Alessandro Siani e i napoletani che restano in città a Ferragosto: "Si dividono in quattro categorie..."

L'attore regista e comico partenopeo in una divertente intervista dice la sua su chi non trascorre fuori la giornata di domani

Alessandro Siani

Non tutti a Ferragosto saranno fuori città, anzi. E uno dei napoletani "eccellenti" a non partire è Alessandro Siani, che in un'intervista a Repubblica analizza a modo suo le persone destinate a vivere a Napoli la giornata di domani.

"La prima cosa che fai quando decidi di trascorrere il Ferragosto a Napoli è guardare il meteo – scherza il comico, attore e regista – Non devi andare da nessuna parte, ma lo guardi lo stesso. Tanto non ci becca mai".

"Si stanno regolando di conseguenza – prosegue a proposito del meteo - Ho sentito previsioni di tutti i tipi, ma questa le batte tutte: 'pioggia con schiarite improvvise e vento forte primaverile in arrivo dal Nord'. D’accordo che non esistono più le mezze stagioni, ma quattro in una volta sola mi sembra un’esagerazione".

"Le persone che restano a Napoli per Ferragosto si dividono in due categorie. Quelli che restano in casa e quelli che escono". Chi sta a casa passa la giornata "di solito guardando la televisione, dove trasmettono continuamente le repliche di 'Don Matteo'. Ormai avrà risolto lo stesso caso almeno venti volte. L’altra sera ho visto anche io l’ultima puntata, pensi che l’assassino ha confessato immediatamente. Sa che ha detto?Va bene, don Matteo, sono stato io. Ora per favore andiamo al mare".

Poi ci sono quelli che hanno paura dei furti in casa. "Mia madre, per esempio, prima di uscire lascia sempre tutte le luci accese. 'I ladri se vedono la luce non vengono', ripete. Il mese scorso – va avanti il regista – è arrivata una bolletta di 3200 euro. Mio padre ha detto: 'Maria, se entrano i mariuoli sparagnamm'".

E c'è un'altra paura. "Quella di non trovare una farmacia aperta". "Prima questo problema non se lo poneva nessuno, perché la nostra farmacia ambulante era la nonna – continua ancora Siani – In casa aveva medicinali di tutti i tipi. Mia nonna era l’unica al mondo che aveva medicazioni larghissime potentissime, che si incollavano come se fosse Attak. Una volta, strappandola, mi tolsi pure l’appendicite".

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"Anche quelli che non restano in casa si dividono in due categorie...Mi fanno impazzire, davvero. C’è quello che, appena vede qualcuno, si lamenta e dice: 'Mamma mia, c’è troppa gente in giro'. E l’altro che invece, se la strada è vuota, scuote la testa: 'Non c’è nessuno, stiamo solo noi'". La mediazione? "Partire a giugno e settembre. Quei mesi di cui ricordiamo l’esistenza solo una volta l’anno e sempre per la stessa ragione: dire a tutti che sono i momenti migliori per andare in vacanza".

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