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Giovedì, 2 Febbraio 2023
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4 Ristoranti, puntata speciale sul Lungomare di Napoli per Alessandro Borghese: chi ha vinto

Traguardo prestigioso per il seguitissimo programma tv che festeggia il suo 100esimo episodio proprio nella città partenopea

Puntata speciale di 4 Ristoranti per Alessandro Borghese, che ha celebrato il centesimo episodio del seguitissimo programma con una sfida sul Lungomare di Napoli per eleggere il miglior locale della zona andata in onda in prima serata su Sky Uno nella serata di Capodanno. 

“Nonna Tittina”, “La Piazzetta”, l“Osteria del mare Pesce & Champagne” e l'“Ostaria Pignatelli” di Giulio i quattro ristoranti in gara che si sono sfidati. 

I locali

“Nonna Tittina” - Marianna è una dei soci titolari di questo ristorante che si trova in via Caracciolo, si occupa dell’ospitalità e di tutte le esigenze del cliente con spirito veracemente imprenditoriale. Gli amici la chiamano “bimba” per il suo aspetto e il suo modo di vestire, ma dietro questo soprannome si nasconde una donna decisa, appassionata, determinata e con un’idea ben precisa di ristorazione: infatti la cucina di “Nonna Tittina”, la nonna immaginaria che dà il nome al ristorante, si fonda su una base di tradizione gastronomica napoletana con un occhio alla ricerca e alla raffinatezza della presentazione. Marianna è la prima a dare molta importanza al primo impatto: "Per me l’estetica è tutto. Come dice Oscar Wilde, solo i superficiali non badano all’apparenza", esclama. La location di “Nonna Tittina”, uno dei punti di orgoglio di Marianna e di tutto lo staff, è pensata per essere la casa di una nonna immaginaria: all’intero è presente persino un balconcino (che funge da soppalco) e una veranda; nel complesso è un locale dal gusto retrò ma dall’animo giovanile, curato in ogni minimo dettaglio con grandissima attenzione ai colori e all’arredamento. La mise-en-place è minimale ma curata, con runner e tovaglioli di stoffa.

“Ostaria Pignatelli” - Giulio è il direttore di questo ristorante alla Riviera di Chiaia, gestito da diversi soci esterni che hanno locali in giro per l’Italia. Pur non essendone, quindi, titolare lo vive come se fosse suo: tutto ciò che accade all’interno del ristorante passa sotto la supervisione di Giulio, che sostanzialmente è l’anima del locale. Lui lavora nella ristorazione da quando ha 13 anni, avendo iniziato proprio a quell’età a fare le prime esperienze da cameriere: per lui è una passione a 360 gradi, "un mestiere stupendo il mio, amo stare in mezzo alla gente e quando vedo il cliente alzarsi felice dal tavolo io sono contento", dice. È proprio sul concetto di osteria che Giulio insiste con orgoglio, per lui è uno dei veri punti di forza del locale: "Potremmo anche fare le linguine all’astice – sostiene – ma non saremmo più un’osteria: nell’osteria napoletana devi mangiare i veri piatti della tradizione napoletana!". Giulio è solare e anche quando è nervoso ama scherzare: non a caso sua moglie stessa gli dice sempre che se "cascasse il mondo tu staresti fermo". Tiene tantissimo al menù dell’Ostaria, per lui la loro cucina è un vanto. Il nome del ristorante nasce dal palazzo storico vicino al locale che, appunto, si chiama Palazzo Pignatelli; uno dei suoi punti di forza è la tranquillità della zona. Il ristorante propone una cucina tipica napoletana: dal fiore di zucca ripieno servito come antipasto fino alla parmigiana di melanzane e alla pasta e patate con provola.

“La Piazzetta” - Alessia, prorompente titolare del ristorante, si trova in via Nazario Sauro. Lei si definisce una napoletana DOC e per lei la ristorazione è una questione di famiglia: dal padre, infatti, ha appreso tutti i segreti del mestiere, soprattutto quelli della leadership, e infatti è sicura di sé e delle potenzialità del suo locale. Si dice comprensiva ma allo stesso tempo rigida ed esigente sul lavoro, ed è per questo che chiede sempre il massimo dal suo staff, che lei sente come una famiglia. A differenza di altri ristoranti sul lungomare, che hanno un menù turistico, la proposta de “La Piazzetta” è più esclusiva, riservata perlopiù a una clientela locale: è possibile trovare i capisaldi della tradizione gastronomica napoletana e alcuni piatti leggermente rivisitati. Il ristorante ha due ingressi ed è dotato di un dehors esterno. All’interno è suddiviso in tre salette, ognuna con una mise-en-place differente.

“Osteria del mare Pesce & Champagne” - Il locale si trova a Mergellina, in piazza Sannazzaro, una delle più antiche di Napoli. Ivano ne è titolare e chef, per lui l’Osteria è un sogno nel cassetto che si è realizzato: sin da ragazzino Ivano, quando marinava la scuola, fantasticando sul futuro, immaginava di aprire un ristorante tutto suo proprio in quella piccola piazzetta di Napoli. Si descrive impulsivo, permaloso e esigente, più che cucinare ama esibirsi: spesso cucina davanti ai clienti. La missione è di proporre una proposta diversa dalle altre: "Non c’è nessun piatto all’interno del nostro menù che puoi trovare in un altro ristorante", dice, e infatti ogni piatto ha un’aggiunta originale, una firma, un tocco dello chef. Arredato seguendo i toni del blu, il ristorante presenta numerosi richiami al mare e alla città di Napoli, con reti da pesca appese alle pareti e decorazioni a forma di pesce. Il locale è dotato di una sola sala interna e un piccolo dehors esterno su strada.

Il vincitore

Ad aggiudicarsi la 100esima puntata di 4 Ristoranti ed il titolo di miglior ristorante del Lungomare di Napoli è stata l'Ostaria Pignatelli. 

"I complimenti che ho maggiormente apprezzato sono due: il primo quando mi ha detto che era evidente che amassi il mio lavoro e lo facessi con passione, cosa che ho sempre cercato di trasmettere ai nostri clienti, cercando di farli sentire a casa. Il secondo riguarda l’assaggio della nostra pasta e patate, che ha fatto riaffiorare in lui i sapori tradizionali di un tempo", racconta Giulio, direttore dell'Ostaria Pignatelli, nel corso di un'intervista rilasciata al sito di SkyTg24.

"Con il premio vinto sicuramente compreremo un forno all'avanguardia che ci aiuterà a migliorare ancora di più la qualità del nostro lavoro", ha aggiunto Giulio, che ha poi dedicato il riconoscimento al padre scomparso: "Dedico la vittoria a mio padre che non c’è più e che mi ha sempre sostenuto in qualsiasi cosa facessi, insegnandomi il sacrificio del lavoro e dell'essere sempre umile; a mia madre che sta poco bene e a tutta la mia famiglia, a mia moglie e a mio figlio. Ma la dedica più grande è ai proprietari, grandi professionisti che hanno avuto il coraggio di investire e credere in questo progetto post pandemia...a loro un grande grazie per aver creduto in me". 

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