Londra e sottolinea le differenze su come si stia gestendo la situazione: “Io sono a Londra e da oggi ritorniamo a un nuovo lockdown dopo due settimane in cui i ristoranti hanno lavorato benissimo. In questo momento la ristorazione ha bisogno di una mano. Non dimentichiamo, che funziona con l’incasso giornaliero e se questo manca, è la fine. Anche a Londra 1 ristorante su 4 smettere, nel 2021 cesserà di esistere. Però, in Inghilterra, la cassa integrazione ha funzionato benissimo, forse perché è più semplice e ha garantito la sopravvivenza del personale. Ciò non è accaduto in Italia. Le risposte non le daranno mai i politici, ma dipende solo da noi”.

In un momento come questo, il talent cooking più famoso al mondo non può non confrontarsi con la realtà degli ultimi mesi. Già nelle edizioni precedenti, molti dei partecipanti hanno visto in MasterChef un’occasione per dare una svolta alle loro vite.

Il fattore crisi potrebbe avere un peso rilevante nel percorso del programma. Non è escluso che i tre chef stellati potrebbero cercare di aiutare i talenti che saranno scoperti alla fine di MasterChef X.

Cannavacciuolo sarebbe il primo a non tirarsi indietro se qualcuno di loro volesse continuare la sua formazione in uno dei suoi ristoranti: "È una cosa che abbiamo fatto sia io che Bruno. Negli anni passati tre o quattro ex concorrenti sono passati nelle mie cucine. Ben venga se anche quest’anno se i più talentuosi volessero continuare a lavorare con me. In questi mesi che siamo a contatto con i concorrenti vediamo la loro passione e capiamo se è reale o se è solo una vetrina. Quest'anno i ragazzi sono tutti preparatissimi e abbiamo inserito prove tecniche difficili. Durante MasterChef i ragazzi studiano molto a telecamere spente”.

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