Giulia Molino: “Ad Amici ho imparato ad essere più forte!”

La giovane cantautrice campana arrivata sul podio del talent show di Maria De Filippi supera i 5 milioni di views con ‘Va tutto bene’ e intanto lancia sul web ‘Camice Bianco ’, canzone dedicata a coloro che lavorano negli ospedali

Giulia Molino

‘Va tutto bene’ sembra propizio. Eppure Giulia Molino ha scritto questa canzone, che ha dato il titolo al suo album, in tempi non sospetti ed è arrivata sul podio di Amici 2020, conquistando il terzo posto dopo il ballerino Javier Rojas e la vincitrice Gaia Gozzi. 

Nata a Scafati in provincia di Salerno da una famiglia napoletana, sin da piccola mostra una grande passione per la musica. Nel talent di Maria De Filippi sognato da milioni di giovani cantanti e ballerini, Giulia ha dimostrato tutta la sua versatilità: è cantautrice e all’occorrenza anche rapper. E’ determinata e matura, ha un forte senso di responsabilità, tanto da sembrare più grande. Lo fa attraverso la sua musica, quando parla di argomenti importanti come in ‘Nietzsche’, il rap con cui è stata scelta per partecipare alla scuola di Amici, dove affronta la sua lotta adolescenziale contro l’anoressia, oppure quando parla di ciò che sta accadendo adesso in Italia. Ha le idee chiare Giulia e a sprazzi si fa sentire la freschezza dei suoi 21 anni, soprattutto quando immagina l’incontro con i suoi fan. Quando lo descrive lo fa con quel tipico entusiasmo che appartiene a quell’età. Giulia piace anche per questo e quei fan che desidera tanto incontrare, quando potranno finalmente riprendere i live, sono davvero tantissimi sui social: è stata tra i ragazzi più seguiti dell’edizione di quest’anno e anche la più votata dal pubblico da casa, posizionandola sempre al primo posto nel televoto durante la serata finale del programma.

Da Amici di Maria De Filippi all’inno della quarantena dedicato a chi lavora in ospedale

Il suo ‘Va tutto bene’, che è su tutte le piattaforme streaming, ha già superato 5 milioni di stream e da poco è uscito anche nella sua versione fisica entrando in TOP 10 nella classifica dei dischi più venduti della settimana TOP OF THE MUSIC FIMI/GfK Italia. Una bella soddisfazione per Giulia che sorprende con il lancio sul web di un brano fuori album ‘Camice Bianco’.  Giulia l’ha scritta di getto durante questo periodo di quarantena, dedicandola a tutti i medici, infermieri, OSS e volontari che trascorrono ogni giorno tra le mura di un ospedale e come tutte le canzoni scritte di getto arriva dritta al pubblico: “C’è chi trascorre le proprie giornate fra le mura di un ospedale, sperando di sopravvivere, di sentire, giorno dopo giorno, il proprio respiro riacquisire forza. Altri vorrebbero riabbracciare le persone che amano, mentre sono state costrette dalle circostanze a salutarle tramite i vetri di una finestra o attraverso lo schermo di un cellulare. E poi ci sono i medici, infermieri e volontari, che ogni santo giorno dedicano la propria esistenza al prossimo”.

L'intervista

Quando è finito Amici ti sei imbattuta in un mondo diverso. Per quanto fossi preparata, qual è stato l'impatto?

“E’ stato difficile! Ci rendevamo conto della gravità perché siamo stati costantemente aggiornati ma nella casetta dove vivevamo io e i ragazzi era tutto ovattato, non conoscevamo cosa significava vivere senza abbracci per cui viverlo è stato molto diverso ed è stato abbastanza traumatico. Io per esempio sono una persona molto fisica e abituarsi a tutte le restrizioni è stata dura compreso quello di non poter vedere subito la mia famiglia. Per fortuna non sono stata sola ho fatto la mia quarantena a Milano con Francesco Bertoli (ndr. Anche lui ex allievo dell’edizione di quest’anno di Amici). Con lui, Nyv e inaspettatamente con Gaia ho legato davvero moltissimo all’interno della scuola di Amici. Tutto è stato davvero inatteso, scatenando davvero tanti sentimenti…Stiamo vivendo un tempo difficile che ci mette alla prova, ma stiamo resistendo e dando dimostrazione di tutta la forza che il nostro paese e ognuno di noi ha dentro di sé”.

Ecco ‘Camice Bianco’... 

