Tornano "I bastardi di Pizzofalcone": l'appuntamento con la nuova stagione

Anteprima su RaiPlay il prossimo 1 ottobre, poi l'8 ottobre le sei puntate inizieranno su Rai1. Cambio alla regia e personaggi "più maturi" sono alcune delle novità in serbo

I bastardi di Pizzofalcone: foto di gruppo

Torna la fortunata serie tv “I bastardi di Pizzofalcone”: tratta dai libri di Maurizio de Giovanni, la produzione Rai Fiction e Clemart con l'adattamento dello stesso de Giovanni e di Dido Castelli, sarà nuovamente in tv il prossimo 8 ottobre in prima serata su Rai1, con anteprima su RaiPlay il anticipata all'1 ottobre.

La regia, per una seconda stagione di sei puntate totali, passerà da Carlo Carlei di Alessandro D'Alatri. "Quando me l'hanno proposta mi tremavano le gambe all'idea di fare una seconda stagione dopo la prima che ha avuto un successo straordinario. Ma era un piatto appetibile", dice D'Alatri, che oltre a lavorare sulla storia, pare abbi agito molto sugli attori e sulla loro recitazione.

“È una serie che appartiene al patrimonio più ricco e prestigioso della serialità di Rai Fiction – spiega Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction in occasione della presentazione al Prix Italia di Capri – Innanzitutto perché è basato sull'opera di un grande autore come Maurizio de Giovanni, poi per la regia che asseconda la ricchezza narrativa e dà il tono ambientale del racconto e infine per l'interpretazione di un gruppo di attori, a cominciare da Alessandro Gassmann, di rara qualità, circondati da tanti volti inediti per la televisione e che vengono dal grande teatro napoletano".

"Continuare con una serie che ha avuto un grande successo, è nella legge della serialità", spiega ancora Andreatta, sottolineando che si tratta di "un prodotto ricco e stratificato" e che la seconda stagione "diventa più matura e vissuta, più accogliente". Un prodotto "variegato nei generi, dramma poliziesco con insert comedy e sentimentali, profondo nei sentimenti e nei chiaroscuri dei suoi personaggi".

bastardi-pizzofalcone

Anche Alessandro Gassman ha anticipato una "evoluzione dei personaggi nella seconda stagione dei 'Bastardi'", e di "una maggiore vicinanza alla scrittura originale di de Giovanni che aiuterà il pubblico ad affezionarsi ancora di più alla serie. Abbiamo avuto ottimi risultati con la prima stagione, speriamo di doppiarli con la seconda".

Con Lojacono, appunto interpretato da Alessandro Gassmann, e il magistrato Laura Piras (Carolina Crescentini) con la quale Lojacono ha una tormentata storia d'amore, ci sarà anche tra gli altri un nuovo personaggio, Buffardi (Matteo Martari), magistrato antimafia “affascinante più per i suoi difetti che per le sue virtù”.

La Napoli protagonista dei Bastardi di Pizzofalcone

Della Napoli che fa da scenario alla fiction parla il regista Alessandro D'Alatri: “Sono romano – spiega – ma ho fatto una grande ricerca su Napoli e ne sono rimasto totalmente affascinato. È una città unica, capitale italiana del teatro con uno straordinario patrimonio culturale e una ineguagliabile piacevolezza del vivere". Gli fa eco Alessandro Gassmann: "Tra gli spettacoli teatrali e i set passo molto tempo a Napoli, posso dire che ci vivo. Ho imparato a scoprirla e ad amarla".

Maurizio de Giovanni: “Vi spiego la doppia personalità dei 'Bastardi'”

"Io scrivo per essere letto e diffido di quelli che dicono di scrivere per se stessi. Quindi scrivo per raccontare storie che possano raggiungere il maggior numero di persone possibile. Per questo sono straordinariamente fortunato che i miei romanzi siano diventati una serie tv con una prima stagione che ha avuto grandi ascolti, ma soprattutto con questa seconda dove la regia di D'Alatri ha colto tutte le essenze intime". De Giovanni, entusiasta della seconda stagione in dirittura d'arrivo, si sbilancia analizzando la sua creatura.

"La cifra dei 'Bastardi di Pizzofalcone' – osserva de Giovanni – è proprio la 'doppia personalità' dei suoi protagonisti: la coesistenza di una macchia personale con una professionalità riconosciuta. Diciamo che loro hanno qualcosa che non si perdonano. Ed è un po' la vita di tutti noi che la mattina, quando ci guardiamo allo specchio, subiamo il giudizio più duro. In questo senso credo che 'I Bastardi' comportino quell'immedesimazione da parte dello spettatore e del lettore, che altri personaggi, soprattutto del genere poliziesco, non comportano".

“Sono accusato dalle tre alle cinque volte al giorno – scherza lo scrittore – di raccontare i delitti passionali e non la criminalità organizzata di Napoli, città che adoro e che per me è come una madre abbondante e un po' volgare che però non vorresti mai cambiare. Napoli la puoi raccontare come fa la Ferrante o come fa Saviano, perché è come una cipolla il cui colore cambia a seconda di dove ti posizioni. Io ho scelto di raccontare i delitti passionali perché fanno parte della natura umana e sono sempre esistiti e non per negazionismo della criminalità organizzata, che esiste e di cui le forze dell'ordine si occupano quotidianamente”. “Se volessi raccontare la camorra – conclude – potrei farlo. E scriverei anche a lungo...".

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