Livio Cori: "Non ho ucciso io Liberato! E' vivo e vegeto"

L'artista napoletano ha rilasciato una lunga intervista a Maxim Italia

Livio Cori

"Avrei ucciso Liberato? Non credo proprio, siamo due persone diverse, io ho fatto il cattivo solo in Gomorra e nella serie Liberato non c’era quindi non l’ho potuto uccidere. Comunque per vostra informazione Liberato è vivo e vegeto e a giugno farà il suo concerto e quindi lo rivedrete sicuramente!”. Così Livio Cori, reduce dal Festival di Sanremo, in una lunga intervista rilasciata a Maxim Italia.

L'artista napoletano sarà nel cast della quarta serie di Gomorra: "Ho capito subito che era una roba che mi sarebbe piaciuto fare. Mi ha proiettato in un altro mondo perché ero completamente estraneo a tutto ciò che era il cinema o il teatro anche se sono molto appassionato. Nel momento in cui mi è stato offerto di partecipare alla serie sono rimasto un po’ incredulo, ma visto che stavano cercando un certo tipo di personaggio, e a me alla fine piace lanciarmi in cose nuove, ho accettato. Mi piace molto fare l’attore. Mi riesce anche bene pure Nino me l’ha detto! Il segreto è che io, quando faccio le cose, mi devo divertire. Se prendo troppo la cosa come lavoro finisce tutto il gioco. Fin quando mi divertirò continuerò a farlo. In questo momento sono molto concentrato sulla musica ma in futuro non precludo nulla, anzi posso dirvi che ci sarà sempre altro, è una cosa che mi piace a tal punto che penso di poter fare altro".

Un'altra bella esperienza è stata sicuramente quella di Sanremo, in coppia con un mostro sacro della musica come Nino D'Angelo: "E’ stata una esperienza molto emozionante. E’ stata una settimana di scuola per me dove ho imparato tanto.  E’ servita a conoscermi meglio anche artisticamente e a conoscere meglio il mondo della musica italiana. Emozioni fortissime, la prima volta è proprio così come me l’avevano raccontata chi c’era già stato. Io che non sono un fan dei featuring o dei duetti, mi sono detto che, se proprio avessi dovuto farlo, il mio sogno sarebbe stato cantarlo con Nino D’Angelo. Non avrei mai immaginato che potesse essere una cosa realizzabile. Per noi napoletani Nino D’Angelo è un’icona, è il sogno di tutti i cantanti napoletani che vengono da un certo tipo di background".

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"La mia vita è un po’ cambiata soprattutto quando vengo a Napoli. Me ne accorgo dal fatto che adesso per strada mi riconoscono, ma se ti devo dire la verità non ho ancora avuto un momento in cui sedermi per realizzare quello che ho fatto durante le scorse settimane. Sto lavorando molto su tutto ciò che di buono viene dopo il Festival, dal lancio del mio album alla preparazione dei live. 'Montecalvario' è l’album del ritorno a casa, perché io per un anno mi sono allontano per andare a vivere a Milano, per lavorare alla mia musica. Nel 2017 sono risceso a Napoli per girare “Gomorra”. Questo ritorno mi ha fatto riscoprire delle cose della mia città che scopri solo quando ti sei allontanato da casa o da qualcosa. La lontananza spesso ti fa rivedere alcune cose in maniera diversa. Tornare a casa mia, nel mio quartiere, nella mia città mi ha molto ispirato. Dove mi colloco nella scena musicale napoletana? Mi vedo sicuramente nella nuova scuola. A Napoli oggi c’è molta attenzione al nuovo, musicalmente è tornata di moda e c’è tantissimo fermento. Stanno emergendo tanti nuovi artisti, rapper che stanno facendo grandi numeri qui e che presto sentirete anche nel resto d’Italia. Ragazzi che hanno già una buona fan base e stanno prendendo sempre più piede, ecco io mi riconosco in questa nuova generazione", ha aggiunto Livio Cori. 

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