“Sì! È iniziata a nascere mentre ero ancora nel programma. Sono una persona molto curiosa e un giorno ho chiesto di poter vedere tutti i video e i servizi che stavano circolando sul Covid-19. Tra questi c’era l’intervista a un medico. Aveva le lacrime agli occhi quando ha raccontato della domanda che i pazienti gli facevano più spesso: ‘Quanto mi resta da vivere?’. Questa frase mi ha colpito e l’ho appuntata sul mio quaderno. Tra le tante cose che noi abbiamo dato per scontato prima del virus è anche il lavoro che viene fatto dai medici e i camici bianchi. Hanno vocazione e grande spirito di sacrificio e abbiamo dovuto avere la vera consapevolezza a causa di un’epidemia, di come si sono messi in gioco, purtroppo anche perdendo, per salvare gli altri. Sono eroi che non chinano la testa dinnanzi agli innumerevoli ostacoli, che non si lasciano demoralizzare dalle troppe vittime, ma che, invece, non si fermano e continuano a lottare affinché quanta più gente possibile possa rientrare nelle proprie case e ripristinare la vita di sempre. Ma dimentichiamo che dietro quelle mascherine, dietro quegli sguardi, ci sono delle persone che soffrono, come tutti noi, ma che lottano, senza sosta, senza risparmiarsi, donandosi completamente mettendo a rischio la propria vita per salvare quella degli altri”.

Tante cose cambieranno nel modo di fare spettacolo. Già sta incidendo nel modo di fruire la musica. Quanto inciderà sul modo di fare musica e anche nelle tematiche delle canzoni? 

“Sulle tematiche non so fino a che punto, anche se io, in generale, dò molta importanza ai contenuti. Detto questo, un cambiamento radicale l’ho notato. Il processo della musica in digitale era già iniziato da tempo ma con la pandemia la sua diffusione si è velocizzata incredibilmente e credo che anche dopo la Fase 2 sarà presente. Io sono una nostalgica legata alla sensazione anche tattile della musica, sono sempre stata attratta dall’idea del vinile ma per molti anni ancora la musica sarà digitalizzata che ci piaccia o meno”.

Immagino che una volta uscita da Amici ti saresti aspettata anche una promozione dell’album molto diversa…

“Sì e non ti nego che il vero shock è stato proprio quello di non andare in giro per l’Italia per fare gli incontri negli instore per promuovere l’album. Mi sarebbe davvero piaciuto incontrare il pubblico in quelle occasioni, anche per ringraziarlo come si deve per il sostegno che mi ha dato durante il serale di Amici. Sono stati affettuosi e lo dimostrano molto anche sui social, ma un canale social non potrà mai sostituire il potere di un abbraccio. L’aspettavo davvero tanto quel momento e sono certa che sarebbe stata tra le cose più belle che avrei vissuto. Non vedo l’ora di poterlo fare appena sarà possibile".

Chi conosce il percorso ad Amici sa che il pubblico ha apprezzato il tuo essere immediata e intima allo stesso tempo…

“C’ho pensato spesso. Forse è dipeso dal non aver messo uno schermo. Non ho mai posto un freno a nulla. Dopo i primi tempi dove c’era un disagio iniziale ho dimenticato la presenza delle telecamere perché sono entrate nella nostra routine. Io sono così come mi avete visto in tv. Sono determinata ma anche molto emotiva. Nonostante sia stato spesso criticato questo mio lato, penso che sia un mio punto di forza, che ha permesso alle persone di farmi conoscere a 360 gradi. Credo che le persone si rivedano sempre nelle emozioni”. 

La canzone che rappresenta l'essenza di Giulia è ...? 

“‘Nietzsche’ senza dubbio. Rappresenta la Giulia che sono adesso. Le esperienze di vita nascono sempre dal dolore. Non è stato semplice raccontare il problema dell’anoressia in musica. È stato difficile, ma l’ho fatto in maniera schietta assumendomene la responsabilità e non l’ho fatto come se il problema non mi riguardasse, non avrebbe avuto senso farlo così. L’anoressia è un disturbo molto diffuso. È un mostro, ma si può sconfiggere. Ho ricevuto tanti messaggi di ragazze che come me hanno sofferto di anoressia e che erano felici che qualcuno ne stesse parlando in un programma come Amici, visto da milioni di italiani e questo mi ha dato la forza di trasmettere questa esperienza e se ho potuto lanciare un esempio positivo ne sono felice”.

Sono passati quasi due mesi dall'ultima puntata di Amici. A distanza come la vedi questa esperienza formativa? 

“Mi ha meravigliato la forza che sono riuscita a tirare fuori. La scuola di Amici è una vera e propria Accademia. È molto impegnativa: ha degli orari precisi e delle restrizioni. Dà rigore. È necessario stare sempre sul pezzo e non lasciarsi sopraffare dai momenti down, a volte l’autocritica ti fa crogiolare nel dolore, non c’è tempo per questo e non aiuta. L’eccessiva autocritica non aiuta. Io ho imparato a esserlo di meno, a essere umana e non un robot ed è anche questo che insegna. Ho imparato a essere più forte".

La cosa che ti ha sorpreso di più del percorso?

“Ciò che si vive ad Amici è una scoperta continua. Ogni giorno cambia il tuo stato d’animo. Non ho né rimorsi né rimpianti”.

Il prossimo obiettivo nell’immediato? 

“Continuo a scrivere, questo periodo favorisce la creatività. Portare un brano a Sanremo che è il palco che tutti sognano. Ma come ti ho detto, la cosa che non vedo l’ora di iniziare sono gli instore e i concerti, incontrare le persone. È come per i bambini che attendono il Natale per scartare il loro regalo”. 

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