Giovedì, 23 Settembre 2021
Trasporto locale

Risorse per il trasporto pubblico locale: il Consiglio di Stato dà ragione al Comune di Napoli

La pronuncia del giudice amministrativo sul taglio sostanziale dei fondi per il Comune di Napoli da parte della Regione Campania

Il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, con sentenze n. 721/2020 e 722/2020 ha accolto il ricorso del Comune di Napoli contro la Regione Campania in merito alle somme stanziate dall'ente regionale per il finanziamento del trasporto pubblico locale cittadino, gestito da Anm per gli anni 2017 e 2018.

"Le sentenze - spiega un comunicato di Palazzo San Giacomo - riconoscono la disparità di trattamento perpetrata, sin dal 2011, nei confronti del Comune di Napoli, relativamente al riparto dei fondi del Trasporto Pubblico Locale, rispetto ad alcuni degli altri comuni della Regione, nonché di società di servizi regionali di trasporto pubblico locale su gomma e del comparto di trasporto su ferro. Pertanto il Consiglio di Stato, riformando le sentenze del Tar della Campania, ha sancito l’obbligo della Regione Campania di procedere alla rideterminazione delle risorse per il finanziamento dei servizi minimi del Trasporto Pubblico Locale dovute al Comune di Napoli per gli anni 2017 e 2018".

E' Enrico Panini, vicesindaco con delega al trasporto pubblico, a spiegare: “Il Consiglio di Stato ha riconosciuto completamente quello che l’Amministrazione Comunale ha da sempre sostenuto in merito al sottodimensionamento delle risorse erogate dalla Regione Campania al Comune di Napoli. Questo notevole sottodimensionamento ha creato danni ad ANM a vantaggio delle altre società regionali. Ricordo che è stato presentato al Tar Campania analogo ricorso per il riconoscimento delle maggiori risorse del fondo Trasporto Pubblico Locale alla Azienda Napoletana di Mobilità rispetto a quelle trasferite dalla Regione Campania anche per l’annualità 2019. Sono confidente che l'esito di questo ricorso sia favorevole in considerazione del pronunciamento del Consiglio di Stato”.

Nelle motivazioni, fanno rilevare in particolare da Palazzo San Giacomo, il Consiglio di Stato spiega che la Regione, "nonostante avesse a disposizione risorse maggiori di quelle necessarie a dare attuazione ai servizi minimi della propria ultima programmazione, si è discostata dalle previsioni di finanziamento del Piano di riprogrammazione del 2013, che per lo scenario “0”, cioè minimo, che rappresenta la soglia minima al di sotto della quale non si garantisce un’offerta minima di servizi per i cittadini, prevedevano per il comune di Napoli lo stanziamento della somma di euro 67.486.632,00 (esclusa IVA), di cui oltre 27 milioni per trasporto su ferro (metropolitane e funicolari cittadine), mentre la quota di finanziamento attribuita in concreto alla città è stata di soli euro 58.484.022,00 (inclusa IVA), comprensiva anche della porzione per il trasporto su ferro”.

Il Consiglio di Stato, evidenzia ancora Palazzo San Giacomo, scrive anche che "il taglio sostanziale dei fondi per il comune di Napoli non può giustificarsi con l’entrata in vigore di accordi e piani regionali con EAV e RFI, che avrebbero diminuito le risorse a disposizione, risultando illogico finanziare RFI e EAV e diminuire il finanziamento reale per la metropolitana e la circumvesuviana di Napoli: il potenziamento delle linee veloci su Napoli crea, infatti, l’esigenza di potenziarne, conseguentemente, anche la metropolitana e la circumvesuviana, che costituiscono importanti infrastrutture di raccordo per la cittadinanza e per tutti coloro che si muovono nella città”.

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